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mercoledì 16 febbraio 2022 14: I WHAT IS AN UPANISHAD (^) Testi antichi di filosofia e religione indiana, scritti dal 700 ac (da Medioevo a Età moderna) (^) Più antichi in prosa poi versi (^) varie lunghezze ( Brhadaranyaka Up 70 pp - Isa Up. 18 versi, Mandukya Up 12 sezioni in prosa) (^) Tema centrale: id At-Br --> raggiungere di liberazione spirituale moksa o (^) Come? Tramite conoscenza realtà oltre l'apparenza, emanciparsi da ignoranza umana avidya (^) conoscenza minore acquisita da famiglia e studi grazie mestro (^) Conoscenza superiore fatta propria, intuitiva che sa cogliere l'immanente COSA SIGNIFICA UPANISHAD Sedere in prossimità di --- processo di apprendimento studente maestro / dottrina segreta / la realtà sottesa Chandogya Up. Virocana e Indra vogliono sapere da Prajapati cosa sia l'Atman: V. non capisce perché pensa sia il corpo fisico ---> Upanisad come riferimento alla realtà esoterica sottesa QUANTE SONO 108 (c'è scritto nella Muktikā Up. MA xk n. sacro x induismo)
(^) Nuove idee di liberazione individuale soppianta ruolo sacrificio, nuove nozioni di reincarnazione (^) Meditazioni osmiche astratte sul Brahman sostituiscono dei e divinità Contesto STORICO India no interesse mantenere memoria eventi storici, dinastie, vengono citati diversi re, ma non sono citati da altre fonti: UP NON SI INTERESSANO DELLA STORIA DI UOMINI POLITICI POTENTI -->SALVEZZA e COMPRANSIONE BR-AT Forse periodo Up. + antiche corrisponde a seconda urbanizzazione e fioritura grandi città --> importanza commerci, nuovi materiali, merci e scambi --> riferimenti ad animali e merci es. vacche, cavalli, latticini, riso Contesto CULTURALE Ariani gerarchici: 4 caste varna : sacerdoti, cavalieri, coltivatori e mercanti, servi Inizialmente no divisione rigida, dopo diviene ereditaria e accompagnata da divieti di unione e rapporti (^) Veda: sacerdoti ruolo primario (^) Upanishad no necessari intermediari per comprendere la realtà su Atman e brahman GENERE nelle Up. Trad hindu predilige maschi (^) meno divinità femminili per quanto impo es. parola, alba (^) Sacerdoti rituali maschi Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad : (^) entrambi accesso alla filosofia e al sapere (nonostante donna nel dialogo ascolta e basta, parla marito) (^) Gargi molte domande sull'origine del brahaman poi silenziata da yanjavalkya MA meglio guardare in generale divinità e personaggi femminili e loro ruoli per comprendere posizione sociale donna India antica CONCETTI sempre neutri ma TENDENTI AL MASCHILE Atman, Brahman, Purusa e audience --> PATRIARCALI 6 ANTICHI VEDA E UPANISAD Veda = conoscenza, sapere --> rituale, teologico, mistico, medico, ecc Trasmesso oralmente e poi scritti hanno standardizzato versioni Veda canti riti inni : il potere della parola, mantra origine divina
(^) ricorre in vari inni del RgVeda o (^) Dio da adorare con il sacrificio dai poteri cosmici o (^) Presenzia il matrimonio o (^) Uomo primordiale da cui deriva il universo (microcosmo controparte macro) (^) Di + in Atharvaveda e nei Brahmana : dio creatore e del sacrificio, crea/diventa/desidera mondo o (^) idea perdita perfezione originaria unità, da restaurare con sacrificio e doni Componente mentale del rituale: bisogna conoscere significato, avere fede, interiorizzare sacrificio --> cogliere connessioni, CORRISPONDENZE cosmo, uomo, rituale, numeri (es. n. 5 mondo intero quintuplo T.U) (^) Es. CH. UP connessioni canto samaveda con macrocosmo (^) Preoccupazioni sul rito minori ma oresenti nelle Up, conitnuità pensiero vedico es. Bṛhadāraṇyaka e il Chāndogya + antico e + lungo Up. 8 UP. NEL PRIMO BUDDHISMO Si presume che prime come Brh e Ch e Aitareya sono pre-b e alcune successive e Maitri Possibile influenza su primo buddhismo es. condividono idee rinascita, karma, liberazione, ruolo conoscenza ---> prese da upanishad o da bakcground comune di pensiero?
Speculazioni sulla realtà sociale del tempo partendo dai testi è complicato e incompleto, interpretazioni che seleziono costruiscono risultato CASTE termine che in origine ha 2 sfumature: (^) Varna = colore o (^) Rgveda Purusa divide corpo in 4 gruppi sociali basati su funzione sociale (sac sacrifici, guerrieri forza e proteizione, mercantiricchezza e prosperità e servo lavoro), riflesso schema universo o (^) Forma di catalogazione che si ripercuote su più gruppi elementi e fenomeni o (^) Leitmotiv Upanisad, maggiori riferimenti a sac e guerrieri che hanno + valore/potere (^) Jati = gruppo di nascita associati a occupazioni BRAMINI Ruolo idealizzato e privilegiato --> per nascita o x conoscenza e pratica (sup): serve iniziazione e studio: conoscenza approfondita x non essere b. solo di nome Non serve lignaggio di origine MA purezza, onestà e disposizione d'animo C.U. ENFASI SU DISPOIZIONE PERSONALE CODIPENDENZA BRAMINI-GUERRIERI nntrambi vertici gerarchia RELIGIOSA e SOCIALE ---> brahmana e up enfasi su sacerdoti perché loro li compongono e trasmettono Sacerdoti dipendono da studi pagati e sostenuti, cavalieri coloro che forniscono ricchezza e protezione e a loro volta dipendono da saperi sacerdoti es. BU mito creazione in cui POTERE SACERDOTALE-fondamento cosmo crea classe superiore dei cavalieri/ POTERE REGALE che però nati e dipendenti da loro --> DIPENDENTI, SI COMPLETANO ELITE VS GLI ALTRI Mercanti e servi non compaiono : esclusi dal sapere --> sudra totalmente escluso e fuori casta paragonabili ad animali impuri (muoiono all'infinito) BU eccezione solo x persone veramente consapevoli x cui distinzioni scompaiono --> al di là di tutti i dolori del cuore, serve conoscenza appropriata es sacerdote da cibo avanzato a emarginato CU Up mantengono gerarchia e classi inferiori utilizzate x riferirsi a impurità o azioni improprie GENERE Prospettiva elite maschile, donne solo menzionate, raramente incluse, subordinate BU immagine mista del genere e donne nelle Up: Prajapati crea donna come base x seme, base sacrificio x creare uomo (posizione dominante nell'atto sessuale, suoi desideri) ---> DONNA OGGETTIVATA (da abbattere se ha il ciclo e nega atto sessuale) STRUMENTO X PERPETUARE STIRPE
e BU 6.3. Satyakāma è il figlio di una donna chiamata Jabālā. Egli si informa con sua madre sul suo lignaggio perché desidera diventare uno studente vedico, ma lei non non sa chi sia suo padre. Più tardi si avvicina a un insegnante, ammettendo la sua ignoranza su suo padre. La sua schietta sincerità su questa mancanza di pedigree (normalmente un requisito per l'iniziazione come studente) convince il maestro, Hāridrumata Gautama, che deve essere veramente un brahmano e lo accetta come suo studente. Satyakāma, tuttavia, viene prima istruito da un toro, un fuoco, un'oca selvatica e un uccello acquatico e solo più tardi da Hāridrumata. In 4.10-15, Satyakāma è un maestro che, giustamente, ha un allievo che viene istruito dai fuochi sacrificali. Śvetaketu Āruneya, BU 6.2, KsU 1.1-2, CU 5.3- Śvetaketu è il figlio arrogante di Uddālaka Āruṇi. In CU, Śvetaketu castiga suo padre per non avergli insegnato pienamente; suo padre va poi alla corte di Pravāhaṇa Jaivali per imparare la dottrina dei cinque fuochi, ma Śvetaketu non no. Nella versione BU, Śvetaketu rifiuta esplicitamente di andare con suo padre, aggravando la sua superbia. Nel KsU, Śvetaketu non appare così arrogante e va con suo padre ad imparare da un re di nome Citra Gāṅgyāyani. Uddālaka Āruṇi, CU 5 e 6, BĀU 3.7 e 6.3.7, KsU 1. Uddālaka è il padre di Śvetaketu ed è considerato un importante maestro in proprio diritto, ma anche un allievo (di Aśvapati Kaikeya in CU 5.11-24, ma anche di i re Pravāhaṇa Jaivali (CU 5.3) e Citra Gāṅgyāyani (KsU 1.1)). Egli è un concorrente di Yājñavalkya in BU 3.7, ma detto suo maestro in BU 6.3.7. Uṣasta Cākrāyaṇa, CU 1.10-11 (come Uṣasti), BĀU 3. In CU, Uṣasta è un povero bramino che assiste al sacrificio di un re. Egli sfida i sacerdoti riuniti sulla loro conoscenza del Canto Alto. È anche un interlocutore nel dibattito con Yājñavalkya (BĀU 3.5). Yājñavalkya, BĀU 3-4, 6.3.7-8, 6.5. Yājñavalkya è il principale portavoce dello Yajurveda bianco e una figura centrale figura centrale sia nel SB che nel BU. In BU 6.5.3, è detto essere il fondatore della della tradizione, uno status che si trova anche nel Mahābhārata e nei Purāṇas. Yājñavalkya ha un rapporto speciale con il re Janaka, apparendo in un dibattito alla sua corte (BU 3) e come suo consigliere religioso privato (BU 4). Nella dispersione della sua eredità, egli dà beni materiali a una moglie, Kātyāyanī, ma un insegnamento religioso sull'immortalità all'altra moglie, Maitreyī (BU 2.4, 4.5). Yama, KU 1-2. Yama è il dio che sovrintende al regno dei morti, ma è anche l'incarnazione dell'esistenza della morte e di tutto ciò che essa comporta. Egli insegna a Naciketas sul percorso sacrificale verso il cielo e, in definitiva, sull'immortalità. PERSONAGGI AUSILIARI ruolI di supporto come studenti, padri, mogli, madri, re, co- ritualisti e concorrenti nel dibattito. Vitali per il contesto di qualsiasi narrazione, perché è la relazione tra i personaggi primari e secondari che riempie il contesto della storia e l'insegnamento stesso. A volte una figura ricopre più ruoli contemporaneamente (come un re come patrono che diventa studente o un interlocutore che è anche
rappresentante di una particolare scuola di pensiero) Gārgī Vācaknavī, BU 3.5, 3. L'unica femmina nel dibattito con Yājñavalkya alla corte del re Janaka. Il suo ruolo nel dibattito (insieme alla moglie di Yājñavalkya che viene a conoscenza dell immortalità) suggerisce un posto per le donne nel discorso religioso, anche se limitato. Jabālā, CU 4. Madre di Satyakāma. Mentre le ragioni esatte non sono chiare (e dibattute all'interno della tradizione e all'interno dell'erudizione), ella ebbe più partner e non sa chi sia il padre di Satyakāma. Janaka di Videha, BU 3- Un famoso re con una relazione speciale con Yājñavalkya. In BU 3, egli organizza un dibattito religioso durante un sacrificio in cui Yājñavalkya prevale come il più dotto (brahmiṣṭha). Nel BU 4, impara da Yājñavalkya, presumibilmente prima solo come patrono, ma alla fine formalmente come suo allievo. Jānaśruti Pautrāyaṇa, CU 4.1- Jānaśruti è probabilmente un re, anche se Raikva si riferisce a lui come a uno śūdra. Raikva tuttavia alla fine accetta le sue offerte e gli insegna la dottrina del "raccoglitore". Jāratkārava Ārtabhāga, BU 3. Uno degli otto interlocutori nel dibattito con Yājñavalkya, particolarmente importante perché Yājñavalkya lo prende da parte in privato per discutere la natura del karma, una dottrina apparentemente nuova in questo periodo. Maitreyī, BU 2.4, 4. Maitreyī è una delle due mogli di Yājñavalkya. Viene chiamata brahmavādinī ("discorritrice del brahman") in contrasto con l'altra moglie di Yājñavalkya, Kātyāyanī, che si dice si occupi solo della "conoscenza femminile" (strīprajñā). In seguito al suo rifiuto di una liquidazione materiale delle sue ricchezze, Maitreyī chiede a Yājñavalkya di dirle la via dell'immortalità. Uśan Vājaśravas, KU 1.1, detto anche Gautama e Uddālaka 1.10- Uśan è il padre di Naciketas. Mentre il suo ruolo è piccolo in KU (ma molto più esteso altrove, se l'identificazione con Uddālaka tiene), il suo ruolo come un padre apparentemente frustrato che agisce in modo eccessivo permette a Naciketas la possibilità di imparare dalla Morte stessa. Vidagdha Śākalya, BĀU 3. Śākalya è il principale e più ardente avversario di Yājñavalkya nel dibattito. Il suo nome lo accomuna al famoso arrangiatore del R̥gveda padapāṭha. Vidagdha significa o "intelligente" o "bruciato"; qualunque sia il significato, entrambi presagire la sua morte alla fine del dibattito. TEMI: DIALOGHI SU QUESTIOINI
BU Yajnavalkya identifica Atman base cognizione: lo spettatore invisibile, l'ascoltatore che non udito, il pensatore non pensato, il sapiente sconosciuto: te stesso, il controllore interiore, immortale. Mandukya Up, ChU si trova facendo esperienza stati oscienza del sé profondi es. sonno profondo, sogni. Io unitario che disgragandosi non ha cognizione di altro, ma solo dell'unità, conosce se stesso BU Up. In VERSI: Kena, Īśā, and Muṇḍaka KENA su Brahman: cap 1-2 meditazione poetica sul potere che risiede OLTRE la mente e le facoltà umane, il percettibile: solo questo è brahman, no aspetti visibili; 3-4 brahman è potere + alto tra dei e respiro ISA su Atman: riferimenti ambigui sul sé. Un Uno neutro che tutto deve pervadere, caratterizzato da paradossi. Ambifuo grande sé MUNDAKA conoscenza del brahman legata a comprensione atman, che ha diversi sensi es. Om arco e Atman freccia brahman bersaglio da colpire. Sé raffinato della meditazione rivolto al brahman. Conoscere il brahman=divenire brahman KATHA e SVETASVARA svolta personalizzante --> forti tendenze teistiche Svetasvara: signore, atman e brahman --> signore Rudra descritto come Siva, signore che sostiene l'esistente, supremo e trascendente che va distinto da sé individuale e mente- materia prakrti. X conoscerlo bisogna andare oltre. Varie interpretazioni privilegiano traduzione con brahman o atman x intendere conoscenza, superamento, ciò che supera. Atman come colui che percepisce, uccello su un albero che becca frutta o capra maschio che gode della femmina, governato dal dio unico Katha Naciketas cerca immortalità e riceve insegnamento da Yama: chi non nasce non muove e non viene ucciso, l'atman nascosto nel cuore di ogni vivente. Sé individuale descritto con paradossi o signore personale o coscienza che si rivela a colui che guarda? Meta fine ultima è Purusa in cui sé e grande sé sono fusi e tranquilli PRASNA Il pastiche del pransca: incorposa antichi insegnamenti circa il brahman sopra tutto. Il sé è immortale, fondamento del prana e si trova nel cuore. Sé + alto fpndamento dell'individuo, il sé cosicnete che sperire e agisce e poggia su un supremo se che è invece imperituro MANDUKYA Breve riflessione su Om e i suoi 4 quarti: veglia, sogno, sonno profondo e il "quarto": l'oltre, il tutto, non manifesto e non duale. Tramite i quattro stadi si entra nel sé e si comprendono atman e brahman. L'Atman è identico al Brahman? Il segreto del tutto B. ci spinge a esplorare vari strati sfumature del sé, in tutte le sue componenti, allinandole e perfezionandosi
Possibilità di rinascere reincarnandosi in base a proprie azioni positive o negative. Eremita che si affeziona troppo a cervo che ha salvato --> rinasce cervo Importanza sia AZIONE che INTENZIONE Nelle Up integrate nozioni che apparivano in Veda e Brahmana --> azione rituale Rinascita nelle Up: 5 fuochi e collegata a cicli lunari, diversi sentieri dei morti: Conoscenza oltre la morte, azione=rinascita Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad 6.2, e Chāndogya Upaniṣad discutono rinascita stesso modo: risultato CICLO BIOLOGICO e RITUALE --> conoscenza libera da ciclo Un bramino non è in grado di rispondere su ciò che accade dopo la morte, e cerca risposta dal kṣatriya che le ha poste: ciclo è descritto come una serie di 5 fuochi in cui vengono versate le offerte, ciò che nasce diviene nuova offerta x fuoco seguente: soma, pioggia, cibo, uomo, donna, prole l'uomo stesso è fuoco e offerta Piccole differenza, up si completano a vicenda nel colmare alcuni punti irrisolti es. Ch.Up dice che da tipo di azione dipende tipo di rinascita; Jaiminīya Brāhmaṇa include un passaggio su 6 fuochi dove l'ultimo prodotto da seme è l'uomo ( senza risposta era: "Sai a quale offerta, quando viene offerta, l'acqua ottiene voce umana, si alza e parla? BU 6.2.2; cfr. CU 5.3.3) SOMA indentificata con Luna: respiri uomini in vita gonfiano luna, dopo vita vanno sulla luna dove rinascenaranno con luna crescente. Si gonfia e si scarica di anime/respiro. Chi non risponde torna sulla terra e rinasce. Conoscenza risposta segreta non si reincarna ---> conoscenza libera dal ciclo (KsU) --> secondo l'insegnamento sui cinque fuochi, i morti raggiungono la meta più alta attraverso la conoscenza, e non ritornano; attraverso l'azione raggiungono il mondo degli antenati, vanno sulla luna e vi restano "finché c'è un resto" poi discendono di nuovo come pioggia e continuano il ciclo di vita, morte e rinascita CU Yājñavalkya : combinazione di conoscenza e libertà dal desiderio come chiavi per il mondo del brahman Re offre premio a bramino + dotto: rispondere in modo creative si testi rituali usandoli x costruire teorie sulla natura del cosmo. Y mette a tacere tutti con le sue risposte. Ciò che rimane dopo la morte di una persona è l'azione rituale. Il purusa cosciente può raggiungere batitudine nello stato di sonno senza sogni in cui è cosciente di sé e non altro. Lì tutto cade: emozioni, etichette, io mondano: coscienza senza oggetto da cui si raggiunge la beatitudine. Così dopo la morte, abbattuto il corpo si reincarna in essere divino e superiore. (BU) Mondo dopo la morte dev'essere migliore, liberazione dai mali MA prossima vita dipende da azioni, intenzioni e desideri buoni o cattivi (anche attaccamento prolunga ciclo rinascita, bisogna desiderare solo conoscenza del sé, desiderare è da ignoranti) RINASCITA IN ALTRE UP:
(^) KU Indra invita suo opsite a scegliere regalo: Pratardana fa scegliere a lui dono + utile x uomo, I. gli dona meditazione: pensa a me come vita e immortalità (idea di un essere cosciente universale trascendente che è la fonte di tutti i fenomeni. Conoscerlo è essere liberi) LIBERTA DAL MONDO E LIBERTA NEI MONDI Passaggio controverso: Se uno ha potuto conoscere qui, prima della disgregazione del corpo, allora, nelle creazioni, nei mondi, egli è adatto all'incarnazione. (KU 6.4) --> eperchè incarnazione in diversi mondi e non totale libertà? Gurdardanddo ad altre upanishad si può pensare che si tratti dei varai stadi di meditazione es. CU identificazione dalla parola alla mente, all'intenzione, al pensiero, meditazione, comprensione, forza, cibo, acqua, calore, spazio, memoria e speranza con brahman (^) TU conoscenza porta a libertà nei mondo, non dai mondi. --> sensazioni piacevoli, abbondanza di cibo (no digiuno e ascesi) anche se cibo dev'essere meditato, non puramente abbondanza materialista (^) SB forme di ricompensa della coscienza es. quando identificato sé e cosmo "diventa qualsiasi divinità egli scelga" (^) Jaiminiya B. = (^) CU nell'insegnamento di Prajāpati a Indra sonno senza sogni no stato + alto MA 4 STATO superiore pieno di sensazioni e azioni ma non limitate da corpo tutti i piaceri del mondo di Brahman --> liberazione che n on è la libertà da incarnazione o dai mondi, ma la libertà dai vincoli che i nostri s corpi e questo mondo ci impongono. CONOSCENZA OLTRE LE PAROLE --> inesprimibile , meditare sulle parole stanca la voce (BU Yjnavalkya) Om è al di là del linguaggio 14 EPISTEME UPANISADICO Da + antiche a recenti tema U: CONNESSIONE NASCOSTA TRA LE COSE sapere = comprensione profonda (Upanishad svelano insegnamenti che portano comprensione e visione del tutto) --> totalità che induce ordine "episteme Upaniṣadica" = l'insieme totale delle relazioni che uniscono, in un dato periodo, le pratiche discorsive che danno origine a figure epistemologiche, scienze ed eventualmente sistemi formalizzati" Focault pre-conoscenza della griglia che non si può leggere dall'interno : archeologia foucaultiana è il metodo attraverso il quale la preconoscenza (savoir) di un'epoche passate o aliene viene trasformata in un oggetto di conoscenza esplicita (connaissance) per noi ora --> fare lo stesso con le upanisad e scoprire inconscio positivo pensiero indiano antico Distinzione tra CONOSCENZA e SAPERE anche nelle up: connessioni nascoste nelle up di 2 tipi
1 spazio rituale come modello: riordinare tramite rito perché rito/oggetto sacrificale è il micro che corrisponde al macro cosmo --> riordino azione sul micro x il macro (BU cavallo sacrificio) 2 corpo come mappa cosmologica (BU) griglia di corrispondenza tra parti e funzioni corporee con celesti (KU corpo sensi sé e auriga; SVU apparizioni nel cielo che precedono manifestazione brahman enlla pratica yogica) BRAHMAN è questa griglia primiaria, nonché principio cosmico unificante (KenaU ciò che sta dietro ogni senso capacità essenza uomo) X Yājñavalkya F. non conosce ne sa che perché il savoir si ha solo in stato di sonno senza sogni (BU) o nel quarto stato coscienza ulteririore (ManU) ---> andando ancora oltre al di là di ogni struttura mentale se brahman e atman sono corrispondenti, conoscere e controllare il sé = conoscere identificarsi con brahman (KU austerità, autocontrollo, riti, veda) La verità è l'uno, l'armonia unica e totale senza separazioni 15 MANTRA E LINGUAGGIO SACRO Efficacia mistica linguaggio e discorso rituale --> suono può comprendere cosmo OM Tutte le parole sono elementi del cosmo (Taittiriya U) ETIMOLOGIA svela molto e non segue regole linguistica moderna e origini storiche, ma significati "cosmici" x spiegare verità esoteriche universo MANTRA X SUPERARE LIMITI LINGUAGGIO, ESPRIMERE L'INESPRIMIBILE (^) termine usato nella letteratura indianaX significare diverse cose: o (^) Verso vedico in contesto rituale, o (^) Esclamazione con potere mistio che trascende significato semantico es. terra, atmosfera, cielo, benedizione o (^) Enunciato religiosamente sigificativo senza significati letterali apparenti es. om Nel tempo parole non semantiche scompaiono da testi sacri sostituite da mantra standard (Om) (^) Brahmana e upanishad primo incontro con mantra senza chiaro significiato (^) Forse sviluppo perculiare dell'Asia meridionale OM LA SILLABA IMMORTALE (^) MANTRA + PRESENTE NELLE uP --> la sillaba/l'imperituro (^) Assente nel Rgveda ma indicato come riverbero (pranava es Taittiriya Samhita --> suono che il sacerdote fa a a fine verso) (^) Nel Samaveda fa parte di soteriologia del canto
(^) somiglianze di forma: ognuno consiste di sei capitoli di circa una dozzina o venti Strofe (^) Īśā Upaniṣad, la più breve e probabilmente più antica delle Upaniṣad in versi (^) Kena 2 in versi e 2 in prosa (^) Praśna Upaniṣad 6 capitoli, ampi passaggi in versi, perlo + in prosa UPA del PERIODO INTERMEDIO (^) Alcune strofe hanno paralleli negli inni del Rgveda E aTHARVAVEDA (^) C'è anche affinità con Bhagavadgita che ha strofe in comune e idee su dio, mondo, personalità e yoga (^) Non x forza composte + tardi di quelle in prosa, alcune tipo Isa vengono da Yajurveda bianco e appartiene antica poesia vedica (^) Altre come Kena e Brhadaranyaka è parte di un brahmana Jaiminiya Upasad brahaman del samaveda (^) Utile divisione in due gruppi in prosa e del periodo mediox idee e forma letteraria o (^) Periodo merdio: idea liberazione dipendende da DEVOZIONE o VOLONTA essere personale, non sconoscenza proprio se o atman/brahman impersonale (come in quelle in prosa)--> TEISMO o (^) rivolgersi a persone che accetteranno le loro punti di vista senza bisogno di essere convinti, e anche senza spiegazione delle loro oscurità, impressione si rivolganoad ascoltatori già pronti ad accettare e conoscitori terminologia (Svetasvara Upa, PU) o (^) Meno esplicitamente connesse con le tradizioni rituali a cui sono affiliati, meno interesse x rituale e non lo prescrivono se non raramente (Īśā, Kaṭha e Śvetāśvatara Upaniṣads appartengono allo Yajurveda, la Kena al Sāmaveda, e il Praśna e il Muṇḍaka all'Atharvaveda) DIO Differenza caratteristica upa periodo medio da prime in prosa è tendenza parlare di un essere trascendente che è un ESSERE PERSONALE non solo la fonte di tutta la coscienza, è un OGGETTO DI CULTO E FONTE DI GRAZIA che aiuta nella liberazione (^) LIBERAZIONE: si tramite conoscenza proprio atman, ma anche tramite questo essere altro da sé (^) TEISMO presente in parti di Īśā, Kaṭha, e Muṇḍaka Up, ma soprattutto nella Śvetāśvatara; o (^) Kena Upa "l'essere da conoscere è fondamentalmente diverso dal Brahman come viene solitamente inteso" un deva o (^) Teismo assente solo nella prasna o (^) Chiamato atman, Lui, deva dio, purusa uomo, brahman , essere, Esso (^) nelle Upaniṣad del periodo medio come īś, īśa, īśāna , o īśvara , un gruppo di parole correlate solitamente tradotte "Signore"
(^) Rudra nella SvU, Siva il propizio, Mahadeva il grande Dio (^) Visnu x molti indù (^) Maitrī Up nomina Rudra, Brahmā e Viṣṇu - una triade ben nota nei testi post-vedici associandoli rispettivamente ai tre guṇas tamas, rajas e sattva (^) negli inni del Ṛgveda, īśāna è spesso applicato agli dei, significa "governare, avere potere" (^) Idea sovrano personale realtà ultima, non del tutto impersonale brahman o intimo atman anche in nelle prime upa in prosa : o (^) Atharvaveda "il signore degli dei" o (^) BU, KU, KsU signore diò che è stato e sarà, protettore/sovrano di tutti gli essri --> prima occorrenza īś "Signore" nelle Upaniṣads,x ipotesi cronologiaì, è come prima parola nella Īśā Upaniṣad: rompicapo difficile da comprendere (^) Signore di qualcosa senza speicificazioni (is caratteristico periodo medio) (^) "mondo intero dev'essere pervaso/indossato da dio" (cap 28) Due: uno legato, uno libero Il Signore (īś) appare di nuovo in MU e strofe si ripetono nella Śvetāśvatara Upaniṣad: due esseri che stanno in diverse relazioni con un terzo Śvetāśvatara Upaniṣad: Una femmina non ancora nata, rossa, bianca e nera, che produce molti figli di simile aspetto: perché un maschio non ancora nato giace con lei, godendo; un altro la lascia quando ha avuto il suo piacere. Due uccelli, compagni e amici, si aggrappano allo stesso albero. Di essi, uno mangia il fico dolce; l'altro guarda senza mangiare. Sullo stesso albero un uomo si affligge, sprofondato, illuso da colei che non è signore. Quando vede l'Altro soddisfatto, il Signore, e la sua grandezza, il suo dolore è sparito. (SU 4.6-7 = MU 3.1.1-2) (^) Esseri non nati descrivono Atman o forse l'Om --> non nato/a = capra femmina e maschio (^) rosso, bianco e nero, sono in un mito della creazione i colori del calore, dell'acqua e del cibo, che sono l'origine di tutti i fenomeni (CU); nel sistema Sāṃkhya sono i