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Ideazione e Produzione di Programmi Televisivi: Un'analisi del Processo Creativo, Prove d'esame di Storia Dei Media

Riassunto del capitolo quarto del libro Produrre tv dallo studio televisivo ad internet

Tipologia: Prove d'esame

2017/2018

Caricato il 06/07/2018

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l_uux97 🇮🇹

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CAPITOLO QUARTO
Ideazione e produzione
1. L’ideazione: dall’idea originale alle proposte
L’idea del programma può nascere da un singolo o da più persone, c’è dietro un lavoro creativo con regole
precise ed accurate, la caratteristica principale dell’idea iniziale è la sua trasformazione in immagini o meglio
in una struttura narrativa che assicura una produzione seriale. La produzione quindi dipenderà dalla proposta
dell’autore, rispetterà le tempistiche sia di registrazione che di postproduzione per montaggio e
sonorizzazione. Es. per una puntata di Dr. House= 8/10 giorni di ripresa
2. Scrivere per il video
Quando si scrive per il video bisogna tenere conto dei tempi di scrittura, produzione e messa in onda nella
logica del ciclo industriale. Nella tv generalista la messa in onda è prevista da settembre a maggio/giugno con
intervalli posizionati nei periodi meno rilevanti. Nel mercato americano la produzione avviene in dieci mesi
con un totale di 190 giorni lavorativi per 24 puntate. In Europa la messa in onda del prodotto parte solo dopo la
fine della produzione completa mentre in America si punta al mantenimento di un ciclo continuo che
garantisce una serialità più solida.
3. Sceneggiature, dialoghi e scalette
Nel sistema americano le tempistiche di produzione sono costruite attorno ai costi, il regista quindi non può
permettersi di registrare meno scene del previsto. Tutta la troupe ha un obiettivo giornaliero da raggiungere, 6
pagine di copione. Sceneggiatura e dialoghi si adatteranno ai moduli temporali per genere del prodotto, nella
sitcom si gira con più telecamere in modo da permettere al regista di elaborare un montaggio in diretta a
differenza di un telefilm girato a telecamera singola in cui i dialoghi dovranno essere ripetuti più volte per
permettere diverse inquadrature.
4. Società che vendono format: maledette o benedette?
Dagli anni Sessanta ci sono sempre state fiere di mercato per poter stabilire contatti tra aziende televisive,
definendo domanda e offerta di programmi da mandare in onda. Tra le fiere più importanti abbiamo il Napte di
Las Vegas, in Europa abbiamo Miptv, Mipcom a Cannes, Monte Carlo Television Festival, London Television
Market. Il mercato internazionale è dominato da grandi società che hanno esteso le loro influenze in decine di
paesi come la FremantleMedia che si è trovata ad operare in oltre 40 paesi. In Italia le società che si occupano
di format sono Endemol, Magnolia.
5. Il brainstorming
Brainstorming letteralmente vuol dire tempesta di cervelli, sta ad indicare una modalità di lavoro in gruppo in
cui tutti espongono le loro idee senza censure in modo da sviluppare idee nuove e creative. Le idee poi
verranno criticate e studiate in un secondo incontro tenendo conto di budget, le modalità operative e le
variabili logistiche.
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CAPITOLO QUARTO

Ideazione e produzione

1. L’ideazione: dall’idea originale alle proposte

L’idea del programma può nascere da un singolo o da più persone, c’è dietro un lavoro creativo con regole precise ed accurate, la caratteristica principale dell’idea iniziale è la sua trasformazione in immagini o meglio in una struttura narrativa che assicura una produzione seriale. La produzione quindi dipenderà dalla proposta dell’autore, rispetterà le tempistiche sia di registrazione che di postproduzione per montaggio e sonorizzazione. Es. per una puntata di Dr. House= 8/10 giorni di ripresa

2. Scrivere per il video

Quando si scrive per il video bisogna tenere conto dei tempi di scrittura, produzione e messa in onda nella logica del ciclo industriale. Nella tv generalista la messa in onda è prevista da settembre a maggio/giugno con intervalli posizionati nei periodi meno rilevanti. Nel mercato americano la produzione avviene in dieci mesi con un totale di 190 giorni lavorativi per 24 puntate. In Europa la messa in onda del prodotto parte solo dopo la fine della produzione completa mentre in America si punta al mantenimento di un ciclo continuo che garantisce una serialità più solida.

3. Sceneggiature, dialoghi e scalette

Nel sistema americano le tempistiche di produzione sono costruite attorno ai costi, il regista quindi non può permettersi di registrare meno scene del previsto. Tutta la troupe ha un obiettivo giornaliero da raggiungere, 6 pagine di copione. Sceneggiatura e dialoghi si adatteranno ai moduli temporali per genere del prodotto, nella sitcom si gira con più telecamere in modo da permettere al regista di elaborare un montaggio in diretta a differenza di un telefilm girato a telecamera singola in cui i dialoghi dovranno essere ripetuti più volte per permettere diverse inquadrature.

4. Società che vendono format: maledette o benedette?

Dagli anni Sessanta ci sono sempre state fiere di mercato per poter stabilire contatti tra aziende televisive, definendo domanda e offerta di programmi da mandare in onda. Tra le fiere più importanti abbiamo il Napte di Las Vegas, in Europa abbiamo Miptv, Mipcom a Cannes, Monte Carlo Television Festival, London Television Market. Il mercato internazionale è dominato da grandi società che hanno esteso le loro influenze in decine di paesi come la FremantleMedia che si è trovata ad operare in oltre 40 paesi. In Italia le società che si occupano di format sono Endemol, Magnolia.

5. Il brainstorming

Brainstorming letteralmente vuol dire tempesta di cervelli, sta ad indicare una modalità di lavoro in gruppo in cui tutti espongono le loro idee senza censure in modo da sviluppare idee nuove e creative. Le idee poi verranno criticate e studiate in un secondo incontro tenendo conto di budget, le modalità operative e le variabili logistiche.

6. La preproduzione

La costruzione di un programma televisivo è complessa e si articola su più piani. E’ indispensabile la partecipazione di più figure professionali e di un piano organizzativo chiaro e dettagliato. Dopo aver determinato il concept del programma, la bozza della sceneggiatura e gli autori, si sceglie il produttore esecutivo, il regista e il cast artistico e tecnico. Dopo aver stabilito un piano operativo di massima e preso in esame il budget si passa ai sopralluoghi per le riprese e riunioni di fattibilità. In contemporanea si avviano i casting degli attori.

7. Squadra vincente non si cambia

La coesione del gruppo produttivo è molto importante e costituisce un elemento di successo del programma, l’affiatamento deve essere continuo in modo da creare un clima armonico che favorisca il lavoro, il rapporto tra conduttore e cast a volte si può riflettere sul programma stesso creando un fluido sviluppo narrativo.

8. Le difficoltà ad entrare nel mondo della produzione

Per un giovane autore è difficile entrare in gruppi di lavoro già consolidati. Sono necessari anni di gavetta accanto ad autori professionisti.

9. Il casting artistico sulla scena e dietro le quinte

Il casting relativo ai personaggi richiede particolare attenzione, l’attore non ha il solo compito di agire sul palcoscenico ma soprattutto quello di confrontarsi con gli altri attori dando vita a costruzioni testuali che evolvono. L’interazione tra gli attori diventa il vero e proprio svolgimento del prodotto.

10. La produzione vera e propria

Il punto cruciale della produzione è costituito dalle riprese, in programmi non in diretta si possono modificare e tagliare delle scene superflue, questo non è possibile nei programmi in diretta poiché il montaggio è fatto contemporaneamente alla messa in onda.

11. Chi realizza il prodotto: le maestranze e il personale tecnico

Un regista senza validi collaboratori è perso, un prodotto audiovisivo nasce da un lavoro corale. Spesso si sottovaluta l’importanza dell’apporto che il personale tecnico ha sul programma. La padronanza di un software, la conoscenza di un determinato effetto sul mixer video può determinare la risoluzione di un problema registico.

12. Budget e piano di produzione

Il piano di produzione serve per avere un quadro generale di tutta la lavorazione. Viene utilizzata una tabella per riportare tutte le informazioni sulle scene da girare, nella prima colonna a sinistra sono riportati i nomi degli autori e nella prima riga i luoghi che verranno utilizzati, e per ogni luogo verranno indicate quali scende

16. L’inserimento di effetti e la terza dimensione

L’inserimento di effetti nell’immagine è una caratteristica propria del cinema, nasce in moviola e nella sala di montaggio con l’elaborazione di ogni fotogramma. Questo processo di inserimento e animazione avviene attraverso un processo che è chiamato stop motion, o ripresa a passo uno, ogni fotogramma viene elaborato ripreso e collegato con altri in un determinato ordine. Dagli anni Settanta questa modalità si sviluppa grazie all’utilizzo dei pc, tecnologia che memorizza la posizione della creazione degli effetti ed è capace di ritrovarli nel montaggio posizionandoli dove il montatore prevedo (go motion). Pg

17. I luoghi per la creatività: la sala prove

Prima di provare nello studio, gli artisti hanno a disposizione una sala prove dove possono recitare il copione e perfezionare le loro interpretazioni. E’ il punto di passaggio tra il testo scritto e la successiva registrazione in studio.

18. Lo studio

Emblema della produzione televisiva, tutto gira attorno a questo. Le sue dimensioni variano a seconda dell’utilizzo, un grande studio può superare i 2000mq mentre lo studio per un telegiornale può arrivare ai 300mq. E’ diviso in due aree: una è dedicata alla regia e l’altra alle riprese. Solitamente posizionato al piano terra per consentire l’ingresso delle macchine che trasportano la scenografia, deve essere insonorizzato per garantire riprese video e audio ottimali. Nella parte alta dello studio ci sono ponti sospesi che permettono di realizzare il parco lampade e l’illuminazione richiesta dal direttore della fotografia. L’impianto elettrico deve sostenere migliaia di kilowatt e deve essere dotato di un gruppo di continuità che permetta di continuare il lavoro nonostante interruzioni di corrente.

19. Dietro le quinte

C’è sempre fermento, si prepara il necessario all’evento successivo previsto dalla scaletta, l’assistente di studio è collegato con le cuffie alla regia per capire se ci sono variazioni nel programma. Insieme a lui si muovono cameramen e microfonisti.

20. La regia

La regia è il cuore pulsante della trasmissione, è fisicamente separata dallo studio, generalmente è piazzata più in alto rispetto alla zona delle riprese. I segnali arrivano sulle decine e decine di schermi presenti nella control room, ogni riga di monitor ha la sua classificazione standard, una per le telecamere dello studio, una per i collegamenti esterni, una per le grafiche, una per le salette di montaggio,

21. Le super regie

Sono previste per grandi eventi complessi in diretta in cui il lavoro viene diviso in più regie. Nel caso di collegamenti satellitari è possibile che la produzione allestisca più regie mobili sul posto. Vicino al centro trasmettitore sarà prevista la regia centrale che sarà logisticamente più adatta ad ospitare redattori e conduttori pronti ad intervenire dallo studio se il collegamento satellitare dovesse saltare. Una regola è quella si sistemare ogni elemento due volte, in modo da avere un clone se uno di questi dovesse non funzionare.

22. Curare le immagini

La regia video si occupa di curare dettagli e colorimetria delle immagini, è separata dalla regia principale. Direttore di fotografia, elettricista e tecnico video lavorano all’unisono per modificare diaframma e definizione. Con la tecnologia digitale possiamo intervenire selettivamente su parti dell’immagine o sull’intero. Dalla bassa definizione dell’analogico siamo passati all’alta definizione che ci permette di esaltare alcuni dettagli e di metterne sotto tono altri. Il mixer luci regola la luminosità nello studio e permette di realizzare effetti particolari.

23. La funzione dell’audio

Passare da una fonte sonora ad un’altra può sembrare semplice ma richiede un’alta sincronizzazione, sul banco del mixer lavorano due o più tecnici specializzati che hanno il compito di far partire al momento giusto ogni suono previsto

24. Il montaggio e la postproduzione

Il montaggio e la postproduzione sono momenti in cui si riflette su ogni scelta, il clima deve essere tranquillo e sereno per esaminare con cura tutto il materiale, nel montaggio del telegiornale questo non accade, le immagini arrivano solo un paio d’ore prima della messa in onda ma il lavoro è facilitato dal mezzo montaggio che le macchine digitali possono effettuare anche durante le riprese.

25. I luoghi esterni

La produzione televisiva di questo genere richiede difficoltà logistiche abbastanza importanti soprattutto se la trasmissione deve essere mandata in diretta. Le attrezzature necessarie in esterni sono le stesse dello studio per questo c’è bisogno di avere a disposizione tutto. Nel corso degli anni è diventato sempre più semplice mandare in diretta servizi anche da esterni, i van diventano vere e proprie regie.

26. Implementare nuovi luoghi

Grazie alle innovazioni nel campo della registrazione e della produzione possiamo trasformare qualsiasi luogo in uno studio di registrazione, non ci sono più limitazioni tecnico produttive. Possiamo girare video o interviste con il nostro cellulare o con una telecamera HD, questi sono gli anni della svolta.

27. Le modificazioni introdotte dallo sport e dai reality

Ogni grande evento sportivo ha portato una modificazione delle tecnologie di ripresa e trasmissione del segnale televisivo, dalla diretta nata negli Sessanta si è arrivati ad avere le immagini direttamente sul nostro telefono. I reality hanno avuto lo stesso impatto , la macchina della diretta televisiva si è dovuta moltiplicare per garantire una continuità, allo stesso tempo il programma resta online.