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Riassunto della scuola dello Yoga, tratto dal libro di Filosofie classiche dell'India di Alberto Pelissero (UNITO)
Tipologia: Sbobinature
Offerta a tempo limitato
Caricato il 29/01/2018
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Ascetica/Yoga
La pratica dell'ascesi ben presto venne sussunta dalla cultura sanscrita, e ricevette dignità di scuola -> Yogadarsana. Yoga = Disciplina di pratica meditativa. Questo termine diverrà col tempo sempre meno specifico, così da potersi applicare ad ambiti svariati, tanto che praticamente ogni visione del mondo sul suolo indiano svilupperà una propria forma di disciplina psicofisica. Lo yogadarsana sussume come proprie le categorie del samkhyadarsana, limitandosi ad aggiungere a tale edificio concettuale la figura di una sorta di deus otiosus, il Signore Isvara, la cui unica funzione è quella di fornire un sostegno meditativo al praticante. L'enfasi ovviamene si sposta sulla pratica delle diverse discipline contemplate. Il testo fondamentale è lo Yogasutra, che contiene aforismi sulla disciplina -> 195 divisi in 4 libri. Sono dedicati rispettivamente: 1) all'attenzione concentrata, 2) alla pratica ascetica, 3) ai poteri soprannaturali, 4) all'isolamento. Lo yoga insegnato nel testo viene definito "disciplina regale" o "disciplina a otto membra", dal momento che si articola in otto pratiche distinte:
Il contenuto filosofico dello yogadarsana non è grande, dal momento che tale sistema si appoggia sul samkhya, limitandosi ad aggiungere alla costruzione dottrinale di quest'ultimo la figura di Isvara come un deus otiosus (utile come modello per la pratica meditativa). Le preoccupazioni dello yogadarsana sono essenzialmente metodologiche più che teoretiche: il sistema si propone di fornire un metodo psicofisico di reintegrazione, insegnando in pratica come dividere purusa e prakrti, o più esattamente come arrestare le fluttuazioni della mente che sono causa dell'erronea identificazione del primo con la seconda. Ciò premesso, esistono tra il samkhya e lo yoga alcune differenze che non vanno trascurate -> 1) La mente è concepita nello yoga come unitaria e onnipervadente / Nel samkhya è tripartita
Nello yoga assumono grande importanza elementi psicologici come le impregnazioni latenti, le concrezioni condizionanti e le afflizioni / Nel samkhya no
Lo yoga introduce la figura di Isvara / Il samkhya no
Il principio vitale individuale conosce il mondo attraverso le modificazioni/vrrti della mente/citta, e tende erroneamente a considerarsi identico a essa -> Lo yoga si propone di sradicare questa identificazione erronea, concepita più come errore psicologico che concettuale. La mente errabonda e mutevole non è che un prodotto della prakrti, dunque non può essere equiparata a buon diritto al purusa, pur apparendo come tale. Le modificazioni mentali sono 5:
conoscenza autentica
conoscenza erronea
conoscenza meramente verbale/costruzione verbale
sonno
memoria
Per procedere al loro arresto occorrerà rispettivamente: prima provvedere a purificare la mente dall'influsso di rajas/instabilità e tamas/torpore, lasciando spazio solo all'influsso del sattva/virtuosità, e poi procedere al distacco del purusa anche dal sattva residuo.
Si suddivide in: A) percezione, B) inferenza, C) testimonianza verbale autorevole.
Comporta l'attribuzione agli oggetti di caratteristiche non pertinenti, e comprende il dubbio e la conoscenza incerta.
E' causata da parole che non corrispondono agli eventi.
E' dovuto alla preponderanza della mente nel torpore.
E' la riproduzione di esperienze passate senza alterazioni o innovazioni.
Il purusa, riflesso nella mente e nelle sue modificazioni, ma in realtà assolutamente non coinvolto, solo in apparenza si mostra come influenzato da esse. Ciò comporta un'apparente schiavitù nei confronti di 5 afflizioni: 1) nescienza, 2) egoità, 3) attaccamento, 4) avversione, 5) adesione convulsa all'esistenza. Le afflizioni esistono in forma sottile o latente e grossolana o palese. Il primo tipo viene eliminato risolvendo la mente nel suo stato causale, il secondo attraverso la meditazione.
Lo yoga è cessazione delle fluttuazioni della mente. Tale cessazione procede attraverso 5 livelli della vita mentale, detti "terre mentali":
irrequieta
torpida
distratta
concentrata in un punto
cessata
Ogni stadio esclude gli altri; i primi 3 tipi non conducono allo yoga e vanno superati per accedere gradualmente agli altri 2.