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filosofie classiche dell'india (prima parte sulle scuole), Appunti di Filosofia Indiana

prima parte sulle scuole del manuale filosofie classiche dell'india

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 28/03/2020

federica_mazza97
federica_mazza97 🇮🇹

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(129)

40 documenti

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SAMKHYA (COSMOLOGIA) | Il s&mkhya, al pari degli altri sei dar$ana, ha una sua branca di competenza specifica. 1 COSMOLOGIA Il samkhya indaga le caratteristiche del reale e si sforza di fornirne una descrizione esaustiva, limit sm rincipi di realtà (tattva), dai quali far discendere la strao * pefò a un numero ragionevole i pi | mondò; Tattva vale propriamente fl fatto di essere quello”; Un tattva non viene definito n roduce determinati risultati ed è soggetto a detei | del suo “essere” qualcosa, quanto come ciò che pi n | limitazioni che aiutano a meglio ‘caratterizzato e circoscriverlo. Un tattva è ciò che perenne dI bè una “piccola dissoluzione” dell’universo; è sempre presente nei suoi “effetti”, di fronte ai quali si pone del come “causa”. tr purusa è considerato del tutto indipendente, assolutamente non coinvolto dal dispiegarsi della prakrti. La t porto tra il purusa stesso e la prakrti; la ‘hiavitù consiste nella erronea attribuzione al purusa di un rap, liberazione consiste nel processo conoscitivo il quale conduce a riconoscere che tale coinvolgimento del | purusa con la prakrti è del tutto illusorio. Il percorso gnostico che dall'inno ranca conduce alla conoscenza salvifica è tutto interno alla prakrti: si tratta infatti di un processo puramente mentale, nel corso del quale il purusa, testimone impassibile, assiste dapprima'al suo illusorio coinvolgimento con la prakrti, poi allo . svelamento che porta la componente intellettuale della prakrti a riconoscerci come totalmente altra e non » riconducibile al purusa. lo stato di perfetto equilibrio dei suoi tre La prakrti, nei periodi di erosiva dissoluzione cosmica rappresenta pio dinamico (rajas) e principio inerziale (tamas). A Componenti, i guna: principio Tuminoso (sattva), princi Son E prsrgnaio un colore simbolico, rispettivamente bianco, rosso e nero. Dal loro perturbarsi, e dalla Conseguente rottura del loro equilibrio, procedono gli altri tattva, che fanno origine all'universo manifesto. Ci sono tre tattva preposti ioni mentali, essi sono: buddhi, l'intelletto che soppesa le alternative è opera le scelte; ‘ahamkara, il senso dell'io cui è legata l'identità personale, l'approvazione delle esperienze a il senso interno che coordina e organizza le percezioni sensoriali di per un soggetto che le esperisce; manas, sé slegate tra loro, trasformando un coacervo di sensazioni scoordinate e indipendenti le une dalle altre in un quadro coordinato e unitario. ‘oncludono la serie venti tattva divisi in quattro gruppi di cinque tattva ione sensoriale: capacità olfattiva, gu: , Visiva, IA ATALA ciascuno. Il primo gruppo è quello delle facoltà di } ja Ta sua origine nell'ahamkara in cui predomini il sattva. Il secondo gruppo tattile e audi comprende le cinque facoltà conative, prodotte dall’ahamkara in cui predomini il rajas: capacità fonatoria, di manipolazione, di locomozione, di escrezione e di godimento. Il terzo gruppo è costituito dai cinque elementi sottili, prodotti dall'ahamkara in cui predomini il tamas, e costituiscono l'elemento generale comune alle percezioni sensoriali particolari di una stessa spec Jono in quani , tatto in quanto tale, forma in quanto tale, sapore in quanto tale e odore in quanto tale. Il quarto gruppo comprende infine i cinque elementi grossolani, ciascuno procedente da un elemento sottile, nell'ordine suesposto: spazio, vento, fuoco, acqua e terra. a i aitagannio vento, TUOCo, 2 TEORIA DELLA CAUSALITÀ La teoria della causalità del samkhya prende il nome di si satkàryavàda, “dottrina dell'effetto esistente”, perché sostiene che l’effetto sia reale e preesistente nella causa. | tipi principali di cause (kàrana) ammessi ‘sono i seguenti: generica, specifica, materiale, non materiale, efficiente. — F ) Le ragioni che il simkhya adduce per sostenere satkaryavada sono le segi ©se l’effetto fosse veramente non esistente nella causa materiale, nessuno sforzo da parte dell'agente potrebbe portarlo all'esistenza; quando un effetto viene prodotto da una causa in realtà ciò i I perché si manifestano le condizioni favorevoli al suo prodursi; Fat Gnulla si può produrre che non sia implicitamente presente nella sua causa materiale; ja effetto preesiste nella causa ancora prima di venire manifestato; . " Serdizc ache pr Ù produrre un effetto perché ne ha la capacità, e tale capacità può essere ia Dn ; le sia già potenzialmente presente nella causa, in attesa delle condizioni