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Breve riassunto di Bruno Bettelheim
Tipologia: Dispense
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Il valore pedagogico della ricerca dello psicoanalista austriaco Bettelheim è riferito all'esperienza e al lavoro terapeutico con bambini autistici dal quale emerge l'ipotesi che la causa dell'autismo sia da ricercare in un relazione del bambino con una madre carente sul piano dell'affettività: una "madre frigorifero", come la definisce. La soluzione terapeutica sta nell'allontanare il figlio da questa madre algida per una terapia riabilitativa, che con terminologia medica chiama parentectomia, cioè l'eliminazione del rapporto con la madre. Nell'opera La fortezza vuota (1967) assimila il comportamento dei bambini autistici a quello delle vittime dei lager nazisti che erano totalmente rassegnate alla morte e rinunciavano alla vita ritirandosi in un cupo isolamento dal mondo. Una considerazione importante dal punto di vista pedagogico riguarda l'approccio educativo. Bettelheim ritiene che le punizioni siano nocive e inutili nella relazione genitori-figli, come in quella tra educatore ed educando; ma anche un approccio educativo basato esclusivamente sul metodo dell'amore non basta. C'è bisogno che l'adulto sia capace di andare oltre, nell’interiorità, per cogliere ciò di cui ha realmente bisogno quel determinato bambino nella sua unicità. In questa stessa ottica va letto anche il valore che rivestono le fiabe nel rapporto educativo. Nell'opera Il mondo incantato (1976) Bettelheim analizza il significato educativo delle fiabe che di solito i genitori raccontano ai figli. Secondo Bettelheim, le fiabe hanno per i bambini un valore liberatorio perché liberano ansie e paure. Nella fiabe sono rappresentati i timori reali o immaginari dei bambini: abbandoni, solitudine, cattiveria, morte, ma tutto ha un buon fine, un esito felice. Le fiabe della tradizione popolare: Cappuccetto Rosso, Biancaneve, I tre porcellini, Il brutto anatroccolo, fino ad arrivare alla fiaba orientale de Le mille e una notte, rappresentano, secondo Bettelheim, le paure dei bambini nei confronti della realtà dei grandi, e attraverso le loro trame dimostrano che solo fronteggiando le prove che la vita impone e superandole si potrà arrivare alla propria indipendenza e realizza-zione: così come il principe spodestato della
fiaba ottiene il suo regno e la felicità dopo aver vinto le battaglie che gli si sono presentate nel corso della vita. Il ricorso all'immaginazione, l'identificazione coi personaggi e la partecipazione emotiva al racconto non significano per l'educatore occultare al bambino la concretezza e il senso della vita, ma dargli la possibilità attraverso la fantasia e il divertimento di comprendere come è necessario comportarsi in certe situazioni, stimolando allo stesso tempo il suo sviluppo emotivo.