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Letteratura Italiana contemporanea E - appunti di lezione completi, prima parte, Appunti di Letteratura Contemporanea

Questi sono i miei appunti completi e ricontrollati del corso di Manetti sul Neorealismo. Questa è la prima parte, quindi le prime nove lezioni; verranno caricate alla fine del corso le altre nove lezioni. Con questo materiale si può studiare tutta la parte monografica fatta a lezione e tramite le slide della docente, saltando contemporaneamente tutta la parte sul manuale che tratta di questi argomenti.

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 09/12/2025

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lorenzo-campaci 🇮🇹

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Realismo e modernità: dalla nascita del novel al naturalismo
Realismo è una parola che deriva dall'estetica, in un rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione artistica: un primo
significato di realismo > categoria transtorica e universale, vocazione mimetica dell'arte che attraversa le epoche, gli
spazi, i generi letterari e le forme espressive immutata. In questo senso definiamo il realismo un modo, ovvero una serie di
norme che regolano la rappresentazione artistica; un secondo significato è come tendenza letteraria, circoscritta dal
punto di vista cronologico (Settecento e Ottocento), delimitata dal punto di vista geografico (in particolare Francia e
Inghilterra), legata a un genere privilegiato (romanzo, o meglio novel) con precise caratteristiche stilistico-formali.
Il significato filosofico di realismo (primo significato)
L'origine tra il rapporto tra la realtà e l'arte si trova nella Poetica di Aristotele, sotto il nome di mimesis: precisa che tutti i
generi letterari sono accomunati dal fatto che sono imitazioni di azioni umane, fondamento di questi; compito del poeta
non è dire ciò che è avvenuto, ma ciò che potrebbe avvenire, ciò che è possibile secondo verosimiglianza o necessità (la
poesia è universale, perché parla della possibilità di tutti aggiungendo solo dei nomi, la storia è particolare, perché parla
della storia ad esempio di Alcibiade: non c'è universalità).
Il "poeta" seleziona cosa imitare della realtà e organizza il materiale scelto in un organismo coerente (inizio, sviluppo
e fine) [Omero con la guerra di Troia].
Il verosimile letterario è superiore al vero della natura, il vero accade una sola volta, il possibile è di portata
universale -> "Si deve preferire l'impossibile verosimile al possibile incredibile", ovvero che il poeta può ricorre per motivi
di coerenza ed economia narrativa, ricorrere al meraviglioso, purché sia capace di renderlo credibile.
Aristotele, così trattando, rende autonoma l'arte da ogni sistema di valori esterno all'estetica > il realismo ha a che fare
con dei sistemi di valori, ma è innanzitutto una tecnica, un insieme di strategie narrative per rappresentare l'oggetto
selezionato nel modo più realistico possibile.
L'oggetto preso in esame del libro sono le opere realistiche di stile serio e di carattere serio della cultura occidentale, da
Omero al romanzo cavalleresco, a Dante, a Don Chisciotte, a Balzac a, per concludere, Virginia Woolf: la metodologia
utilizzata da Auerbach è partire da un brano per cominciare un'analisi dal particolare, fino ad arrivare alla poetica dell'autore
e alla sua epoca.
Cosa intende Auerbach con Mimesis? Nella letteratura moderna, qualunque personaggio, ogni avvenimento può essere
trattato dall'arte imitativa in modo serio, problematico e tragico: ma questo è del tutto impossibile nell'antichità > lì solo
comicamente, senza approfondimento problematico: la realtà quotidiana si unisce con uno stile, la trattazione seria e
tragica, opponendosi all'antichità, non seria riguardo il quotidiano: è rimasta fino al XIX secolo la divisione rigorosa degli
stili dai contenuti.
C'è un salto qualitativo nel XIX secolo: le basi del realismo moderno si trovano anche nello storicismo, ovvero
nell'inserimento di persone e di avvenimenti qualsiasi nel filone della storia contemporanea, del movimentato sfondo
storico, dove la realtà è dinamica e in continua evoluzione > periodo del Romanticismo, con l'ascesa del romanzo, che
scardina la teoria degli stili.
Queste due idee (realismo e storicismo) trovano il loro punto di convergenza nel Romanticismo francese (quindi in un
tempo e luogo specifico):
Parigi, 1830
-
in aprile Balzac pubblica la prima opera delle Scene della vita privata, nucleo iniziale della Commedia umana;
-
-
-
La prospettiva di Auerbach è molto incentrata sulla Francia, omette che il realismo narrativo moderno nasce anche in
Inghilterra con almeno un secolo di anticipo rispetto la Francia: il Nord Europa sperimenta per primo i caratteri politici
propri della modernità, come un assetto politico liberale, l'affermazione della borghesia e del suo sistema di valori,
l'economia di mercato (quindi anche di una stampa libera e di case editrici che iniziano a guadagnare), la libera circolazione
delle idee, l'ampliamento dei fruitori di cultura e la ridefinizione della vita privata (valorizzazione del tempo libero, cura di
spazio domestico) > succede qualcosa anche in ambito artistico, frutto di questo mutamento: i pittori olandesi passano da
dipingere di religione e potere a dipingere paesaggi e natura morta -> è un rovesciamento della gerarchia
rappresentativa: ciò che era sfondo è diventato soggetto principale; si passa da dipingere santi e re a dipingere borghesi,
trattando sia paesaggi sia ritratti senza il grottesco > la vita quotidiana dell'essere umano diventa importante, come
anche la forza trasformatrice ed edificatrice dell'uomo sulla natura --> Di questo fenomeno ne parla anche Hegel,
nell'Estetica, dove tratta del caso della pittura olandese: la materia di questi quadri sembra ordinaria, ma non lo è: il
popolo olandese, soprattutto i borghesi e i contadini hanno abbattuto con coraggio il dominio spagnolo > è l'orgoglio di un
popolo il tema di questi quadri, la consapevolezza della libertà ottenuta con le proprie mani.
Il realismo formale del XVIII secolo
I, 10/11
venerdì 7 novembre 2025
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Letteratura Italiana Contemporanea E Pagina 1
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Realismo e modernità: dalla nascita del novel al naturalismo

Realismo è una parola che deriva dall' estetica , in un rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione artistica: un primo

significato di realismo > categoria transtorica e universale, vocazione mimetica dell'arte che attraversa le epoche, gli

spazi, i generi letterari e le forme espressive immutata. In questo senso definiamo il realismo un modo , ovvero una serie di

norme che regolano la rappresentazione artistica ; un secondo significato è come tendenza letteraria , circoscritta dal

punto di vista cronologico (Settecento e Ottocento), delimitata dal punto di vista geografico (in particolare Francia e

Inghilterra), legata a un genere privilegiato (romanzo, o meglio novel) con precise caratteristiche stilistico-formali.

➢ Il significato filosofico di realismo (primo significato)

L' origine tra il rapporto tra la realtà e l'arte si trova nella Poetica di Aristotele , sotto il nome di mimesis : precisa che tutti i

generi letterari sono accomunati dal fatto che sono imitazioni di azioni umane , fondamento di questi; compito del poeta

non è dire ciò che è avvenuto, ma ciò che potrebbe avvenire, ciò che è possibile secondo verosimiglianza o necessità (la

poesia è universale, perché parla della possibilità di tutti aggiungendo solo dei nomi, la storia è particolare, perché parla

della storia ad esempio di Alcibiade: non c'è universalità ).

Il "poeta" seleziona cosa imitare della realtà e organizza il materiale scelto in un organismo coerente (inizio, sviluppo

e fine) [Omero con la guerra di Troia].

Il verosimile letterario è superiore al vero della natura , il vero accade una sola volta, il possibile è di portata

universale - > " Si deve preferire l'impossibile verosimile al possibile incredibile ", ovvero che il poeta può ricorre per motivi

di coerenza ed economia narrativa, ricorrere al meraviglioso, purché sia capace di renderlo credibile.

Aristotele, così trattando, rende autonoma l'arte da ogni sistema di valori esterno all'estetica > il realismo ha a che fare

con dei sistemi di valori, ma è innanzitutto una tecnica , un insieme di strategie narrative per rappresentare l'oggetto

selezionato nel modo più realistico possibile.

➢ Il Libro fondamentale per il realismo: Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale di Auerbach (1946)

L' oggetto preso in esame del libro sono le opere realistiche di stile serio e di carattere serio della cultura occidentale , da

Omero al romanzo cavalleresco, a Dante, a Don Chisciotte, a Balzac a, per concludere, Virginia Woolf: la metodologia

utilizzata da Auerbach è partire da un brano per cominciare un'analisi dal particolare, fino ad arrivare alla poetica dell'autore

e alla sua epoca.

Cosa intende Auerbach con Mimesis? Nella letteratura moderna , qualunque personaggio, ogni avvenimento può essere

trattato dall'arte imitativa in modo serio, problematico e tragico : ma questo è del tutto impossibile nell'antichità > lì solo

comicamente , senza approfondimento problematico : la realtà quotidiana si unisce con uno stile, la trattazione seria e

tragica, opponendosi all'antichità, non seria riguardo il quotidiano: è rimasta fino al XIX secolo

la divisione rigorosa degli

stili dai contenuti.

C'è un salto qualitativo nel XIX secolo: le basi del realismo moderno si trovano anche nello storicismo , ovvero

nell' inserimento di persone e di avvenimenti qualsiasi nel filone della storia contemporanea, del movimentato sfondo

storico, dove la realtà è dinamica e in continua evoluzione > periodo del Romanticismo , con l' ascesa del romanzo , che

scardina la teoria degli stili.

Queste due idee (realismo e storicismo) trovano il loro punto di convergenza nel Romanticismo francese (quindi in un

tempo e luogo specifico):

Parigi, 1830

a febbraio viene messo in scena per la prima volta il manifesto della mescolanza tra stili , il dramma di Victor Hugo

Hernani (vite e vicende di uomini e donne comuni, oscillando tra sublime e grottesco);

in aprile Balzac

pubblica la prima opera delle Scene della vita privata, nucleo iniziale della Commedia umana

;

a luglio la rivoluzione abbatte la monarchia borbonica post napoleonica e sale al trono Luigi Filippo d'Orleans , il re

borghese;

a novembre Stendhal

pubblica Il rosso e il nero. Cronaca del XIX secolo

e inaugura

quel moderno realismo serio

che non può rappresentare l'uomo se non incluso entro una realtà politica, sociale ed economica continuamente

evolventesi , come accade oggi in un qualunque romanzo o film.

La prospettiva di Auerbach è molto incentrata sulla Francia , omette che il realismo narrativo moderno nasce anche in

Inghilterra con almeno un secolo di anticipo rispetto la Francia: il Nord Europa sperimenta per primo i caratteri politici

propri della modernità , come un assetto politico liberale, l'affermazione della borghesia e del suo sistema di valori ,

l'economia di mercato (quindi anche di una stampa libera e di case editrici che iniziano a guadagnare), la libera circolazione

delle idee, l'ampliamento dei fruitori di cultura e la ridefinizione della vita privata (valorizzazione del tempo libero, cura di

spazio domestico) > succede qualcosa anche in ambito artistico, frutto di questo mutamento: i pittori olandesi passano da

dipingere di religione e potere a dipingere paesaggi e natura morta - > è un rovesciamento della gerarchia

rappresentativa : ciò che era sfondo è diventato soggetto principale ; si passa da dipingere santi e re a dipingere borghesi,

trattando sia paesaggi sia ritratti senza il grottesco > la vita quotidiana dell'essere umano diventa importante

, come

anche la forza trasformatrice ed edificatrice dell'uomo sulla natura --> Di questo fenomeno ne parla anche Hegel ,

nell' Estetica , dove tratta del caso della pittura olandese: la materia di questi quadri sembra ordinaria, ma non lo è: il

popolo olandese, soprattutto i borghesi e i contadini hanno abbattuto con coraggio il dominio spagnolo > è l'orgoglio di un

popolo il tema di questi quadri, la consapevolezza della libertà ottenuta con le proprie mani.

➢ Il realismo formale del XVIII secolo

I, 10/

venerdì 7 novembre 2025 11:

➢ Il realismo formale del XVIII secolo

D. Defoe

, La vita e le strane sorprendenti avventure del marinaio Robinson Crusoe di York (1719)

rappresenta la capacità organizzativa di un uomo comune che riesce a ricostruire l'ambiente da cui proviene :

comincia con questo romanzo il realismo formale : modalità di rappresentazione romanzesca della realtà che ha una

minuziosa attenzione della vita quotidiana per offrire ai lettori un resoconto verosimile e completo, autentico di

una qualsiasi esperienza umana, con uno stile piano e umile ;

  • S. Richardson , Pamela, o la virtù premiata (1740)

è un romanzo epistolare che parla di una cameriera che viene corteggiata brutalmente da un ricco signore: all'inizio

rifiuta e subisce violenze dal bruto, poi intravede qualcosa in lui e inizia il corteggiamento: verrà ricompensata con il

matrimonio - > dignità letteraria della vita privata e della sfera intima del quotidiano , conferendo un compito di

addomesticamento degli istinti predatori maschili e della salvaguardia del proprio onore sessuale.

Questa nuova forma romanzesca viene chiamata novel , che sarebbe il romanzo realista , diverso dal romance , ovvero

romanzi cavallereschi, le avventure o le gesta eroiche:

romance è una favola eroica che tratta di cose favolose con un linguaggio elevato e nobile , che non succederanno mai

e non sono mai successe

novel rappresenta la vita e i costumi reali , al tempo dello scrittore, con un linguaggio familiare , presenta un

resoconto di cose che accadono ogni giorno davanti ai nostri occhi.

Il novel porta con sé una riorganizzazione tra sfondo e primo piano : la vita quotidiana della borghesia diventano materia

narrativa interessante : c'è una riorganizzazione tra nuclei e satelliti nel novel : i nuclei sono azioni che pongono

un'alternativa , con conseguenze significative nella configurazione dell'intreccio e solitamente coinvolgono il

personaggio principale: sono elementi strutturali fondamentali che interagiscono tra loro e non si possono eliminare senza

alterare la storia ; i satelliti sono episodi funzionali alla storia ma che non ne modificano il corso , sono dei cuscinetti tra

un nucleo e un altro, sono indispensabili per mantenere il contatto tra narratore e lettore : il loro scopo è quello di

rafforzare la completezza e la ricchezza del mondo presentato : il novel aumenta l'importanza della narrazione dei

satelliti (si vede soprattutto clamorosamente in Jane Austen , dove la parte maggiore della narrazione si possono trovare

satelliti: i personaggi conversano, si fanno visita, prendono il tè ecc…, al lettore era offerto il piacere narrativo della

regolarità della vita quotidiana di un borghese inglese ).

cronologica all'orizzontalità del divenire della Francia contemporanea.

Balzac ha come obiettivo la totalità , si propone di descrivere la società in tutti i suoi aspetti e in tutti i suoi

cambiamenti (diverso da Stendhal che seleziona molto): il paradigma a cui fa riferimento nella prefazione alla

Commedia umana è quello della zoologia , della classificazione delle specie animali fatta con le varietà dei ruoli

sociali dell'uomo , parlando proprio di specie sociali ; la pratica romanzesca di Balzac non è però coerente come

le teorie da questo propugnate , soprattutto riguardo la caratterizzazione dei personaggi e la c reazione di colpi di

scena e tensioni create da caratteri forti ↓

esempio: introduzione di Papà Goriot (1834), dove inizialmente descrive tutto in dettaglio, poi descrive la sua

opera come dramma , che acquisisce sapore con i colori e le osservazioni dell'ambiente, locali; infine afferma

che il dramma non è una finzione, né un romanzo (paradossale mentre si sta leggendo un romanzo), ma che è

tutto vero, è un resoconto di fatti (avvincente, appassionante e strappalacrime) > veridicità + romanzesco

(per quanto negato, è presente).

Il rapporto con la società di Stendhal e Balzac è fatto ancora di coinvolgimento e partecipazione ( tragica o

melodrammatica , Stendhal e Balzac) e la loro visione del mondo viene trasmessa con il narratore onnisciente.

➢ Il paradigma del realismo prima del 1850 - recap

Il realismo prima del 1850 è caratterizzato da:

  • una scrittura trasparente ;
  • un narratore esterno e onnisciente , ma che lascia gli eroi al centro della scena ;

legame forte con la forma drammatica : il lettore viene trattato come spettatore , il quale assiste a delle scene

descritte come se fossero viste per la prima volta , e le scene prevalgono attraverso il dialogo : la materia narrata

essenziale sta nei rapporti pubblici con le persone

, piuttosto che con se stessi con la propria psiche

; viene

utilizzata la sfera pubblica come teatro di scontri tra forze universali incarnate in singoli individui (come

giustizia e ingiustizia), che quindi comporta una caratterizzazione fortemente accentuata : esprimono

pubblicamente la propria vita interiore in gesti eloquenti e confessioni ad alta voce, come a teatro ;

personaggio tipico , né unico nella sua singolarità né frutto di una media statistica, ma è una connessione organica

inscindibile tra l'uomo privato e l'individuo sociale (nella visione lukacsiana);

visione realista , in contrasto con quella naturalista : un'equazione matematica di fattori che creano un tipo: dovuta

alla frattura storica, al trauma subito dall'avvento del capitalismo e che in Verga e Baudelaire è riscontrabile

tramite la mancata partecipazione e il rimanere scientificamente neutri.

➢ Il realismo dopo il 1850

Dopo la metà del XIX secolo, ci furono diversi avvenimenti degni di nota per il futuro del realismo:

F. Desnoyers , che scrive l'articolo Du Réalisme , nella rivista L'Artiste , nel dicembre 1855: nuova poetica della

realtà contro le falsificazioni del romanticismo ;

Champfleury nel 1857 pubblica la raccolta di saggi Le Réalisme , dove sostiene la necessità di dedicarsi alla

rappresentazione analitica della società contemporanea , ossia alla riproduzione esatta, completa, sincera

dell'ambiente sociale dell'epoca in cui viviamo ;

  • E. Duranty fonda la rivista Réalisme nel 1857;

Nel 1857 esce Madame Bovary di Gustave Flaubert : rompe il rapporto privilegiato fra narrazione e narratore

onnisciente , ponendosi in un atteggiamento didattico nei confronti del lettore → narratore = Dio nella creazione ,

presente dappertutto e visibile da nessuna parte. Il realismo diventa così obiettivo e impersonale , aprendo la

strada al principio dell'impersonalità , azzerando qualsiasi tensione utopica (Stendhal) o melodrammatica

(Balzac), puntando a una sorta di grado zero della finzione

: Flaubert rompe con il realismo romantico

.

Flaubert, l'anticipatore del naturalismo

► Scheda su Flaubert

Sul piano tecnico-stilistico : impersonalità , esattezza scientifica (fa

ricerche sul campo, frequentava lezioni teoriche);

Sul piano narrativo : Bovary è imbevuta di illusioni romantiche , che però

hanno la stessa natura meschina del mondo borghese alla quale pretende di

opporsi; nell' Educazione sentimentale , Moreau è un fallito, il lettore non è

invitato a identificarsi, e la sua storia si svolge secondo un ritmo ripetitivo

e monotono ;

Sul piano ideologico : il legame tra storia individuale e grande storia è

puramente meccanico , non organico, e il narratore non ha più la facoltà

di mettere ordine nei destini individuali e nelle compagnie sociali.

I naturalisti riconosceranno in Flaubert un precursore : con le sue innovazioni

formali apre la strada a una nuova concezione di realismo ↓

Emile Zola , Saggio su Flaubert (1875)

rifiuto del romanzesco : bandita l'avventura, ogni concezione di fantasia, a

favore di una verosimiglianza assoluta > piena coincidenza di fabula

(serie degli eventi che costituiscono la storia uno dopo l'altro) e intreccio

(modo in cui l'autore racconta la storia) e rinuncia a qualsiasi

manipolazione della materia narrata , procedendo linearmente come la

natura delle cose;

morte dell'eroe : i personaggi sono tratti da tutte le classi sociali , ma non

sono più padroni del proprio destino e le loro azioni non sono manovrate

da un'emozione di qualche tipo : sono esemplificazioni di un meccanismo

deterministico. Il romanzo è di ambiente e non di un personaggio ,

prediligendo la coralità e la molteplicità dei punti di vista ;

paradigma dell'impersonalità : intervenire il meno possibile sulle

vicende narrate , che porta con sé un uso massiccio del discorso indiretto

libero , che ha come effetto e scopo lo straniamento → adozione di un

punto di vista interno all'ambiente rappresentato , che considera ovvie cose

che per l'autore e il lettore non lo sono, come ad esempio l'introduzione di

Rosso Malpelo, in medias res; porta anche un forte carattere dialogico ,

dove ci sono più voci che riflettono diverse visioni del mondo , che porta

a una polifonia ideologica.

Il romanzo riflette quindi una visione del mondo relativa che può essere

discussa , modificata, contestata ↓

G. Verga , I Malavoglia (1881): c'è un esempio di intreccio di discorsi

indiretti liberi : è un flusso , dove l'autore sposta solo la focalizzazione del

punto di vista e prende in esame i pensieri, anche contrastanti tra loro, del

popolo di paese.

Il naturalismo è un insieme di tecniche e di scelte stilistiche , non una

riproduzione meccanica di un qualcosa che esiste già : i primi a rivendicare

queste innovazioni sono i naturalisti stessi, tra cui Zola e Verga , il quale dice

riguardo i Malavoglia di essersi messo in mezzo ai suoi personaggi ,

conducendovi anche il lettore, come se li avesse già conosciuti e abitasse da

III, 12/

mercoledì 12 novembre 2025 16:

►I modernisti sono accomunati da una nuova concezione della realtà , poiché

il mondo occidentale, a cavallo dei due secoli, si ritrova a vivere una crisi

profonda con epicentri diversi , che sembra spazzare via il mondo precedente

(dalla Teoria della relatività alla Rivoluzione russa): l'incertezza più radicale

prende piede ovunque , anche nei settori che non hanno mai avuto incertezze

come la fisica , dove invece prende piede una concezione più relativista ad

esempio (tutto il discorso della Woolf parla proprio di questo crollo dei punti di

riferimento).

➢ I maestri della modernità

Friedrich Nietzsche , Genealogia della morale (1887): fine dei valori

assoluti → prende la scienza per analizzare i sistemi dei valori che a

seconda delle epoche sono dominanti e il modo in cui si sono imposti e

sono cambiati in virtù di essere frutto tra uno scontro di poteri, dove chi

vince applica il proprio sistema di valori e lo pone come assoluto e

universale ;

Sigmund Freud , L'interpretazione dei sogni (1900): la vita psichica è

caratterizzata da un campo di battaglia in cui si scontrano delle forze

in modo incessante , alla continua ricerca dell'equilibrio , tra Es (parte

più antica ed estesa della psiche, quella meno conosciuta, dove si agitano

gli impulsi istintivi), Io (principio ordinatore e mediatore di queste pulsioni

inconsce e il mondo esterno), Super-io (parte inconscia della psiche per la

maggior parte, contiene i vincoli morali, comportamentali che l'individuo

ha assimilato e introiettato nell'inconscio); la maggior parte della vita

psichica si sviluppa nell'inconscio , nella parte irrazionale: noi agiamo

sulle spinte venute dal dominio irrazionale → completamente opposto

all'idea positivista ; non solo l'Io non è padrone in casa propria, ma deve

fare assegnamento su scarse notizie riguardo a quello che avviene

inconsciamente nella sua vita psichica. L'io come luogo di conflitto , dove

varie parti coesistono in uno stato di ricerca di equilibrio costante.

►In ambito letterario nasce una nuova immagine dell'infanzia come

momento decisivo nella formazione dei complessi nevrotici (nel

complesso di Edipo , la relazione drammatica e violenta tra padri e figli sarà

un tema portante nel modernismo, dove una generazione nuova si ribella ai

padri, alla generazione precedente per l'affermazione di nuovi valori) e

motivo della vita onirica (il cui linguaggio si manifesta per immagini e

non per concetti , mettendo in primissimo piano il totale dinamismo,

tentando di simulare le pulsioni e il funzionamento del cervello , senza

che in questo caos il narratore sistemi qualcosa, lasciandolo teatro

mentale : flusso di coscienza , che diventa tecnica narrativa modernista

inglese, in particolare di Joyce ).

Henri Bergson , Saggio sui dati immediati della coscienza (1889) e

Durata e simultaneità (1922), dove il tempo viene considerato in

maniera soggettiva.

Il personaggio modernista

Il personaggio modernista è composto da diverse caratteristiche:

Scomposizione della figura

a tutto tondo del naturalismo nel prisma delle pulsioni inconsce o

preconsce che emerge dal flusso di coscienza e dalle epifanie , dove la superficie della realtà si

squarcia e si trovano rivelazioni o ricordi passati: poco usato in Italia , più anglosassone : in Italia è

applicata la polifonia e la psicopatologia (menti disturbate) sul modello Dostoevskij ;

Dilatazione delle parti analitiche e riflessive rispetto a quelle narrative ( Proust , Musil ) e

dilatazione del rovello interiore di eroi intellettuali come i personaggi pirandelliani, Zeno e

Michele negli Indifferenti ;

Nuova visione dell'infanzia e dell'adolescenza grazie alle acquisizioni della psicanalisi ( Tozzi ,

Musil ), che diviene un tema letterario (prima non era interessante per la letteratura): gli si

conferisce al tema una luce più cruda , diviene un momento dove l'individuo sperimenta per la

prima volta il conflitto con se stesso e l'altro ;

Approfondirsi del conflitto tra individuo e società : eroi irregolari in balia di forze sociali

impersonali, non possono nemmeno combatterle (come in Kafka) o di forze interne inconoscibili,

che vivono la propria conflittualità col mondo o con se stesso nella forma dell'estraneità,

dell'alienazione, dell'inettitudine o con ironia e distacco o con una libera scelta (come in Tozzi ,

Svevo , Pirandello ).

►La nuova centralità che assume l'io muta anche la voce narrata, cambiando lo statuto del

narratore in:

  • Narratore inattendibile in prima persona ( intradiegetico e/o auto diegetico )

Non ci si può fidare ciecamente, la sua prospettiva è parziale e talvolta anche contradditoria , non

è capace di dare un senso alla propria storia , è traumatizzato o pazzo o bugiardo.

Nel novel inglese certificavano l'autenticità della storia narrata, ora è l'opposto;

  • Narratore debole in terza persona ( extradiegetico )

Si traccia lungo due linee formali , la linea dell'impersonalità ( Flaubert ), perché il narratore ha

rinunciato al suo ruolo di regista e guida e conosce dei propri personaggi meno di quanto

conoscano essi stessi o le figure che ruotano loro intorno; l'altra linea è quella della polifonia (con

a capo Dostoevskij ), perché la varietà delle voci e dei punti di vista erode il primato della voce

narrante e rende impossibile uno sguardo superiore e ordinatore.

►Generale predominio della soggettività

, che ha influenze anche sulla concezione del tempo

soprattutto grazie alle teorie di Henri Bergson :

Si possono classificare due tipi di tempo nelle opere di Bergson:

Il tempo della scienza è oggettivo , esterno e indipendente dal soggetto umano ; è quantitativo ,

perché le sue unità di misura si succedono sempre con lo stesso ritmo e non presentano differenze

qualitative , ogni momento è uguale a un altro momento [esempio della collana di perle : ogni sfera

è ben definita]; meccanico e spazializzato

, ossia misurato tramite la dimensione spaziale (come

l'orologio);

Il tempo psicologico

è soggettivo

, è un intervallo temporale concreto perché vissuto

e

psicologicamente variabile , in cui si svolgono gli eventi della vita; qualitativo , perché la

percezione della sua durata dipende dallo stato d'animo del soggetto e perché certi istanti hanno

valore diverso da tutti gli altri ; interiore , non separabile dalla memoria del passato e

dall'anticipazione del futuro ( assieme al presente determina la durata ) [il tempo psicologico è

come un gomitolo, non ha una definizione determinata: passato, presente e futuro sono il filo].

➢ Il tempo nel romanzo modernista

  • Tempo soggettivo , scandito dalle libere associazioni della coscienza

esempio: in Mrs. Dalloway e in Gita al faro , V. Woolf costruisce interi episodi partendo da un

gesto temporalmente limitato e ben definito e lo dilata enormemente facendovi entrare dentro

IV, 17/

lunedì 17 novembre 2025 16:

pubblicato durante la stesura degli Indifferenti ): " C'è una crisi del romanzo? ", dove tratta del fatto che

c'è una crisi profonda e la malattia principale di cui soffre il romanzo è la cerebralità , ovvero uno

squilibrio vistoso tra vita psichica e concretezza dei fatti a vantaggio della vita psichica ; polemizza con

la grande fiera psicologica che ha allestito il romanzo contemporaneo, pur riconoscendo la grandezza

degli autori italiani ed europei : ce l'ha con i loro imitatori , soprattutto quelli di Pirandello; dopo

l'incredibile Raskolnikov ( Delitto e castigo ) è venuto Leopold Bloom ( Ulysses ), che Moravia reputa non

altrettanto interessante: contrappone Dostoevskij a Joyce , preferendo il primo, quindi preferendo un

romanzo polifonico , dialogico, dove il narratore orchestra la vicenda senza sovrastare i

personaggi , un romanzo problematico che viene espresso attraverso l'azione e l'incrociarsi dei punti di

vista dei vari personaggi: affrontare la crisi e la vita psicologica tramite personaggi ben delineati e

significati e un intreccio altrettanto solido.

Bisogna ristabilire l'equilibrio tra pensiero e azione , in modo tale da rendere di nuovo possibile la

creazione di figure che incarnano tipi immortali e totali di umanità , gli Amleti e i Don Abbondio , che

non ci sono più: c'è troppa nebbia subconscia.

Il romanzo deve testimoniare , deve essere una rappresentazione fedele senza condizionamenti

ideologici e senza velleità sperimentali del proprio tempo ;

►Moravia propone un'idea di romanzo che sia in grado quindi di reagire alla patologia di cui soffre il

genere ( paralisi dell'azione ) risanando il romanzo dall'interno, riportandolo cioè alle sue

caratteristiche costitutive :

  • Spessore del personaggio vs la sua frantumazione;

Capacità di dare un ordine alla realtà della crisi

, di interpretarla invece che restituirla nella sua

disgregazione e in un'ottica soggettiva;

  • funzione etica e conoscitiva della narrazione realistica ( la « testimonianza»)

Perciò realismo → deve restituire una realtà concreta , storica e sensuale (dei sensi).

►Moravia ha avuto un lungo periodo di degenza avuta per una malattia e di conseguente isolamento

in sanatorio : a causa di queste vicende sviluppa uno stato d'animo caratterizzato da un forte

carattere romantico che, pur essendo il risultato di fatti extra artistici, era al tempo stesso

perfettamente intonato a tutta la letteratura modernista

dell'ultimo quarto di secolo.

Questi problemi di salute spingono Moravia a formarsi in età poco più che puerile con una serie

sterminata di letture (aveva accesso ad una biblioteca molto ben fornita perché alto borghese): in

particolare il romanzo russo, il romanzo antico, il teatro classico, Balzac, Stendhal, la poesia europea…

È un orizzonte culturale variegato ed europeo, moderno e modernista → sembra stridere con il suo

articolo , ma, in realtà, vuole partire dalla sua formazione per costruire un rilancio del romanzo

non più solo come espressione di crisi dell'uomo moderno, ma come tentativo di interpretazione

critica della crisi : è necessario secondo Moravia ricucire una tradizione che si era interrotta a causa

dei modernisti; si propone come iniziatore di una quarta fase del realismo europeo.

Gli Indifferenti

Il titolo del libro,

Gli Indifferenti

, riconduce a una matrice autobiografica : l'indifferenza

secondo Moravia è una mancanza all'adesione alle radici della vita , che comporta una

mancanza d'azione → in molte interviste da adulto, Moravia ricorda la malattia come un

periodo vissuto in una sindrome dell'irrealtà, vivendo come se ci fosse un altro se a guardarlo

vivere da fuori , cosa che si ritrova nella modalità di rappresentazione distaccata, oggettiva.

Il problema dell' indifferenza non era solo un elemento autobiografico, era il problema di

un'intera generazione che aveva vissuto la crisi del primo dopoguerra → questo è stato un

grande libro generazionale , ha avuto un enorme successo: sembrava parlasse di come fosse

essere giovani tra la guerra e il regime fascista → un'esperienza di vita privata come quella di

Moravia si trova in perfetta armonia con il clima di un'epoca; il problema era di come agire

moralmente in una realtà priva di qualsiasi moralità.

►Con Moravia comincia quindi la stagione nella quale si propone un nuovo realismo, che fa

della forma romanzo lo strumento privilegiato e che rompe con i due decenni modernisti.

Non gli interessava un certo contenuto, nemmeno politico: Moravia sostiene che alla base del

romanzo ci fosse un progetto estetico, formale ; nel ricordo de Gli Indifferenti (1945), sente il

bisogno di restaurare l'identità narrativa del personaggio dotato di una sua anatomia , il

richiamo all' opera teatrale , con pochi personaggi, pochissimi luoghi e svolto in poco tempo →

tragedia aristotelica : si possono riscontrare le unità di luogo, azione e tempo, e la tragedia

viene individuata come strumento per recuperare il realismo.

Sceglie un sistema di personaggi ridottissimo , due fratelli e tre adulti; l' azione è concentrata

in circa due giorni dove il tempo scorre in modo lineare (no salti temporali); unità di luogo,

tutto in casa praticamente.

L' intreccio è esile e ha al centro una questione di soldi (grande tema moraviano) → il denaro

per Moravia sta sempre per qualcos'altro : per il potere, per la sopraffazione ecc…

La villa della famiglia è ipotecata e alla fine di questa ipoteca Leo diventerà il proprietario della

casa; al motivo dei soldi si aggiunge il motivo del sesso , intersecatissimo con i soldi e sta

sempre per qualcos'altro , è simbolico → Leo è stanco della vecchia amante e corteggia

pesantemente Carla, sua figlia, con il proposito di portarla a letto, mentre parallelamente Lisa

corteggia Michele con una patina di sentimentalismo un po' stucchevole, tipico dell'ipocrisia

borghese. ↓

I rapporti che legano i personaggi sono una degenerazione semi incestuosa : segno di crisi

sociali, le funzioni genitoriali neutralizzano attraverso il sesso le velleità di rivolta dei figli,

spingendoli a compiere degli atti degradanti e che i giovani percepiscono degradanti; a questo si

somma una madre fragile e inutile , senza responsabilità verso nulla: è solamente terrorizzata dal

suo invecchiamento e dal timore di essere lasciata dal suo amante.

►Moravia lascia sesso e soldi come unici valori di riferimento della borghesia che ritrae, e in

mezzo a questi valori cardini si sviluppa il dramma, il tentativo di ribellione dei giovani per

cercare di dare un senso diverso alla propria esistenza.

Incipit de Gli Indifferenti

Inizio del romanzo

La disposizione narrativa e dell'ambientazione è teatrale , come anche le entrate e

le uscite dal salotto; molto importante è anche la descrizione della luce e di quale

simbologia si veste questo utilizzo della luce, molto cinematografico; gli oggetti

sul tavolo descrivono l'appartenenza a una classe sociale (porcellana cinese), oltre

V, 18/

martedì 18 novembre 2025 16:

Continuo dell'analisi su Gli Indifferenti di Moravia

Carla e Michele seguono due traiettorie parallele di vita: la monotonia e il disgusto suscitano in Carla la

spinta ad agire , ma in quale direzione va la sua azione?

Carla decide di assecondare la possibilità di andare a letto con Leo , azione che lei sa essere veramente

meschina → è per rovinare tutto : il narratore presta la propria voce ai pensieri di Carla, che, come un

ritornello, recita il finirla , il cambiare ad ogni costo : ha bisogno di far esplodere il mondo che la circonda

e la disgusta e l' unica arma che ha a portata di mano è proprio quel gesto degradante , che lei è disposta

a compiere pur di avere l'illusione di cambiare tutto.

►L'orizzonte di questa rivolta non fuoriesce mai dai confini del mondo in cui vive, rimane interna :

incapacità e limite in Carla, anche se la sua rivolta ha successo → quando la relazione viene scoperta, il

mondo che lei voleva contestare riassorbe lei stessa e legittima il suo atto degradante : le conseguenze

che credeva Carla ( distruzione e punizione ) sono completamente rovesciate (→ Carla sposa Leo ): tutto ciò

la porterà alla situazione di fine romanzo, dove l' adeguamento di Carla è palese nella discesa delle scale

con sua madre , entrambe mascherate e soddisfatte per andare alla festa : adeguamento alla falsità e

all'ipocrisia della vita adulta in un contesto borghese → è in tutto e per tutto diventata sua madre. ↓

Il mondo borghese ha delle capacità incredibili di sventare attacchi ,

inglobando e assorbendo , quindi neutralizzando qualsiasi gesto di rivolta ;

in più, il sesso e il denaro si ricongiungono felicemente con questo

matrimonio, risolvendo sia la relazione clandestina sia l'ipoteca sulla villa.

►Moravia vuole sperimentare una sintesi di romanzo e tragedia , in un esperimento estetico : ma la

tragedia non serve solo come espediente strutturale , la tragedia diventa un tema , un contenuto ideologico

ne Gli Indifferenti : attraverso lo strumento compositivo del genere tragico racconta un mondo in cui la

tragedia non è più possibile → Carla aspira a una tragedia, volendo e compiendo un'azione contro tutte le

leggi del suo mondo: ma il suo mondo non è un muro contro il quale l'eroina della storia si schianta, ma è

una palude , un blob che ingloba e assimila chiunque cerchi di rivoltarvisi contro}→ questa è la vera

tragedia che vivono Carla e Michele : il loro bisogno di tragedia , intesa come azione autentica e

motivata da cause necessarie e forti che in qualche modo scardinino il mondo in cui vivono , in senso più

romantico che greco, perché dovrebbe provocare conseguenze irreversibili: ma, sono immersi in un mondo

in cui non esiste moralità e ha natura amorfa → dove non ci sono valori non ci può essere un conflitto di

valori.

➢ Rapporto tra voce narrante e personaggi

Moravia usa spesso, oltre alla enunciazione esterna e neutra delle voce narrante , altri due espedienti

formali: il discorso indiretto libero e la discrepanza tra la parola detta e il pensiero

Il discorso indiretto libero consente al narratore di dare spazio all'interiorità dei personaggi e viene

usata per tutti i personaggi , sulla base della profondità interiore;

dopo il flusso di coscienza modernista si ritorna a un qualcosa di più classico e ottocentesco

esempio

Michele che va per la seconda volta da Lisa, dove c'è una sorta di sodalizio tra voce narrante e

personaggio, dove Michele è comunque sempre sotto il controllo e la gestione del narratore;

Il discorso diretto libero dà modo a Moravia di dare vita autonoma ai suoi personaggi , tra vita banale

e meschina e la loro coscienza: li accompagna con un fluire di pensieri che dilatano quelle azioni e ci

permettono di vederle in tutte le loro possibili implicazioni.

Leo non ha tendenzialmente bisogno di discorso indiretto libero ed è il personaggio meno

indifferente del libro : aderisce perfettamente a quella vita → lo enuncia anche lui nel secondo

capitolo: non c'è altro pensiero in lui se non quello che sta facendo nel momento.

la discrepanza tra la parola detta e il pensiero riguarda tanto Carla , soprattutto all'inizio, tanto e

soprattutto Michele : lui è s cisso in bisogno di dire la verità e nella sua incapacità di dirla e di dire

qualcos'altro → è il fenomeno della dialogicità doppia : rappresenta il conflitto di verità interiore e

apparenze esteriori , conflittualità che nel caso di Carla si riassorbe, nel caso di Michele un esito

diverso;

inoltre, questi sono gli unici punti del romanzo che, il narratore , che è sempre neutro e non giudica, si

concede dei momenti di onniscienza , perché sa cosa viene segretamente pensato, estendendo il suo

VI, 19/

mercoledì 19 novembre 2025 16:

concede dei momenti di onniscienza , perché sa cosa viene segretamente pensato, estendendo il suo

solito dominio nell'opera.

➢ Gli Indifferenti e la sua ripetitività

L' azione , nel romanzo, è scandita dalla ripetizione di nuclei narrativi sempre uguali la cui

riproposizione serve a Moravia per restituire il senso di un mondo bloccato

esempi di teorie che si basano sulla questione della ripetitività:

Sanguineti , gli scontri falliti di Michele con Leo

in un climax leggermente ascendente → insulto verbale, schiaffo mancato, lancio del portacenere che

lo manca, colpo di rivoltella scarica (capp. III, VI, VIII, XV): è chiara, in questa teoria, la centralità di

Michele rispetto agli altri e attribuisce una centralità forte al conflitto Michele e Leo , che sono due

modelli differenti di maschilità e virilità:

Leo è la perfezione del marciume di quel contesto; Michele è opposto , anche se probabilmente si sente

subordinato al tipo di virilità di Leo ;

  • Strappini , i pasti della famiglia Ardengo

sono tutti uguali , momenti in cui le tensioni e i silenzi tra i personaggi riuniti in uno spazio limitato,

costretti a sedere, emergono con particolare evidenza: qui invece si può riscontrare un leggero

anticlimax , un progressivo irrigidimento della situazione (capp. II, VI, VII, XII); l'accento

sull' ambiente , interpretazione antropologica di una classe sociale marcia di un preciso momento

storico , indistruttibile.

►La centralità nel romanzo del personaggio di Michele : dopo la prima notte di Carla da Leo, il focus si

sposta su Michele → si passa da una sfila di scene con tanti personaggi e dialogo ad un accentramento sulle

azioni e sui pensieri di Michele → man mano che si procede con il romanzo, la vita psichica di Michele

prende sempre più spazio: è un cambiamento dell'assetto narrativo che è anche propriamente un cambio di

regia: sembra, in alcuni momenti della seconda parte del romanzo, che Michele faccia da portavoce

all'autore talmente ci si concentra su di lui.

➢ Indifferenza: gli indifferenti possono essere paragonati agli inetti modernisti e ai vinti verghiani?

No , perché i vinti non si scontrano con la società, cercano semplicemente una collocazione/salto nella

società , ma non ci riescono ; per gli inetti modernisti invece è più vicino come paragone : vivono anche

loro uno scollamento tra il pensare e l'agire, che assomiglia al problema di Carla e soprattutto di Michele →

Moravia si muove in una diagnosi dei mali dell'epoca abbondantemente frequentata, anche se qualcosa

è cambiato rispetto agli inetti modernisti : l'inettitudine si confronta con dei paradigmi sociali , dove

l'inetto è un'eccezione in una società in cui l'inetto stesso riconosce la legittimità della società stessa

per questo la loro autoesclusione è più violenta (soprattutto in Svevo : i suoi personaggi ammirano e

invidiano chi riesce ad essere adatto alla società, anche se riconoscono la malattia sociale);

il mondo che circonda Michele e Carla non dà nemmeno modo di sentirsi inetti, perché quel mondo è

senza valore, non suggerisce più nessun modello da contestare o a cui ambire , soprattutto dopo la prima

guerra mondiale e in pieno periodo fascista liberticida → l'aria morta e il senso di soffocamento sono la

questione politica riscontrabile ne Gli Indifferenti.

➢ Michele e la nostalgia della tragedia

Michele è quindi più consapevole, e infatti ha una sorte completamente diversa rispetto alla sorella: il

problema è la sua indifferenza → il tragico nasce dalla totale adesione dell'eroe dalla scelta che deve

compiere , costi quel che costi : ma Michele è incapace di agire, perché manca di sentimenti ed emozioni

autentici.

►La questione che lacera di più Michele è l' impossibilità di attuare una tragedia (esempio lampante è

nell'XI capitolo): lungo discorso indiretto libero, dove si esprime il suo bisogno di un mondo dove poter

essere qualcosa, qualunque cosa piuttosto che un indifferente (anche inetto): Michele pensa che deve

vincere l'indifferenza e agire, cercare di impedire che la villa cada in mano a Leo e che la relazione di sua

sorella con Leo continui; il problema è che a forza di fingere si finisce per credere: questo è il principio di

ogni fede. Michele suggerisce addirittura la sinonimia tra tragedia e sincerità , e la antinomia tra

ridicolezza e tragicità → è nostalgico per un periodo dove al pensiero seguiva un'azione coerente ,

l'impossibilità del tragico = impossibilità della vita, perché non riesce ad agire se non fingendo.

Ha nostalgia quasi del realismo romantico di Stendhal , dove il protagonista comunque lotta e realizza se

stesso: Moravia è consapevole che questo tipo di romanzo realistico su base tragica nel suo periodo non si

può più fare → la sfida dell'autore è molto complessa : vuole creare personaggi vivi a partire dalla loro

incapacità di vivere.

►Se Michele rinunciasse a questa nostalgia facendo qualcosa, come Carla, diventerebbe come Leo: l'agire

in un mondo corrotto, non importa come, porta sempre all'assorbimento.

Analisi degli Indifferenti di Moravia - Parte finale

Nell'ultima parte del romanzo Michele

attraversa una specie di tempesta dialogica

tra sé e sé: intorno al

capitolo XIII , Michele esce di casa e inizia la passeggiata verso casa di Lisa perché ha deciso di tornare da lei

per la seconda volta, cosa che lo farebbe diventare il suo amante → Michele si pone il primo dei problemi:

} che cosa lo spinge a farlo? Vuole verificare la veridicità dei sentimenti

, Lisa è una specie di cavia per la sua

sincerità. La scelta è complessa: restare immobile nella sua indifferenza riflessiva e consapevole o agire e

diventare come tutti? Se ci fosse emozione autentica dentro di se avrebbe trovato la realtà, e questa lo

condurrebbe ad una nuova vita.

} lo aggredisce poi il pensiero dei soldi , cosa che lo porta a mettere in scena delle possibili situazioni

, con

anche dei dialoghi → come se fosse lui l'autore della storia

, utilizzando ed esponendo i metodi di creazione di

questa storia. Sono tutti teatri psichici che si susseguono nella mente : convincere Lisa a riprendere Leo per

farselo amico, così che Leo copra i debiti e foraggi la famiglia economicamente; si spinge poi a pensare di

favorire uno scambio: Carla in cambio della villa = sesso per il denaro ; orchestra tutte queste scene nella

mente, mentre passeggia ↓

progressivamente scivolato verso il buio di idee vergognose , per poi ripensarci e colpevolizzarsi per

ciò che ha pensatogiudice di se stesso , non serve l'autore.

Queste idee disgustose gli sembravano reali, e secondo lui sarebbero diventate reali se lui non fosse riuscito ad

uscire dalla sua indifferenza.

} Pensa poi ad un incontro con una prostituta che aveva incominciato a piangere disperatamente: immagine di

purezza e di adesione alla vita , che gli dà lo slancio → Michele oscilla psicologicamente tra i vari conflitti

con se stesso , al punto che sente una vocina in se stesso, che gli chiede certezze di fronte a vari dubbi posti

dalla stessa

Questa è la polifonia interna di un personaggio , tipica tecnica dostoevskiana , con anche un po' di

pirandellismo (→ autenticità del sé contrapposta alla società, la maschera ecc…).

} Si ferma davanti a una vetrina.

A cosa avrebbe portato diventare come tutti gli altri?

Trova la risposta in questa vetrina: è la fine del capitolo , il culmine di un capitolo che si svolge tutto in

soggettiva , tutto nella testa di Michele → il significato del fantoccio che si trova davanti ha a che fare con

questo lusso mediocre , il linguaggio della pubblicità ci vuole convincere che con quel determinato oggetto

saremmo migliori , è questo lo scopo del fantoccio: la pubblicità è un'altra forma della menzogna, della

mascherata borghese. Neanche comprando quel rasoio sarebbe felice perché lui è consapevole della

situazione in cui annega lui stesso e la società attorno a lui (infatti dice al fantoccio di piangere, non ridere).

➢ L'impostazione narrativa

Sembra come se noi assistessimo a qualcosa che progressivamente monta

, come una catastrofe di una

tragedia greca che con l'atto finale scioglie in modo forte l'intreccio , ma al tempo stesso il ripiegarsi del

racconto su se stesso impedisce allo slancio narrativo di scoppiare definitivamente ↓

nel XIV capitolo Lisa rivela a Michele di Carla e Leo e la prima reazione di Michele è

quasi di divertimento

, poi si rende conto che questa è l' ennesima dimostrazione della

sua patologica mancanza di emozione.

Dopo questa constatazione, tenta un' ultima strada , ovvero la finzione , sperando che a

forza di fingere questi sentimenti nascano poi davvero

→ Lisa però se ne accorge e

non gli crede, così Michele parla di omicidio di Leo , unica cosa che trova per far

credere a Lisa che lui prova davvero emozioni, alzando la posta; è da una ridicola sfida

che nasce la tentazione di uccidere Leo, non da un qualcosa di tragico come il lettore si

aspetterebbe.

} Dopo aver comprato pistola e pallottole, inizia una nuova passeggiata , stavolta non dostoevskiana, ma

stendhaliana : costruisce un'altra situazione mentale, dove immagina di uccidere Leo, ricominciando a

fantasticare → dà modo di avere un forte contrasto tra vita psichica, molto vivace, e la pochezza della

realtà ;

I ►

immagina di venire processato → ripresa della conclusione de Il Rosso e il nero di Stendhal , dove c'è il

processo di Julien , nella quale lui getta la maschera e da accusato diventa accusatore , accusando

tutta la società del suo tempo; Michele invece pensa di dichiararsi colpevole di indifferenza , e che il

giudice lo condanni per questo, e non per il delitto.

VII, 24/

lunedì 24 novembre 2025 16:

giudice lo condanni per questo, e non per il delitto.

II ►

Nella mente di Michele si affaccia una nuova scena, più reale e diversa da quella precedente , dove il

processo è realistico , con tutti i crismi dopo il quale il suo avvocato lo avrebbe fatto passare come il

tutore dell'onore della sua famiglia.

→ È chiara la differenza

tra quello che Michele sente (la condanna per indifferenza) e tra un processo borghese

che parla di valori e ideali in cui nessuno crede veramente e che sono quotidianamente smentiti dai fatti; la

realtà va diversamente rispetto alle loro proiezioni delle loro fantasie, ovvero quelle di far saltare tutta le

melma sociale all'aria.

►Il destino di Michele è più in sospeso di quello di Carla: il suo non agire è sia una maledizione sia una

salvezza , lui non diventa come tutti gli altri, mantiene la sua lucidità ed estraneità , mentre Carla , che agisce ,

viene assorbita completamente dal mondo borghese.

« I racconti finiscono in cima ad una montagna; i romanzi devono fare, dopo la cima, un po' di

strada pianeggiante » → e infatti, dopo la parodia di tragedia che è la scena dell'aggressione a Leo , la vita

mondana successiva sembra tale e quale a quella precedente al tentativo di omicidio

.

Ritorno al realismo - La riscoperta di Verga, il dibattito sulle riviste, le traduzioni

Moravia si inserisce in un contesto storico culturale dove si vuole tornare a un romanzo realistico , ovvero da

fine anni Venti e inizio Trenta → sono gli anni di incubazione del nuovo realismo , a cui contribuisce il

contesto letterario , dove hanno particolare importanza elementi diversi, tre:

La riscoperta di Verga e la valorizzazione del Verga verista - £

Il dibattito sulle riviste letterarie e politico letterarie del fascismo di sinistra che animano una discussione sul

ritorno al romanzo e su che tipo di romanzo realistico fare in quel particolare momento storico - €

La grande attività di traduzione (viene denominato il decennio delle traduzioni ), incredibile se si pensa che si

è sotto il fascismo: importazione della letteratura americana. -

Quasi nessuno dei contemporanei di Verga riconobbe la straordinarietà del Verga verista ( a parte

Capuano ): restava l'autore dei romanzi scapigliati e mondani.

Si può rintracciare una linea sottile ma continua , un passaggio di testimone che tiene viva l'attenzione sul

verga verista che lo chiama in causa come maestro quando ci si confronta con la questione della realtà in un

romanzo ; è valorizzato dal mondo degli scrittori e delle scrittrici piuttosto che dalla critica: da una

generazione all'altra vengono tramandate la necessità e il valore che nella letteratura italiana ha

rappresentato l'eccezione e il modello di Verga riguardo la trasposizione della realtà

Prima tappa Pirandello tiene un discorso, il Discorso di Catania (1920), per gli ottanta anni di Verga

Sentenzia che il Verga maggiore è quello verista , lo contrappone a D'Annunzio: scrittore di cose da una parte,

dove Verga aggrappa le parole alle cose in quanto la parola vale solo esprimendo la cosa , scrittore di parole

dall'altra, riferendosi al romanzo-poema di D'annunzio; questa dicotomia è riscontrabile in tutta la letteratura

italiana (Ariosto e Tasso, Manzoni e Monti, Machiavelli e Guicciardini…).

Il vero realismo , quello che aspira alla rappresentazione come al servizio della realtà , è diverso rispetto alla

retorica italica che alla realtà sostituisce l'incantamento.

►Pirandello vede in Verga dei Malavoglia lo scrittore che ha aperto la strada al romanzo moderno , ovvero al

romanzo che fa a meno della mediazione ideologica del narratore , che rinuncia a ordinare gerarchicamente la

realtà e a dare un significato univoco e assoluto alla realtà , ma che apre lo spazio alla polifonia e al

relativismo → Verga guarda sempre la realtà da dentro , con gli occhi dei suoi stessi personaggi, in una

immedesimazione continua : ha un realismo integrale , che ha aperto al realismo del Novecento.

Seconda tappa Giuseppe Antonio Borgese , Tempo di edificare (1923)

Alla fine della sua ricognizione dei primi due decenni del Novecento, dove non risparmia nessuno e vede

parecchia frammentazione e piacere per la bella parola o la bella frase , Borgese fa il nome di due edificatori :

Giovanni Verga , edificatore del passato (mai compreso veramente dalla critica italiana) e Federigo Tozzi ,

edificatore del presente.

A differenza di Pirandello, Borgese predilige Mastro Don Gesualdo per il suo carattere di romanzo strutturato

secondo moduli tradizionali, avendo un protagonista centrale , un blando recupero del narratore onnisciente ,

Verga e il neorealismo

Qualche esempio riguardo la circolazione della lezione di Verga dal 1940 in poi :

Pavese rappresentazione del mondo contadino, soprattutto in Paesi Tuoi ;

Calvino prefazione del Sentiero dei nidi di ragno → riconosce il patrimonio

letterario dei tre grandi per i contemporanei di quell'epoca: i Malavoglia ,

Conversazione in Sicilia , Paesi Tuoi : tutti partivano da questo triangolo

per approcciarsi alla letteratura italiana;

Vasco Pratolini Cronache di poveri amanti , per la coralità e la voce narrante;

Beppe Fenoglio La malora , per il mondo rappresentato e la pessimistica mancanza di

alternative;

Alicata e De

Sanctis

in Verità e poesia: Verga e il cinema italiano, del 1941, teorizzano la

necessità di superare l'estetica cinematografica dei "telefoni bianchi", con

i suoi inesistenti paradisi piccolo-borghesi, per aprirsi nel nome di

Verga al mondo dei vinti che il fascismo aveva occultato → Verga

viene proposto non solo come un caposaldo per la letteratura, ma anche

come il maestro di un modo particolare di guardare alla realtà

nell' ottica di una umanità che soffre e spera e perciò promotore di

un'arte rivoluzionaria ; viene letto quasi in chiave marxista;

►Perché soprattutto il Verga dei Malavoglia è quello che viene osannato?

Per il contrasto città-campagna (sta molto a cuore ai neorealisti), ma soprattutto per l 'elemento

mitico innestato nell'elemento veristico-naturalistico (Pavese, Vittorini); e per la soluzione

linguistica non puramente mimetica , ma anche lirica , impastata degli umori del dialetto senza

essere meccanicamente dialettale.

A partire dal 1923 (anno di pubblicazione Coscienza di Zeno di Svevo ), inizia a esserci un dibattito tra

varie riviste letterarie intorno al romanzo

➢ Il Baretti

È una rivista di matrice letteraria , ha un ruolo fondamentale nello svecchiamento ed

europeismo della letteratura italiana , è opposta rispetto alla politica culturale autarchica del

fascismo.

Pubblica articoli su Joyce (come quelli di Montale ), il primo saggio in italiano su Proust (nel

1925 di Debenedetti ), sulla cultura russa ( Gobetti e Ginzburg ) e valorizza il cinema come

elemento essenziale della cultura contemporanea , elevandolo dal fenomeno da baraccone che

sembrava al pubblico.

►Riguardo specificamente il romanzo , Arrigo Cajumi scrive un articolo chiamato " La crisi del

romanzo " (1928): articolo dove (I) si parla delle novità tecniche introdotte negli ultimi anni

dal romanzo europeo e che hanno avuto come precursore Pirandello in Italia (in particolare

l'ignoranza del narratore: narratore che non conosce della vicenda più dei personaggi stessi,

ovvero eterodiegetico debole ); (II) tratta riguardo la scarsa o nulla conoscenza , in Italia, di

quanto sta avvenendo nel resto d'Europa : si leggono solo tra di loro, gli scrittori italiani sono

fermi a metà 1800 come aggiornamenti ; (III) infine, la necessità di rinnovarsi radicando

quelle novità nella grande tradizione nazionale, da Verga a Deledda → propone quindi una via

di mezzo , tra tradizione e innovazione , non imitando passivamente le mode straniere

VIII, 25/

martedì 25 novembre 2025 16:

di mezzo , tra tradizione e innovazione , non imitando passivamente le mode straniere

(posizione abbastanza vicina al giovane Moravia nel suo articolo ).

►Nel 1928 la rivista viene chiusa per mano del governo

Nel 1925 viene soppressa la libertà di stampa e i giornali rientrano sotto la giurisdizione della

polizia politica; il sindacato viene sostituito da quello fascista e, nel 1926, vengono chiuse tutte le

riviste e i giornali tramite le leggi fascistissime → quello del 1926 è il passaggio da regime

autoritario a dittatura.

In un clima politico così , la posizione dei letterati diventa delicata: i dibattiti vanno avanti, ma

in modo molto più cauto ; ↓

Si assiste ad una specie di ritirata degli intellettuali in quella che è stata chiamata la

Repubblica delle lettere (o Torre d'avorio ): in una realtà dove le libertà erano inesistenti, gli

intellettuali italiani si illudono di potersi ritagliare uno spazio di autonomia di pensiero in

questa cittadella ideale di letteratura da dove si poteva ancora promuovere un'opposizione

sotterranea tramite la cosa letteraria : è uno spazio separato e privilegiato in cui la dimensione

letteraria assumeva una forma di resistenza tutta individuale al clima oppressivo del

Ventennio. La capitale di questa Repubblica è Firenze , la capitale culturale italiana fino agli

anni Cinquanta: perciò gli intellettuali cercano di spostarsi tutti a Firenze.

➢ Solaria

È una rivista fiorentina fondata nel 1926 da Alberto Carocci e viene chiusa nel 1936.

►Il programma di Solaria è all'insegna dell' ecumenismo [movimento fondato sulla base di riunire tutti i

fedeli cristiani con quelli delle diverse chiese che hanno in comune la fede nella Trinità] : cerca di tenere insieme

tendenze culturali di tipo diverso offrendone una mediazione ; inoltre, non sono cultori di

bella forma , prediligono dar fiato ad un' arte narrativa che rappresenti drammaticamente

delle vicende umane ; però attenzione , c'è un decoro della lingua.

►Linee culturali in cui Solaria cerca di farsi erede (ereditando spesso anche i collaboratori)

Il Baretti

( Montale , Gadda ,

Debenedetti ,

Vittorini )

(I) necessità di serio impegno morale da parte dello scrittore;

(II) europeismo → tramite Solaria passa il grande Modernismo

europeo in Italia: attenzione per autori come Mann , Kafka , Woolf , Rilke ,

Proust ;

(III) scoperta degli americani ( Hemingway , Faulkner );

(IV) culto per la rivista francese " La Nouvelle Revue Française " e dei

suoi scrittori (come Gide , Radiguet , Cocteau ): tema il mito

dell'infanzia e dell'adolescenza come momenti lirici e incontaminati

della vita , distacco dalla storia e dai suoi tumulti, autonomia della

letteratura come unica vera dimensione morale.

La Ronda

( Bacchelli ,

Baldini , Loria ,

Bonsanti )

(I) Volontà di ritorno a uno stile classico e di raffinata compostezza ;

(II) tendenza alla prosa ;

(III) rifiuto degli sperimentalismi troppo arditi ;

(IV) non si impegna particolarmente a proporre il romanzo, predilige

forme brevi , secondo loro è impossibile scrivere romanzi con un bello

stile.

Solaria tenta dunque una mediazione tra innovazione e tradizione : il contributo di Solaria fu

decisivo per rilanciare l'idea del romanzo moderno

  • Solaria e il romanzo

1929 Solaria dedica un intero numero a Svevo : in questo numero, gli viene riconosciuto il

contributo fondamentale al romanzo europeo (prima gli veniva detto che scriveva

male);

1928 Perché l'Italia abbia una letteratura europea , articolo di Leo Ferrero , nella quale si

auspica un romanzo che sappia immergersi nella tragedia del proprio tempo e