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Riassunto libro di testo Economia e management della televisione
Tipologia: Dispense
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Palinsesto televisivo: è composto dalla successione coordinata e logica di unità distinte rappresentate dai diversi programmi audiovisivi. I programmi televisivi possono essere distinti in base:
1.1FILM E FICTION
FILM (mercato di sbocco successivo + logica di produzione cinematografica) Sono programmi televisivi, caratterizzati da una sceneggiatura e realizzati da artisti differenti. La televisione rappresenta un mercato di distribuzione aggiuntivo e un mezzo di distribuzione successivo. I film sono prodotti dalle imprese, destinati in un primo momento alle sale cinematografiche e solo dopo un certo periodo trasmetti in tv e sull’home-video. Vantaggi
FICTION (mercato di sbocco primario + logica di produzione cinematografica) Sono programmi televisivi prodotti per la televisione. I canali televisivi sono il primo mercato di distribuzione in ordine temporale. Possono essere prodotti singoli, ossia programmi la cui narrazione si esaurisce in un unico episodio (tv-movie); prodotti seriali, ossia programmi a puntate o a episodi basati sulla continuità della narrazione o dei personaggi. Telefilm e sitcom Presentano la continuità dei soli personaggi, ogni episodio ha una conclusione e rappresenta un’unità indipendente, hanno una durata inferiore ai 60 minuti. I telefilm hanno una qualità superiore, girati sia in interno che in esterno; le sitcom hanno una qualità tecnica inferiore, con una struttura simile a quella teatrale, si gira in interni. Sono programmi generalmente prime-time e pre- serale, destinati a un pubblico volatile. Mini-serie, serie televisive, soap-opera Rappresentano una continuità della narrazione, che è strutturata a puntate, per cui ogni puntata non ha una conclusione. Mini-serie: poche puntate, dura 1H, ha una struttura narrativa chiusa. La qualità di produzione è elevata. Solitamente trasmessa in prime-time. Se incontrano il successo del pubblico, permettono un’alta fidelizzazione. Presenta anche un alto rischio di realizzazione: il prodotto si acquista dopo che è stato interamente realizzato. Serie televisiva: ha un numero di episodi maggiore, ha una durata tra i 30 e i 60 minuti. Ha una struttura narrativa aperta. La qualità è elevata. Possiede un basso livello di rischio. Il prodotto si acquista dopo che è stato interamente realizzato.
Soap-opera: numero di puntate elevato. Si chiude quando il pubblico che la segue cala drasticamente. Ha una bassa qualità. Solitamente viene trasmessa nel day-time, rivolto a un pubblico femminile e attivo nell’identificarsi con il personaggio. Difficoltà di cambiare i personaggi, ma necessità di introdurne di nuovi.
1.2.IL MERCATO DEI DIRITTI TELEVISIVI Inizialmente le major americane, negli anni ’50, impediscono la vendita dei film alle imprese televisive. In questo senso la televisione viene vista come minaccia e responsabile del declino delle sale. A partire dalla metà degli anni ’50, poi, le major comprendono che la tv può rappresentare un efficace mezzo sia per i film accumulati nei magazzini sia per le nuove produzioni, come telefilm o serie televisive. I soggetti del mercato audiovisivo Imprese di produzione, che producono i programmi. Le imprese televisive, che trasmettono i programmi; i distributori o proprietari dei diritti, che possono essere intermediari, o acquisire la titolarità dei diritti delle imprese di produzione. Le imprese televisive non acquistano la proprietà dei programmi, ma il diritto di trasmetterli. Meccanismo di selezione e finanziamento fiction – USA
1.3. I PROGRAMMI TELEVISIVI (mercato si sbocco primario + logica di produzione televisiva) Sono programmi che nascono per la tv e si contraddistinguono per l’utilizzo di una logica televisa. Sport: alto potenziale di ascolto, legato alla popolarità delle diverse discipline nelle diverse nazioni. Audience attente e maschile. Efficace inserimento di pubblicità. Favorevole sia per i canali pay che per quelli generalisti. I momenti di trasmissione sono: l’attesa dell’evento, solitamente in
Tre sono i soggetti ingaggiati nell’organizzazione della produzione televisiva: le imprese televisive (come rai o bbc), le sussidiarie delle imprese televisive (come videotime); e i produttori televisivi indipendenti, in cui la produzione viene commissionata in appalto dalle emittenti televisive. Tre sono le funzioni dei soggetti sopraelencati: channel management, che consiste nella decisione del budget e del tipo di programma; programme management, che consiste nella decisione della struttura di programmazione; product management, che consiste nella realizzazione dei programmi. Le fasi:
1.6. IL MERCATO DEI DIRITTI TELEVISIVI Ci si riferisce ai programmi sportivi e ad altre categorie. Nel primo caso i titolari che gestiscono le organizzazioni o gli eventi vendono i diritti o direttamente alle imprese televisive o ad agenzie specializzate in diritti sportivi. In base alla leva sul mercato, al livello di concorrenza e popolarità, il prezzo cambia. Format Insieme di elementi invariabili all’interno di ciascun episodio, a partire dal quale produrre elementi variabili. L’aumento del format è dato sia dall’aumento del numero dei canali televisivi; sia dall’aumento della pressione competitiva.
1.7. MAKE E BUY Produzione interna
La trasmissione delle immagini si basa sulla trasmissione di segnali elettromagnetici (onde), che si propagano nello spazio a velocità limitata. Vengono distinte in base alla lunghezza d’onda, la frequenza e l’ampiezza. Spettro elettromagnetico: campo complessivo delle frequenze. Spazio nel quale vengono trasmessi diversi tipi di segnali, le bande. Ogni canale televisivo occupa una porzione del campo di frequenze comprese nell’intervallo corrispondente a queste bande specifiche. Il numero massimo di canali disponibile su ogni banda è limitato, poiché ogni canale ha una lunghezza standard. Gli standard televisivi Insieme di caratteristiche tecniche fondamentali. Permettono la creazione di uno spazio artificiale economico, politico e giuridico, separato rispetto all’esterno e omogeneo al suo interno. Nascono con la comparsa della televisione e con l’introduzione della televisione a colori. L’obiettivo è quello di rendere compatibile il sistema a colori con quello in bianco e nero e viceversa. I mezzi di trasmissione Sono i canali distributivi delle imprese audiovisive Trasmissioni terrestri Si basano su impianti di diffusione circolare (broadcast) dotati di un sistema radiante che diffonde nell’etere il segnale televisivo. Ha una distanza di propagazione massima (80-100 km). Il tempo, l’area e lo spettro (TAS) costituiscono l’unità base dello sfruttamento dello spettro stesso. Sono costituite da:
servizio aggiuntivo; il secondo riguarda la difficoltà, per ciascuna tipologia di broadcaster, a reperire risorse aggiuntive con cui finanziare tali costi. La televisione digitale Si basa sulla conversione della grandezza originaria in valori numerici binari. Vantaggi
Il fine di ogni impresa è quello di creare ricchezza, cioè produrre beni/servizi il cui valore di mercato (i ricavi della vendita) sia in grado di remunerare i fattori utilizzati per produrli. Il raggiungimento di un reddito competitivo è una condizione necessaria per mantenere la capacità di attrarre capitale di rischio, che è uno dei fattori della produzione. Il reddito costituisce l’espressione monetaria dell’incremento della ricchezza derivante dall’attività dell’impresa ed è rappresentato dalla differenza tra ricavi dei prodotti venduti e i corrispettivi costi di produzione. La struttura dei costi Vi sono i costi dei programmi (acquisto e produzione), che variano in funzione del numero di ore acquistate e del costo orario sostenuto; i costi della struttura televisiva (palinsesto), che variano in funzione dell’organico e del costo del personale; i costi di trasmissione (distribuzione del segnale), che variano in funzione del numero delle ore di trasmissione e della loro tipologia. Generalmente il livello dei costi viene fissato in funzione del numero potenziale di spettatori che si tenta di raggiungere ma, una volta che tale livello è stato determinato, i costi non variano al variare del numero effettivo degli spettatori. La struttura dei ricavi Consiste nel raggiungimento dell’equilibrio economico tra costi e ricavi. L’equilibrio economico della televisione pubblica con ricavi dai fondi dello Stato: i ricavi si possono suddividere in fissi e variabili. Quelli fissi rappresentano quella tipologia il cui andamento
non è collegato a un parametro specifico di riferimento (come i fondi dello Stato). Il numero degli spettatori costituisce una condizione necessaria per definire l’erogazione del finanziamento. Più un servizio è utilizzato dai cittadini e più lo Stato è disposto a finanziarlo (struttura a scalini). L’equilibrio economico della televisione pubblica con ricavi esclusivamente del canone: in questo caso il livello d’equilibrio può essere abbassato aumentando l’importo del canone. L’equilibrio economico della televisione commerciale: il livello di equilibrio è in funzione del numero degli spettatori che l’impresa riesce a raggiungere. L’equilibrio economico della televisione a pagamento: è determinato dal numero complessivo degli abbonamenti ed è verificato se questi generano ricavi sufficienti a coprire i costi. Generalmente per le tv pay i costi totali variano a seconda del numero degli abbonati e la componente di costo variabile influenza le condizioni di equilibrio economico. Esistono i costi variabili che variano proporzionalmente al numero degli abbonati e i costi che variano oltre determinate soglie di abbonati (costi dei diritti dei programmi e dei canali premium).
L’EQUILIBRIO FINANZIARIO Rappresenta quella condizione che permette all’impresa di disporre di risorse finanziarie sufficienti a svolgere la sua attività corrente e a realizzare i piani e le strategie necessarie alla conservazione e all’incremento della propria posizione competitiva.