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Corso: Indologia Professore: Pieruccini
Tipologia: Sintesi del corso
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La trasvalutazione di tutti i valori: violenza e vegetarianenismo L’ORDINE NATURALE SECONDO I VEDA. La descrizione vedica dell’ordine naturale e di quello sociale come determinati dal potere e dalla violenza (himsa, letteralmente “il desiderio di ferire”) si conservò nel pensiero vedico successivo. LA LEGGE DEI PESCI. La metafora indù della “legge dei pesci”, secondo la quale in un universo privo di controllo il pesce più grosso mangia i pesci più piccoli, è una continuazione diretta dei principi vedici. L’antica credenza nella conformità tra il mondo brutale della natura e la vita umana così come è realmente vissuta persiste, specie nei testi che trattano di Realpolitik piuttosto che di ideali religiosi.
fine primario dei sacrifici correlati al sorgere e la tramontare del sole, alla luna nuova e alla luna piena, ecc. - si sostituì la preoccupazione, diametralmente opposta, di ripercorrere le sequenze della vita e ricatturare la purezza senza tempo, “senza karma”, delle origini. I DHARMASUTRA. Di questi nuovi principi che capovolgevano le dottrine vediche si impadronì ben presto, riportandoli nel mondo della gerarchia sociale, quella stessa classe “ortodossa” di sacerdoti originariamente responsabile del Veda. I Dharmasutra, i più antichi dei quali risalgono IV secolo a.C. circa e furono composti dai ritualisti, presuppongono che i valori della rinuncia al mondo debbano guidare la vita morale nel mondo. Tale gioco di prestigio, tutt’altro che facile da realizzare, avrebbe avuto enormi conseguenza per la storia religiosa dell’India. LE LEGGI DI MANU E SUE CARATTERISTICHE. Manu, in particolare, segna un momento critico nella tradizione sacerdotale ortodossa.
LA PUREZZA E IL POTERE COME PRINCIPI ALTERNATIVI E CONTRADDITORI. Da quel momento la “purezza” (determinata in gran parte dal grado di approssimazione del proprio modo di vita all’ideale della nonviolenza) e il potere, incarnati rispettivamente nelle figure del sacerdote e del sovrano, si costituiscono come principi alternativi e contradditori, il primo dei quali aveva la precedenza sul secondo nella gerarchia teorica delle cose. Il potere non fu completamente bandito dalla società - per l’ottima ragione che non era possibile -, ma, ancora una volta, venne reso inferiore rispetto agli ideali sacerdotali. SOVRANI E SACERDOTI. Ci sono cose, però, che non cambiano mai. Infatti, sebbene l’introduzione di un’etica della nonviolenza nell’ordine sociale rendesse i sovrani teoricamente inferiori ai sacerdoti (lo steso risultato che, nel Veda, i sacerdoti avevano ottenuto con il monopolio della tecnologia rituale), nella vita reale la situazione era diversa. “Il potere è in assoluto subordinato al sacerdozio, mentre in realtà il sacerdozio è sottomesso al potere”. MANU E CONTRADDIZIONE FRA GLI IDEALI RELIGIOSI E LA REALTA’ SECOLARE. Manu rappresenta uno dei più chiari esempi, nella letteratura indiana, dell’insolubile contraddizione esistente fra gli ideali religiosi, come la nonviolenza, e la realtà secolare, che implica sempre a violenza.