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Le principali scuole filosofiche indiane: Samkhya, Yoga, Vaisesika, Nyaya, Purvamimamsa e , Sintesi del corso di Filosofia

Riassunto delle dispense di Filosofie e Religioni dell'India e dell'Asia del prof. Pellissero (Torino)

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 15/04/2014

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Filosofie e religioni dell'India e dell'Asia.
Samkhyadarsana, prima scuola filosofica indiana, si fonda sul dualismo formato dalla
prakrti (principio femminile, dinamico, casuale) e il purusa (principio maschile,
statico, intelligente). La prakrti rende manifesto il mondo tramite il rapporto
d'equilibrio tra i suoi 3 guna: sattva (luce), rajas (moto) e tamas (stasi). Un altro
importante concetto è quello di tattva, ciò che pone in essere, principio di realtà. I
tattva principali sono 3 (buddhi - intelletto, ahamkara - identità personale, manas -
senso interno), ma ne esistono altri 20 di cui sono composte tutte le cose: sensi,
facoltà conative, elementi sottili, elementi grossolani. La prakrti può essere inferita
tramite i tattva, mentre il purusa non può essere esperito; la sua esistenza però è
necessaria perchè per comprendere la prakrti e le sue parti deve esistere un principio
intelligente. I mezzi di conoscenza accettati sono la percezione (immediata o
mediata), l'inferenza (positiva o negativa) e l testimonianza autorevole (mondana o
vedica). La liberazione dell'uomo, per il samkhya, avviene quando il purusa si rende
conto di non essere dipendente dalla prakrti, e di non essere parte delle sue
manifestazioni. Samkhya è fondamentalmente una scuola ateistica, in cui viene
dimostrata l'inesistenza di Dio: 1) se il mondo fosse mosso da Dio, significherebbe
che egli ha uno scopo, il che non è in accordo con le sua natura di essere perfetto e
senza scopi; 2) Dio è immobile, la prakrti dinamica = l'effetto non può essere
contrario alla sua causa; 3) se i purusa sono parti di Dio, dovrebbero manifestarsi i
suoi poteri divini in ognuno. Per alcuni, Dio esiste ma è solo un purusa che non deve
essere liberato.
Yogadarsana (yogasutra e commentari di Patanjali), seconda scuola indiana,
riprende la concezione cosmologica propria del samkhya aggiungendovi la figura di
un deus otiosus, Isvara (esiste perchè scritto nei Veda, è il limite della conoscenza).
Yogadarsana si interessa in particolare alla questione metodologica, difatti il ruolo di
Isvara è principalmente quello di sostengno alla meditazione: il fine dello yogin è la
cessazione delle fluttuazioni della mente, cioè smettere di pensare. La cessazione si
può raggiungere soltanto seguendo un percorso che comprende 5 livelli della mente:
irrequieta, torpida, distratta, concentrata in un punto e cessata. Inoltre è necessario
che lo yogin rispetti le 8 membra dello yoga: astinenza, osservanze, posture, controllo
del respiro, ritrazione sensoriale, concentrazione, meditazione e attenzione
concentrata. Raggiunta la cessazione, lo yogin ottiene poteri soprannaturali (diventare
piccolo, grande, leggero, pesante, volizione, supremazia, etc..), ma il vero devoto
deve ignorarli.
Vaisesikadarsana, scuola più scientifica che filosofica (sutra di Kanada), è la fisica del
pensiero indiano. Secondo il Vaisesika, esistono 7 categorie del reale: sostanza,
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Scarica Le principali scuole filosofiche indiane: Samkhya, Yoga, Vaisesika, Nyaya, Purvamimamsa e e più Sintesi del corso in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Filosofie e religioni dell'India e dell'Asia.

Samkhyadarsana, prima scuola filosofica indiana, si fonda sul dualismo formato dalla prakrti (principio femminile, dinamico, casuale) e il purusa (principio maschile, statico, intelligente). La prakrti rende manifesto il mondo tramite il rapporto d'equilibrio tra i suoi 3 guna: sattva (luce), rajas (moto) e tamas (stasi). Un altro importante concetto è quello di tattva, ciò che pone in essere, principio di realtà. I tattva principali sono 3 (buddhi - intelletto, ahamkara - identità personale, manas - senso interno), ma ne esistono altri 20 di cui sono composte tutte le cose: sensi, facoltà conative, elementi sottili, elementi grossolani. La prakrti può essere inferita tramite i tattva, mentre il purusa non può essere esperito; la sua esistenza però è necessaria perchè per comprendere la prakrti e le sue parti deve esistere un principio intelligente. I mezzi di conoscenza accettati sono la percezione (immediata o mediata), l'inferenza (positiva o negativa) e l testimonianza autorevole (mondana o vedica). La liberazione dell'uomo, per il samkhya, avviene quando il purusa si rende conto di non essere dipendente dalla prakrti, e di non essere parte delle sue manifestazioni. Samkhya è fondamentalmente una scuola ateistica, in cui viene dimostrata l'inesistenza di Dio: 1) se il mondo fosse mosso da Dio, significherebbe che egli ha uno scopo, il che non è in accordo con le sua natura di essere perfetto e senza scopi; 2) Dio è immobile, la prakrti dinamica = l'effetto non può essere contrario alla sua causa; 3) se i purusa sono parti di Dio, dovrebbero manifestarsi i suoi poteri divini in ognuno. Per alcuni, Dio esiste ma è solo un purusa che non deve essere liberato.

Yogadarsana (yogasutra e commentari di Patanjali), seconda scuola indiana,

riprende la concezione cosmologica propria del samkhya aggiungendovi la figura di un deus otiosus, Isvara (esiste perchè scritto nei Veda, è il limite della conoscenza). Yogadarsana si interessa in particolare alla questione metodologica, difatti il ruolo di Isvara è principalmente quello di sostengno alla meditazione: il fine dello yogin è la cessazione delle fluttuazioni della mente, cioè smettere di pensare. La cessazione si può raggiungere soltanto seguendo un percorso che comprende 5 livelli della mente: irrequieta, torpida, distratta, concentrata in un punto e cessata. Inoltre è necessario che lo yogin rispetti le 8 membra dello yoga: astinenza, osservanze, posture, controllo del respiro, ritrazione sensoriale, concentrazione, meditazione e attenzione concentrata. Raggiunta la cessazione, lo yogin ottiene poteri soprannaturali (diventare piccolo, grande, leggero, pesante, volizione, supremazia, etc..), ma il vero devoto deve ignorarli.

Vaisesikadarsana, scuola più scientifica che filosofica (sutra di Kanada), è la fisica del pensiero indiano. Secondo il Vaisesika, esistono 7 categorie del reale: sostanza,

qualità, attività, generalità, particolarità, inerenza e non esistenza. Sostanza: esistenza delle cose esterne nel tempo e nello spazio (terra, aria, fuoco..), se un oggetto contiene maggiormente una sostanza, contiene anche le altre ma in percentuali minori. Qualità: sono 17 (lontananza, vicinanza, peso, forma..). Attività: stato temporaneo (stasi, moto ..). Generalità: accumulazione di più oggetti in una categoria. Particolarità: differenze di oggetti in sottocategorie. Inerenza: relazione causa/effetto o contenuto/contenitore. Non esistenza: anteriore, posteriore, assoluta. Caratteristica principale della scuola è la concezione di un mondo composto da atomi: invisibili, non percepibili. Gli atomi possono legarsi formando una diade (2 atomi), 3 diadi formano una triade (6 atomi) che può essere percepita. Etica del Vaisesika: l'uomo compie azioni involontarie (funzioni organiche) e azioni volontarie (raggiungimento del piacere, soddisfazione personale, etc): queste azioni possono produrre dharma (merito) o adharma (demerito). Come per lo yoga, anche il vaisesika descrive alcuni comportamenti comuni a tutti (come nonviolenza, devozione e pulizia), ma azioni positive (dharma) non possono liberare uomo dal ciclo delle rinascite: necessario comprendere che tutti gli oggetti non sono altro che aggregazioni di atomi (successivamente introdotto un Isvara, causa ultima del mondo e quindi dell'attività degli atomi).

Nyayadarsana, scuola di logica della filosofia indiana (Gautama Aksapada). Il Nyaya è una scuola che assume le categorie del Vaisesika per spiegare il mondo (successivamente Nyaya si fonde con Vaisesika >Navyanyaya, in cui il Nyaya è prevalente), e si concentra su altri ambiti come il Vada, il dibattito filosofico tra due maestri, regolato da un arbitro e da regole codificate. Esistono diversi interessi della scuola come la teoria della conoscenza grazie alla buddhi (conoscenza rivela tattva delle cose, tramite svarupa - forma proprio dell'oggetto, che non corrisponde però all'oggetto altrimenti il fuoco brucerebbe i pensieri), e alla classificazione dei pramana (mezzi di conoscenza valida - percezione, paragone, inferenza e testimonianza autorevole - e conoscibile - prameya). La buddhi permette la conoscenza grazie all'esperienza e alla memoria, perchè per il Nyaya la conoscenza autentica è pragmatica: la conoscenza viene validata dall'esperienza, dai fatti. I mezzi di conoscenza valida (pramana) sono dunque: percezione (immediata), inferenza (conoscenza tramite procedimento logico, sempre preceduta dalla percezione, può essere purvavat - inferisce effetto dalla causa -, o sesavat - inferisce la causa dall'effetto), paragone, testimonianza verbale autorevole. Liberazione possibile quando corpo smette di influenzare la mente; successivamente Nyaya considererà liberazione raggiungibile soltanto grazie a Dio (prove dell'esistenza: lo dicono i Veda, il mondo deve avere una causa intelligente all'origine).

irreale, reale è solo il soggetto conoscente. Teoria della non-nascita: nulla è prodotto da sè o da altri, tutto è inseparabile dall'essere (atman). Stati di coscienza (sogno è reale fino alla veglia, veglia reale fino al sogno): si manifesta l'atman che pervade ogni cosa (atman è diverso da jiva, che è il principio individuale). Il mondo per Sankara è irreale, è maya (=illusorio, Prakrti): l'illusione di Dio grande illusionista che mette in scena al mondo e appare reale solo a spettatori ingenui. Il saggio però può scoprire la verità e svelare l'illusione tramite un processo gnoseologico: "percorso del vedanta". Per Sankara, maya non è l'effetto di Dio (se Dio fosse la causa, avrebbe uno scopo o si dovrebbe tramute in illusione), non è una sua parte, ma dipende da lui (non viceversa). Per Sankara cercare rapporti tra brahman e mondo è inutile, il mondo non è reale nè irreale: dipende totalmente dal brahman. Pensare al brahman e al mondo come due entità distinte è frutto di nescienza, avidya (mancanza di discriminazione, di cui solo Isvara è privo). Brahman non può essere falsificato, è l'universale che fonda tutti gli individuali (atman). Per Sankara l'errore conoscitivo è dovuto alla sovrapposizione illusoria di ciò che abbiamo percepito in passato: l'esperienza non basta per la conoscenza, deve essere validata (la sola esperienza è comune a tutti gli animali) da una esperienza successiva, che a sua volta può essere falsificata da un'altra che rivendica un livello di realtà maggiore. Solo la mera esistenza non può essere soggetta a falsificazione (esistenza effimera falsificabile, esistenza quotidiana falsificabile, esistenza assoluta del brahman non falsificabile). Brahman è onnipotente e onnisciente, Isvara/Brahman detiene maya, poi maya si differenzia in elementi sottili e infine in elementi grossolani. Questi stadi del ciclo cosmico corrispondono agli stati di coscienza di sonno profondo, sogno e veglia. Ma lo scopo è raggiungere la vera conoscenza, che è Isvara stesso, capire che ogni atman è parte del brahman, mentre ogni corpo in cui sono contenuti sono un'illusione di maya. La liberazione può avvenire dopo la morte del corpo fisico o in vita, tramite il linguaggio, grazie all'ascolto e alla comprensione dei grandi detti. Scuola di Ramanuja: il mondo non è irreale, è reale perchè gli oggetti vengono esperiti, quindi esistono. L'errore avviene a causa della consocenza parziale, dato che in tutti gli oggetti esistono gli stessi elementi in percentuali differenti, io dò rilievo ad uno invece che ad un altro (lucentezza, scambiando madreperla per argento). Diversamente da Sankara, la coscienza può essere oggetto di conoscenza e maya non può velare brahman, altrimenti significherebbe che questo non possiede le caratteristiche divine. La sofferenza degli uomini è causa degli uomini stessi che hanno avuto da Dio la facoltà di scegliere e scelgono il male, quindi per liberarsi uomo deve migliorare il suo bilancio karmiko tramite le buone azioni, tramite conoscenza e meditazione/devozione a Dio (Vishnu). Scuola di Madhva: esistono differenza tra Dio e il mondo, Dio e i jiva, jiva e jiva, jiva e il mondo e parti del

mondo. Per Madhva altra funzione di Dio (Vishnu) è la dannazione all'inferno. Scuola di Vallabha: scopo è servizio eterno a Dio (Krishna).