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il testo è una sintesi del volume di Battilani, segue i vari capitoli del libro ma si sofferma anche sui vari casi di studio, elencandone i più importanti. L'esame è STORIA ECONOMICA DEL TURISMO E DEL TERRITORIO
Tipologia: Appunti
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SINTESI DEL VOLUME VACANZE DI POCHI VACANZE PER TUTTI DI PATRIZIA BATTILANI
INTRODUZIONE - l'evoluzione storica del turismo Il turismo è un fenomeno che non nasce spontaneamente ma è il risultato di profondi mutamenti economici, sociali e culturali. Il volume inizia dalle origini antiche per arrivare al turismo di massa e postmoderno, analizzando in particolare il caso italiano come l’esempio di Bagnoli (Napoli) e altri. Si vedrà come il turismo sia sempre stato specchio della società che lo produce e come le sue trasformazioni riflettano i grandi cambiamenti storici. Particolare attenzione sarà dedicata a casi di studio concreti che permettono di comprendere le dinamiche reali dello sviluppo turistico
Per comprendere quando e perché nasce il turismo, dobbiamo prima chiederci: quali condizioni lo rendono possibile? Il turismo è un consumo voluttuario con elevata elasticità rispetto al reddito. Secondo la curva di Engel, all'aumentare del reddito diminuisce la quota destinata ai beni essenziali e cresce quella per i servizi come il turismo. Ecco perché il turismo diventa rilevante solo nelle società industriali avanzate.
Ma il reddito da solo non basta. La condizione fondamentale è il tempo libero. Nelle società antiche era privilegio di pochi; nel Medioevo l'ozio era condannato come causa dei vizi. La svolta avvenne con l'industrializzazione: nel 1919 l'ILO, l'organizzazione mondiale del lavoro, esortò i paesi membri a standardizzare la giornata lavorativa a 8 ore. Parallelamente si diffusero le ferie retribuite e i sistemi pensionistici. Solo quando il tempo libero divenne un diritto collettivo nacque il turismo di massa.
Un terzo elemento cruciale è l'intervento pubblico. Lo Stato promuove il turismo all'estero, sviluppa infrastrutture, protegge le risorse.
- CASO DI STUDIO: BAGNOLI (NAPOLI)
Un esempio illuminante del ruolo dello Stato è Bagnoli, vicino Napoli. Nel XIX secolo vi fu costruito uno stabilimento termale molto frequentato. Ma nel 1904, con la legge sulla rinascita economica di Napoli, l'Ilva scelse di localizzare i suoi nuovi stabilimenti siderurgici proprio a Bagnoli. La costruzione dell'impianto impedì lo sviluppo turistico e causò la chiusura degli stabilimenti termali a causa dell'inquinamento. Questo dimostra come lo Stato debba fare scelte strategiche: in questo caso privilegiò l'industria pesante a discapito del potenziale turistico.
I PRIMORDI DEL TURISMO
Possiamo parlare di turismo nell'antichità? Non in senso moderno, ma esistevano pratiche assimilabili. Nell'antica Roma il concetto di villeggiatura era ben definito. Le
vacanze in campagna rappresentavano la serenità, mentre quelle al mare erano dedicate al divertimento. La costa campana divenne il centro mondano più famoso, con grandi stabilimenti termali.
Le terme romane sono fondamentali: non solo terapia, ma luoghi di ritrovo e divertimento per tutta la popolazione. Con il cristianesimo, questa cultura del corpo venne condannata. Solo tra XIII e XIV secolo la medicina rivalutò le pratiche termali, ma come luoghi di terapia, non più di piacere.
Il Medioevo vide il trionfo del pellegrinaggio. Tre mete furono fondamentali: Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela. Il pellegrinaggio non era solo pratica religiosa ma vera istituzione sociale, con tutela giuridica. Il primo Giubileo del 1300 richiamò 200mila fedeli. Dopo la Riforma protestante, i giubilei divennero strumento della Controriforma per affermare l'importanza della ritualità collettiva.
- CASO DI STUDIO: IL GIUBILEO DEL 1300
Il primo Giubileo del 1300, proclamato da papa Bonifacio VIII, rappresentò un evento straordinario. Venne preceduto da numerosi lavori per la sistemazione delle strade di accesso a Roma e richiamò circa 200mila fedeli. Questo primo giubileo ebbe un forte significato anche politico: Bonifacio voleva affermare il potere spirituale della Chiesa sull'autorità temporale dei regnanti. L'afflusso di viaggiatori pose seri problemi organizzativi per l'approvvigionamento di cibo e per evitare epidemie. Ma fu anche un grande affare per osti, banchieri, speziali e pittori. Già in questa fase emerse una differenziazione di censo: i poveri si spostavano in gruppi numerosi, mentre i ricchi evitavano il pellegrinaggio inoltrando domanda di dispensa al papa e pagando.
LA NASCITA DEL TURISMO MODERNO
La transizione al turismo moderno avvenne con la secolarizzazione del viaggio. Il Grand Tour, viaggio formativo dell'aristocrazia europea, affermò l'idea che il viaggio potesse essere arricchimento personale e piacere, non più solo obbligo religioso. L'Italia fu meta privilegiata, consolidando una reputazione che influenzerà a lungo il suo sviluppo turistico.
Ma il turismo moderno nacque in Inghilterra. Perché? Tre ragioni: precoce industrializzazione che creò separazione netta tra tempo di lavoro e tempo libero; formazione di un ceto borghese ricco e numeroso; cambiamento culturale con la medicina che fornì giustificazione morale alla villeggiatura.
- CASO DI STUDIO: BATH ( da città termale a città dello svago)
Bath rappresenta l'esempio perfetto della trasformazione. All'inizio del Seicento iniziarono investimenti di privati e intervento della pubblica amministrazione. Comparvero piccoli stabilimenti attorno alle fonti, strutture ricettive create appositamente, locali per il tempo libero, sale da tè e di lettura. La città si arricchì di viali alberati e passeggiate.
Nel Settecento Bath visse il suo periodo d'oro. Tre strutture segnarono la trasformazione: il parco termale (stabilimento in grandi giardini), la diffusione di strutture ricettive diversificate,
Gli americani inventarono i parchi naturali. Lo Yellowstone, primo parco nazionale nel 1872, rappresentò un'idea rivoluzionaria: l'ambiente naturale come simbolo di identità nazionale, come per gli europei l'arte rinascimentale.
- CASO DI STUDIO: SAINT-MORITZ
A fine Seicento Saint-Moritz attraversò un periodo di giovinezza grazie alle acque termali. Nel 1831 fu realizzato il primo stabilimento termale. Ma la svolta arrivò nel 1856 con la costruzione del primo albergo pensato per turisti di ceto elevato, non per viaggiatori di passaggio.
Saint-Moritz iniziò a proporsi come attraente località di vacanze. La grande depressione 1870-1880 la risparmiò ma stimolò lo sviluppo di strutture ricreative e sportive. L'amministrazione comunale svolse un ruolo attivo. La cittadina si trasformò in vivace centro turistico raffinato.
Lo sviluppo della stagione invernale rafforzò la nuova immagine. La cittadina venne collegata alla rete ferroviaria svizzera, tedesca e francese. Il grande afflusso incentivò nuovi hotel di lusso. La stagione invernale non superò mai quella estiva in arrivi, ma diede il tono alla località. In estate il 50% dei turisti era svizzero, in inverno a Saint-Moritz si radunava l'aristocrazia di tutta Europa.
L’EPOCA DEL TURISMO DI MASSA
Il capitolo analizza lo sviluppo turistico nelle diverse aree del mondo, evidenziando come l'Europa abbia mantenuto il primato nel turismo moderno, mentre emergono nuove dinamiche in altre regioni. Particolare attenzione viene data al ruolo del turismo nello sviluppo economico dei paesi.
La seconda metà del Novecento fu l'epoca d'oro. Il contesto creò condizioni ideali: stabilità internazionale, crescita economica senza precedenti, aumento del reddito. Due innovazioni tecnologiche furono decisive: automobile e aerei charter.
I voli charter rivoluzionarono il turismo. Noleggiando aerei e riempiendoli, si potevano offrire prezzi bassissimi. La direttrice principale divenne nord-sud: dall'Europa verso il Mediterraneo. La Spagna seppe cogliere l'opportunità meglio di tutti: da 153mila passeggeri charter nel 1957 a 12,3 milioni nel 1971.
Dagli anni Ottanta emerse il turismo postmoderno. Due trasformazioni: superamento della vacanza come evasione (la città si riqualifica, diventa attraente); e personalizzazione dell'esperienza turistica. Nacque il place marketing. I voli low cost divennero il nuovo simbolo, rendendo possibili viaggi brevi verso destinazioni prima marginali.
- CASO DI STUDIO: LA SPAGNA
La Spagna è il classico esempio di paese dove il turismo fu un engine of growth. Dalle entrate turistiche dipese una quota elevatissima dell'attivo della bilancia commerciale. Il turismo svolse quel ruolo di sostegno all'industrializzazione che un'agricoltura povera non avrebbe potuto ricoprire.
Fu solo alla fine del Settecento che la Spagna fu inserita negli itinerari turistici. Per tutto l'Ottocento conservò posizione marginale: cattiva qualità delle strutture ricettive, inadeguatezza della rete ferroviaria. La prima guerra mondiale non la interruppe perché non vi partecipò.
Nel periodo fra le due guerre il governo spagnolo divenne uno dei più interventisti d'Europa, guidando la modernizzazione delle infrastrutture viarie e ferroviarie. La seconda repubblica (1931-36) continuò a sostenere il settore, ma guerra civile e seconda guerra mondiale bloccarono tutto fino agli anni '50.
La svolta: Piano di stabilizzazione del 1959 che segnò la fine dell'autarchia. I piani nazionali 1964-67 e 1968-71 assegnarono al turismo ruolo centrale. I turisti europei arrivarono alla ricerca di sole e vacanza a basso prezzo. I voli charter collegarono l'Europa alle coste spagnole. Il risultato: da 153 mila passeggeri charter nel 1957 a 12,3 milioni nel 1971. Negli anni '80 iniziarono segni di cedimento, la Spagna rispose puntando sul turismo urbano. Bilbao riuscì a lanciarsi tra le grandi mete europee grazie al Museo Guggenheim del 1997.
IL TURISMO NEL MONDO
- FRANCIA
Partendo dall'Europa, la Francia si conferma storicamente come il paese leader del turismo europeo. Questa supremazia affonda le radici nel periodo del Grand Tour, quando la Francia era meta privilegiata dei viaggiatori aristocratici, e si consolida nell'Ottocento con l'invenzione della Costa Azzurra. Ciò che rende particolarmente interessante il caso francese è la sua capacità di adattamento: negli anni Sessanta, quando inizia a sentire la concorrenza delle nuove destinazioni mediterranee, la Francia è il primo paese a lanciare un grande piano di riqualificazione delle località balneari nel 1963. Successivamente, negli anni Ottanta, diventa pioniera nella scoperta della dimensione territoriale del turismo, passando dalla promozione del singolo prodotto turistico alla valorizzazione dell'intero patrimonio culturale, storico ed economico del territorio.
- SPAGNA
La Spagna rappresenta invece il classico esempio di un paese dove il turismo ha funzionato come vero e proprio motore di crescita economica. Fino alla fine del Settecento, la Spagna rimane sostanzialmente esclusa dai circuiti turistici internazionali, conquistando solo marginalmente alcuni viaggiatori. Una delle prime località a emergere è San Sebastian, che inizia il suo sviluppo turistico dopo il 1830 quando la famiglia reale spagnola inizia a soggiornarvi per lunghi periodi. La città copia il modello delle famose località mondane francesi, praticando però prezzi più contenuti. Nonostante alcuni periodi di crisi, come la guerra civile del 1873-1876, San Sebastian riesce a consolidarsi e negli anni Trenta può essere inserita tra le dieci spiagge più importanti d'Europa. Il suo successo si spiega con una combinazione di fattori: una dotazione non comune di risorse naturali, l'arrivo della ferrovia che la rende ben collegata, la vicinanza alla Francia e lo status di centro politico e amministrativo che le garantisce buone infrastrutture urbane.
angloamericano che nel 1907 vi fonda la Scuola di Archeologia Americana. I capitali e le capacità manageriali vengono invece portati da John Wagner che nel 1909 apre un lussuoso albergo permettendo di inserire Santa Fe fra le mete proposte dai tour operator dell'est. La città viene a rappresentare "l'altra America" e negli anni precedenti la prima guerra mondiale una comunità di scrittori e artisti si insedia in città contribuendo ad accrescerne la fama. È interessante notare come l'afflusso di capitali e persone dall'esterno modifichi completamente le caratteristiche sociali della città, con gli angloamericani che nel 1910 risultano proprietari del sessantacinque per cento della terra.
Las Vegas rappresenta invece un caso completamente diverso, quello di una località nata direttamente per il turismo di massa. Negli anni Trenta l'attività economica più importante della cittadina è la costruzione della diga Boulder. Anche quando nel 1931 lo stato del Nevada legalizza il gioco d'azzardo e i giocatori cominciano ad affluire dagli stati limitrofi, per Las Vegas la diga risulta un'attrazione turistica ben maggiore. Nel 1941 viene costruito il primo albergo-casinò ma è solamente nel secondo dopoguerra che le potenzialità di Las Vegas si manifestano pienamente. Nella seconda metà degli anni Sessanta inizia la trasformazione da città dominata dalla malavita a moderna città turistica di proprietà di grandi società. Las Vegas è quindi nata e cresciuta come meta del turismo di massa e significativamente non fu mai il treno a portarvi i visitatori ma l'automobile e l'aereo.
- I PARCHI NATURALI (un’invenzione americana)
Gli americani sono stati gli inventori di un'altra forma di vacanza che avrà grande successo: quella nei parchi naturali. Questa invenzione si inserisce in quel cambiamento di preferenze paesaggistiche che si compie in Europa all'inizio dell'Ottocento, quando all'amore per i paesaggi urbanizzati si sostituisce il desiderio di scoprire luoghi selvaggi, non contaminati dalla presenza dell'uomo. Negli Stati Uniti questa nuova sensibilità estetica si arricchisce della consapevolezza dell'unicità dell'ambiente naturale americano. L'invenzione del parco è il risultato di una molteplicità di elementi. In primo luogo, in un paese giovane e privo di testimonianze artistiche di alto valore attorno alle quali rivendicare un'identità culturale e storica, l'ambiente naturale e la sua codificazione all'interno di un parco assumono lo stesso significato che per un europeo ha l'arte rinascimentale. La valorizzazione di questi straordinari monumenti della natura rientra in un processo di costruzione della propria identità culturale. Non va dimenticato che lo sfruttamento economico del territorio americano si era realizzato molto velocemente e l'ambiente naturale era stato modificato altrettanto rapidamente da una grandissima mole di investimenti. La prima area di grandi dimensioni a diventare oggetto di tutela è la Yosemite Valley nel 1864, seguita nel 1872 dalla creazione del primo parco vero e proprio, lo Yellowstone. La storia dello Yellowstone può aiutarci a comprendere le contraddizioni in cui si affermò una cultura della protezione ambientale negli Stati Uniti. I primi decenni di vita dello Yellowstone sono segnati da lunghe battaglie fra i difensori del concetto di parco e i portatori di interessi privati, come le compagnie ferroviarie che volevano estendere la propria rete all'interno del parco. Anche la tutela della fauna risulta molto difficile senza una legislazione adeguata. Un importante passo in avanti si realizza con la legge del 1916 sui parchi nazionali che istituisce il National Park Service come ufficio separato e autonomo. Nel ventennio successivo all'indipendenza lo Yellowstone
e gli altri parchi conoscono un periodo di ulteriore espansione grazie ai fondi che il New Deal mette a disposizione per vari tipi di lavori pubblici a scopo anticiclico. Terminata la seconda guerra mondiale, l'interesse dei turisti americani per i parchi naturali raggiunge livelli inaspettati. Solamente negli anni Novanta la crescita rallenta e in alcuni casi cessa completamente.
In Europa i primi parchi nazionali vengono istituiti in Svizzera nel 1909-1910 e in Spagna nel 1918. Anche se i parchi europei nascono dopo quelli americani, a loro va riconosciuto di aver per primi introdotto il concetto di protezione non tanto del paesaggio quanto dell'equilibrio naturale e delle diverse forme di vita presenti al loro interno. Molti parchi naturali europei nascono da ex riserve di caccia dei sovrani che, in quanto tali, erano state sottratte al disboscamento. Nonostante i fini ricreativi abbiano accompagnato la nascita dei parchi nazionali, non si può dire che essi siano stati costituiti a scopi turistici, perché i fini di protezione e tutela degli aspetti naturalistici spesso non si sposano con l'accoglimento di un numero crescente di turisti.
- AFRICA
Con il termine paesi in via di sviluppo si indica un insieme di paesi localizzati nel continente africano, asiatico e in America Latina dove il turismo è cresciuto meno di quanto sarebbe stato lecito attendersi e solo in poche occasioni è riuscito a svolgere una funzione di stimolo per lo sviluppo economico. Per quanto riguarda l'Africa, il turismo non è l'unica occasione mancata: il lento sviluppo e le resistenze all'industrializzazione, ma anche all'avvio di un seppur minimo processo di cooperazione fra le numerose nazioni sono sicuramente i due grandi problemi irrisolti della storia africana del dopo liberazione. Se si escludono gli stati dell'Africa settentrionale e l'Etiopia, il resto del continente non aveva conosciuto alcun processo di unificazione delle varie tribù prima della colonizzazione europea. Molti stati africani sono nati proprio in occasione della loro trasformazione in colonia. Il colonialismo non fu un processo razionale o pianificato ma il risultato di un insieme di circostanze uniche che si verificarono nel tardo Ottocento e portarono alla spartizione del continente tra le grandi potenze. Lo sviluppo economico dei territori dominati non fu fra gli obiettivi perseguiti dalle potenze coloniali. Nel periodo che va dal 1870 al 1960 nei paesi africani mancò del tutto sia un'elaborazione del grave stato di arretratezza sia la formazione di gruppi sociali che legassero al processo di industrializzazione la loro affermazione sociale. La decolonizzazione portò grandi speranze ma mancava un insieme unificante di valori che facesse da base alla convivenza delle tante etnie che componevano gli stati africani. Le stesse reti di trasporto risultarono decentrate rispetto ai nuovi centri della vita economica e politica. È in questo contesto che in molti paesi si creò un interesse particolare per il turismo proprio per la sua capacità di attirare valuta pregiata.
Il turismo in Africa fu letteralmente inventato dai bianchi nella seconda metà dell'Ottocento. Nell'Africa meridionale a metà anni Sessanta vivevano sei milioni di bianchi con altissimi livelli di reddito che abitualmente viaggiavano e facevano
viene completato l'aeroporto internazionale di Male. La scelta è quella di sviluppare il settore sulla base del principio della netta separazione tra residenti e turisti, selezionando alcune piccole isole disabitate e concedendole agli investitori perché le trasformino in stazioni balneari. Il rovescio della medaglia è che i grandi investimenti, spesso finanziati dal governo, e la moderna rete di infrastrutture non sono utilizzabili per altre attività economiche e sono inaccessibili alla popolazione.
La storia delle Seychelles è completamente diversa. L'inizio del turismo moderno risale all'apertura dell'aeroporto internazionale nel 1971 che permette di passare da tremila a quindicimila arrivi turistici nel giro di un anno. Negli anni Novanta il turismo ha assunto una posizione di primo piano nell'economia dell'isola partecipando per ben il cinquanta per cento alla formazione del PIL. Questo successo è stato il risultato di un approccio positivo da parte della popolazione nei confronti dell'attività turistica. Gli abitanti delle Seychelles non appartengono a un'unica etnia ma sono un vero e proprio "cocktail etnico" formato da francesi, africani, indiani, cinesi e inglesi. La tolleranza razziale e l'apertura verso una cultura diversa dalla propria è quindi uno degli elementi costituenti di questo stato. Il lavoro non è l'unico motivo per emigrare perché anche per completare gli studi occorre lasciare l'arcipelago, e i giovani possono contare su borse di studio per frequentare le università straniere. I turisti nelle Seychelles non vivono in enclave ma si possono spostare liberamente e avere contatti con la popolazione locale, il che ha reso più facile e culturalmente accettabile servire gli stranieri. Anche altri elementi hanno reso possibile l'integrazione fra turisti e residenti, in primo luogo un discreto standard di vita e la fornitura di alcuni servizi di base a tutta la popolazione. Tutto ciò ha evitato la formazione di quartieri degradati e il turismo non ha mai assunto un'immagine negativa.
In conclusione, questo capitolo ci mostra come il turismo sia un fenomeno complesso il cui sviluppo dipende da molteplici fattori: la stabilità politica, la presenza di infrastrutture adeguate, la capacità di investimento, la vicinanza ai centri generatori di domanda, ma anche elementi culturali come l'apertura verso lo straniero e la capacità di valorizzare le proprie risorse in chiave turistica. Il turismo può effettivamente funzionare come motore di crescita economica, ma solo quando si crea un contesto favorevole che va ben oltre la semplice presenza di risorse naturali o culturali.
L’ITALIA: UN PAESE A TURISMO DIFFUSO
L'Italia rappresenta un caso unico: paese a turismo diffuso, con risorse distribuite su tutto il territorio. Questa caratteristica dipende dalla lunga storia urbana e dalla debolezza dello Stato centrale, che ha favorito iniziative locali.
Il Grand Tour rese l'Italia centrale nel turismo europeo. Tra 1300 e 1400 ci fu una rifioritura delle terme, ma durò solo due secoli. Il rilancio vero avvenne nell'Ottocento con località come Bagni di Pisa e Montecatini, ma con un secolo di ritardo rispetto all'Inghilterra.
Nel periodo tra le due guerre nacque l'Enit (1919), che promosse scuole alberghiere e statistiche turistiche. Tre cause favorirono la domanda interna: industrializzazione che creò il ceto medio; promozione statale attraverso l'Opera del dopolavoro; disponibilità di tempo libero per riduzione orario lavorativo.
- CASO DI STUDIO: MONTECATINI E SALSOMAGGIORE
Montecatini iniziò il rilancio termale nella seconda metà dell'Ottocento, dopo secoli di abbandono. La Belle Epoque rappresentò il momento di maggiore splendore delle terme italiane. Il periodo dall'unificazione alla prima guerra mondiale fu caratterizzato da fortissima crescita degli arrivi.
Montecatini conobbe un grande boom di investimenti in strutture ricettive di lusso e attività di intrattenimento. Ma la località che più di altre incarna l'invenzione turistica nel settore termale è Salsomaggiore. Durante la Belle Epoque i centri termali italiani colmarono completamente il divario con i centri europei di eccellenza.
Nel periodo tra le due guerre le terme si proposero sempre più come luoghi di cura mentre l'aspetto ludico passò in secondo piano. Il termalismo sociale rappresentò un'occasione di sviluppo: legge sull'invalidità che pose in primo piano le terapie idrotermali; legge che contemplò estensione cure; contratti di lavoro 1936-39 che inserirono cure balneo-termali fra le prestazioni. Montecatini e Salsomaggiore si confermarono i due centri più importanti.
Tra 1965 e 1968 l'Italia superò tutti i paesi europei per entrate turistiche. I punti di forza: diversificazione dell'offerta e innovazione del turismo balneare per ceti medio-bassi. L'Italia fu precursore nel segmento balneare estivo, anticipando gli altri paesi mediterranei.
Dal 1993 al 2008, però, l'Italia perse progressivamente quote di mercato, scendendo al quarto posto mondiale. La perdita coincise con il passaggio al turismo postmoderno. Elementi di debolezza: rapporto qualità-prezzo, mancata innovazione di prodotto, infrastrutture inadeguate.
MODELLI DI SVILUPPO E PROFILI REGIONALI DEL TURISMO IN ITALIA
Analizzando le regioni italiane emergono tre modelli distinti di sviluppo turistico.
Primo: il turismo di rendita, dove si sfrutta quanto creato inizialmente senza nuovi investimenti. La Liguria è l'esempio, orientata verso seconde case.
Secondo: il turismo di induzione, dove sono gli investimenti e l'imprenditorialità a creare il successo, non le risorse naturali. Rimini è il caso paradigmatico.
Terzo: il turismo come motore di sviluppo, che precede l'industrializzazione. Il Trentino-Alto Adige è esemplare: collaborazione tra istituzioni, tradizioni cooperative, associazionismo attivo. Lo sviluppo partì dalle città termali nell'Ottocento, poi venne l'alpinismo, infine il turismo sportivo invernale.
Il Consorzio Costa Smeralda raccolse tutti gli acquirenti di terreni e controllò promozione, sviluppo e gestione. Con il Regolamento Edilizio garantì tutela del paesaggio: tutte le costruzioni dovevano confermare l'aspetto naturalistico, nessuno doveva danneggiare bellezze naturali.
Il progetto fu calato in Sardegna con tradizione turistica quasi inesistente. I primi stabilimenti balneari dell'Ottocento erano diretti a clientela locale pendolare. Solo negli anni '50 iniziò sviluppo con Club Mediterranée (1955, primo villaggio) e Horizon Holidays (1954, voli charter). L'amministrazione regionale nel 1949 aveva costituito l'Esit per promuovere il turismo.
Tre meriti del progetto: 1) Operò come rompighiaccio in area senza tradizioni; 2) Introdusse moda vacanza balneare; 3) Fornì esternalità positive all'imprenditoria locale. La straordinaria bellezza delle coste fu valorizzata da grande impegno finanziario e promozionale, scegliendo come target l'alta società internazionale.
L’EVOLUZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE TURISTICA
L'ospitalità ha attraversato fasi distinte. Nel mondo antico prevaleva l'ospitalità gratuita, obbligo sociale e religioso. Nel Medioevo, tra XII e XIV secolo, avvenne il passaggio all'ospitalità professionale a pagamento con la nascita dei locandieri.
Alla fine del Settecento nacque il Grand Hotel, simbolo del turismo d'élite. I primi esempi furono americani: City Hotel a New York, Exchange Coffee House Hotel a Boston con oltre 300 camere. In Europa il primo fu l'Hotel du Louvre a Parigi nel 1854 con 800 camere. A fine '800 ogni capitale europea aveva il suo grande albergo di lusso.
Negli anni '20-'30 del Novecento, con il turismo di massa, nacquero campeggi e motel negli USA, piccole pensioni familiari nel Mediterraneo. Negli anni '60-'70 si affermarono le catene alberghiere. Conrad Hilton nel 1961 possedeva oltre 31mila camere. In Europa la francese Accor divenne leader.
L'Italia rimase caratterizzata da piccole strutture familiari. La Jolly Hotel, fondata da Marzotto con fondi della Cassa del Mezzogiorno, puntò sul turismo d'affari e alta qualità, ma negli anni '90 venne acquisita dalla spagnola NH Hotels, incapace di competere con i grandi gruppi internazionali.
- CASO DI STUDIO: GLI ARMATORI VENEZIANI
Gli armatori veneziani nel XIII secolo rappresentano i precursori dei tour operator. Accompagnavano via mare i pellegrini verso la Terra Santa: imbarco a Venezia, sbarco a Giaffa.
La repubblica veneta aveva regolamentato il traffico pellegrini dall'inizio del XIII secolo: fissava date di partenza e numero massimo di pellegrini. Il rapporto era regolamentato da contratto depositato presso il magistrato veneziano. Il pellegrino pagava una quota che comprendeva vitto e alloggio per tutto il viaggio, soggiorno in Terra Santa, pedaggi, visite guidate ed eventuali escursioni speciali.
Nonostante serietà e professionalità, nel 400 le controversie aumentarono tanto che Venezia sospese le autorizzazioni per 3 anni. Per rimediare, la repubblica ridusse il numero delle licenze e alzò il costo così che solo pochi armatori potessero svolgere l'attività. Nella seconda metà del 400 la situazione in Palestina divenne incerta rendendo i viaggi più difficili e pericolosi.
- CASO DI STUDIO: THOMAS COOK (pioniere del turismo moderno)
Thomas Cook nel 1841 organizzò il primo viaggio di gruppo in treno per 600 persone al meeting antialcolista, a costo contenuto. Cook intuì il bisogno di viaggiare e rese possibile il viaggio a persone con limitate possibilità economiche.
L'agenzia forniva molti servizi: collegamenti, biglietti, orari; per viaggi all'estero il cambio moneta; pubblicò guide turistiche e programmi. Cook cercò soluzioni per rendere più comodi i viaggi: inventò il biglietto circolare nel 1867 che raggruppava tutti i biglietti delle diverse compagnie ferroviarie. Nel 1867 introdusse il Cook coupon per pasti e alloggio presso alberghi convenzionati. Nel 1873 sviluppò le banconote circolari (Cook riscuoteva contante ed emetteva biglietti per pagare in alberghi convenzionati).
Cook organizzò viaggi ovunque. Nel 1872 il primo viaggio intorno al mondo per 11 turisti. Nel 1875 la prima crociera in Scandinavia. Nel 1871 aprì il primo ufficio a New York.
- CASO DI STUDIO: LA TUI TEDESCA (e il dominio dei TO)
In Germania negli anni '60 vi fu una svolta. Josef Neckermann fondò la Nur, casa di vendita per corrispondenza con grandi magazzini. La grande innovazione: utilizzare la rete di vendita per corrispondenza per proporre pacchetti turistici di massa a prezzi bassissimi. La strategia: selezione di poche città non famose; i clienti si basavano sulla fiducia nella catena. Preferì paesi con grandi alberghi standardizzati: Spagna, Tunisia, Jugoslavia, Romania invece dell'Italia.
Di fronte a questa concorrenza, le 4 grandi imprese (Touropa, Scharnow, Hummel, Tigges) decisero di fondersi per raggiungere dimensione che consentisse noleggio dei Jumbo: i Jumbo permettevano di offrire viaggi a costo inferiore. Nel 1968 fusione nella Tui (Touristik Union International), mantenendo marchi individuali. Divenne il più grande tour operator tedesco. Tui e Nur resero il mercato tedesco il più concentrato d'Europa.
- CASO DI STUDIO: JOLLY HOTEL (il ritardo italiano)
La Jolly Hotel fu fondata dopo la seconda guerra mondiale dall'imprenditore Marzotto. La Cassa del Mezzogiorno fornì cospicui finanziamenti. Nacque una rete di alberghi per turismo d'affari. Negli anni '60-'70 modificò la strategia rivolgendosi a clientela più esigente, soprattutto nelle aree urbane del centro-nord. Scelta dell'alta qualità: cucina e Made in Italy. Negli anni '80-'90 acquisì Jolly Hotel Milanofiori, Midas Roma, Cavalieri Pisa. Avviò internazionalizzazione con 5 alberghi nelle principali città mondiali (Bruxelles, Parigi, Amsterdam, New York). Nel 1999 investì 200 milioni di euro in ristrutturazione e nuove aperture. Tuttavia il settore era cambiato: Accor, Sol Melià, NH Hotels erano più grandi e internazionalizzate. Nel 1999 Jolly Hotel venne acquisito dalla spagnola NH Hotels, incapace di competere con i grandi gruppi.