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La letteratura italiana contemporanea, Appunti di Letteratura Italiana

L’insegnamento assume come data simbolo di questo crocevia di tensioni il 1963, ricostruendo innanzitutto il dibattito animato dalle riviste, per poi prendere in esame i testi di quattro autori che escono in quell’anno, ciascuno a suo modo emblematico della riconfigurazione della forma romanzo: Fenoglio, Calvino, Ginzburg e Gadda con le loro rispettive opere, tutto spiegato in forma completa ed esaustiva. Verranno anche trattate le polemiche e le idee intorno al neorealismo e neoavanguardie.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 28/12/2022

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A cura di Miranda Ieva
LETTERATURA ITALIANA
CONTEMPORANEA E
14 novembre 2022
Lezione 1
(Esame scritto con orale facoltativo se si vuole incrementare il
voto: 9 gennaio alle 9 di mattina
Esame 2 ore con 3 domande da 0 a 10 punti, una domanda su
parte manualistica, le altre due sono su argomenti trattati al
corso. 5-6 dicembre no lezione.)
IL 1963:
1963: arriva al punto di esaurimento terminale una stagione
letteraria, cominciata a ridosso della seconda guerra mondiale
(stagione neo realista), in cui si affermarono molti scrittori
italiani; una nuova generazione prova una propria visibilità
pubblica (gruppo del 63 delle neo-avanguardie), il vecchio si
incontra con il nuovo.
In qualche modo in quell'anno la traiettoria creata qualche
anno prima incontra uno snodo, un mutamento.
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A cura di Miranda Ieva

LETTERATURA ITALIANA

CONTEMPORANEA E

14 novembre 2022 Lezione 1 (Esame scritto con orale facoltativo se si vuole incrementare il voto: 9 gennaio alle 9 di mattina Esame 2 ore con 3 domande da 0 a 10 punti, una domanda su parte manualistica, le altre due sono su argomenti trattati al corso. 5-6 dicembre no lezione.)

IL 1963:

1963: arriva al punto di esaurimento terminale una stagione letteraria, cominciata a ridosso della seconda guerra mondiale (stagione neo realista), in cui si affermarono molti scrittori italiani; una nuova generazione prova una propria visibilità pubblica (gruppo del 63 delle neo-avanguardie), il vecchio si incontra con il nuovo. In qualche modo in quell'anno la traiettoria creata qualche anno prima incontra uno snodo, un mutamento.

-Traiettoria di Calvino: cambia tutto, diventa un altro scrittore, lui è un campione da esperimento, cresciuto nel decennio del 50 tra neorealismo e realismo, -Traiettoria di Fenoglio: 1963 muore giovanissimo, lascia incompiute molte opere ma nel 1963 esce Una Questione Privata che rinnova la narrativa della resistenza e che dopo un decennio riesce a rilanciare -Traiettoria Ginzburg: 1963 pubblica Lessico Famigliare, lei iniziò a scrivere racconti dal '30; segna un approdo diverso ovvero la nascita della prima persona autobiografica: innovazioni nella struttura dell'intreccio ecc -Traiettoria Gadda: non appartiene alle altre generazioni citate, è uno scrittore della generazione precedente, coetaneo di Montale, ingegnere che arriva tardi alla fama letteraria, comincia a pubblicare negli anni '30 del '900 sulle riviste fiorentine. Tra la metà degli anni 50 e inizio degli anni 60 Gadda (che non finiva mai un libro) riesce a pubblicare in volume i suoi due capolavori usciti precedentemente in rivista; La Cognizione del Dolore e Quer Pasticiaccio brutto de via Merulana pubblicati in parte sulle riviste e che gli vennero rubati dalle case editrice; lui conosce una seconda stagione in un contesto storico e culturale che lo fa rinascere, che condiziona e ispira la produzione letteraria di quel secondo periodo. Quattro vicende molto diverse tra loro con punto d'incontro 1963

IL CINEMA DEI TELEFONI BIANCHI:

La casa del peccato: Il signor max

  • intrighi d'amore, passione A partire dal 1943 questa etichetta riempita di significato comincia a circolare e si estende anche all'ambito letterario, in coincidenza all'armistizio del 8 dicembre e scoppio della guerra civile italiana PERIODIZZAZIONE DEL NEOREALISMO: DUE PROPOSTE Prima tendenza: Maria Corti, discute di questo problema in un saggio "Tre Campi Di Tensione"1978 (NEOREALISMO, NEOAVANGUARDIA, NEOSPERIMENTALISMO)., lei non lo vede come un blocco ma come un campo di tensione dove si scontrano direttrici diverse. date fondamentali x lei: 1943: inizio della resistenza e armistizio, fondamentale per il configurarsi di una scrittura neorealistica, a partire dall'enorme quantità di memorie e cronache partigiane, circolazione affidata alle stampe clandestine 1950: fine della parabola neorealista x lei, data storica in quanto è il momento terminale che lei chiama involuzione della

politica italiana cominciata due anni prima, sconfitta dai partiti di sinistra. Nel 1948 c'è speranza del rinnovamento politico e culturale, inizia l'involuzione, si entra in un periodo di stagnazione. 1951: inchiesta sul neorealismo di Carlo Bo, tutti negano quella scia letteraria. Lei individua due fasi: -dal 1943 al 1945: rottura irrreversibile con il passato politico e culturale. Consapevolezza di dare inizio a qualcosa di nuovo, dal punto di vista tematico e formale. In questi anni si costituisce una sorta di grande tradizione orale: a causa della guerra c'era un clima di sfrenata voglia di raccontare a parole; a partire da quel grande insieme di storie e la costituzione di Koiné tematica e stilistica che influenzerà gli scrittori: Corti individua una complicità tra scrittori e destinatari che porta con sè la necessita di rinnovare in senso democratico le istituzioni letterarie destinate alla maggior parte delle persone: nel 1964 Calvino scrive di una voce anonima dell'epoca piu forte delle riflessioni individuali. -dal 1945 al 1948 escono i libri piu rappresentativi della stagione neorealista firmati da scrittori - scrittrici di professione: 1945 uomini e no, cronache di poveri amanti, il sentiero dei nidi di rafno, il comoago, il cielo e rosso. Dopo il 1948 per Maria Corti il fenomeno del neorealismo è concluso. Lei pone fuori Fenoglio perchè rappresenta un caso a sè.

Negli scrittori della generazione di Pavese (nati primi anni 10 del 900), questo aspetto del neorealismo oggettivo-soggettivo, del bisogno di portare la rappresentazione della realtà sul mito del simbolico è un nodo problematico grande: formazione di questi scrittori nel fascismo, loro volevano spostare la letteratura su un piano universale, attrito mancato con la storia che negli anni 30 non poteva realizzarsi. IDEA DI NEOREALISMO DI PAVESE: rifiuto di una poetica naturalistica, secondo lui la linfa del mito può aiutare la letteratura ad andare oltre la dimensione documentaristica. doppia tensione: desiderio di rappresentazione, la situazione storico sociale della realtà e verso la trasfigurazione dei dati della realtà per restiruire non solo la radice ma l'essenza profonda Vittorini rifiuta la declinazione naturalistica, la realtà è il punto di partenza di ogni artista, ma l'opera d'arte oltrepassa la dimensione della realtà. Anche lui riflette sulle sue tensioni. Secondo Luperini dal 40 al 48 la tensione l'impegno sociale e politico degli scrittori è minore, rispetto al realismo degli anni 30 c'è un calo e un incremento del mitico-simbolico 1949-1955: cambia il quadro letterario, comincia a farsi sentire il partito comunista italiano che non governa ma aveva molto rilievo , recupero di modelli narrativi ottocenteschi Manzoni Verga (ma come scrittore tradizionale non come innovatore com'è stato): tematiche come eroe positivo a tutto tondo,

narratore onniscente, struttura narrativa lineare tradizionale e un orientamento ideologico esplicito di tipo progressista affidato alla voce del narratore nascente: l'agnese va a morire, le terre del sacramento, metello: nel momento in cui un romanzo sembra fare proprie tutte le caratt illustrate, Metello scatena un dibattito da segnare un momento di chiusura definitiva e impossibilità del ritornare a fare narrativa ottocentesca. Luperini attribuisce grande importanza al realismo degli anni 30 che secondo lui si fonda su due elementi: -forte interesse degli scrittori della realtà; contrapposizione netta tra fascisti e contadini; visione di una promssa di futuro diversa da quella immaginata -componente sperimentale che rifiuta ciò che diventerà definitiva negli anni 40-50 cioè narratore onniscente ecc Maria Corti: valorizza la struttura storica politica e culturale la guerra civile italiana: -nuovo rapporto scrittore pubblico diversamente dalla dimensione elitaria dell'istituto letterario tra le due guerre, c'è il bisogno di democratizzare -intreccio inedito molto forte tra scritture letterarie scritture extraletterarie (di chi raccontava raramente esperienze) dove quest'ultime influenza le scritture letterarie sia a livello linguistico con dialetti e dialettismi, sia a livello sintattico con una lingua piu vicina all'oralità sia a livello struttuale di costruzione di racconto e di generi letterari, diversamente da Luparini e la continuità lei rappresenta la discontinuità.

(vicende legate lla resistenza o guerra civile italiana, sia in città che in montagna ecco perchè unitaria), ciascuno di questi racconti ha un taglio e prospettiva diversa (ecco perchè è plurifocale): Il sentiero dei nidi di ragno modello di queste innovazioni da cui si ispirerà Fenoglio con i ventitrè giorni della città di Alba. Ciascuno dei 6 racconti ha un taglio un protagonista una vicenda diversa. -diari e appunti cronachistici che sfoceranno all'indomani della liberazione, mettere nero su biaco le proprie esperienze vissute (Banditi, Chiodi professore di Fenoglio; Bocca che diverrà un giornalista importante, Partigiani della montagna). Tra tutti questi generi sono frequenti ibridazioni, la stagione neo-realista è vivace sul piano della sperimentazione dei generi. Generi ibridati il confine tra racconto diario si confonde, a favorire l'ibridazione c'è una sostanziale unità tematica, costanti tematiche: -confitto tra partigiani.fascisti, racconto resistenziale come scontro tra due schieramenti politi forze militari e tra du visioni del mondo, questa dicotomia si sviluppa in: -uomini integri e semiuomini o belve temi legati non più alla guerra ma interesse verso classi subalterne -contrasto tra popolani e borghesia cittadina -contrasto tra quartiere povero cittadino e quello ricco -campagna-città

INDIVIDUAZIONE DEL 48-49 come periodo di declino della stagione neo-realista; mutamentto significativo nello scenario politico: -il neorealismo in italia è sorto come una profonda frattura storica, in un abbraccio con delle istanze di tipo politico, ideologico. Queste istanze provocano un massiccio confluire di scrittori e scrittrici verso un partito di sinistra, partito comunista, da questo connubio nascono molte iniziative culturali (Il Politecnico, Einaudi) Nella primavera del 43 le sinisrre vengono estromese dal governo, la demo crist ottiene una maggioranza costistente, la politica culturale del pci cambia In letteratira la linea culturale del pci è quella linea che da manzoni va a verga, con qualche attenzione per il realismo socialista sovietico, ciò significava tagliari fuori da tutte le esperienze avanguardiste vecchie e nuove. Questi orientamenti hanno un ruolo importante del declino della stagione del neo-realismo, regressione verso modelli di realismo classici e superati nella società che stava cambiando. Molti intellettuali si allontaneranno dal PCI e dalla partecipazione attiva e sociale del partito. IL POLITECNICO, ELIO VITTORINI:

distribuzione del giornale, perchè il Politecnico prende posizioni politiche che il pci non condivide ma anche sul fronte culturale perche al pci non piace che il politecnico si interessi al modernismo e alle innovazioni, il pci guardava alal conquista di un ceto medio che si presupponeva avesse gusti tradizionali. Toglie l'appoggio economico ma cominciano anche le polemiche LA RINASCITA: rivista del PCI Alicata accusa il politecnico di astrattezza e incapacità di educare le masse, Vittorini risponde che c'è un piano su politca e cultura, che produce cambiamenti qualitativi che devono esistere e essere libere dall'influenza, sottointendendo che la cultura fosse superiore alla storia. Togliatti fa delle obiezioni: tra poli e cultu esistono legami strettissimi e che non è possibile negare alla politica il diritto di intervenire sulla cultura nel '47 vittorini pubblica l'ultima replica; rifiuta di suonare il piffero per la rivoluzione, lui dice che la nuova arte che sponsorizza è arcadia, realtà fittizia e inventata e rivendica il valore artistico e conoscitvio di quella che vemiva chiamata letteratura della crisi. crisi pogressiva del Politecnico, senza finanziamenti andrà avanti ancora per un ultimo anno e poi divorzierà col pci. 50-51 Con einaudi da vita ad una collana editoriale "I Gettoni"

Fine anni 40 inizio anni 50 critica marxista manifesta un atteggiamento polemico verso il neorealismo il neorealismo ha dei difetti: -mancanza di rigore in senso politico -eccesso di spontaneità degli scrittori, mancanza di rigore e logica -resisenza alle direttive culturali del pci -simpatie troppo accentuate nei confronti del decadentismo e avanguardie europee e americane superamento del neorealismo verso il realismo -passaggio da un impianto narratvio prevalent descritt ad uno di tipo romanzesco -dal racconto breve al romanzo d'ampio respiro -da dialetto ad una lingua media personaggio principale esemplare popolare positivo e virtuoso la cui evoluzione si svolge intrecciata al dinamismo e evoluzione del momento storico, evoluzione esemplare REALISMO SECONDO LUKACS '50-53 escono i saggi sul realismo e il marxismo e critica letteraria -abbandono della descrizione a favore della narrazione -lo scrittore modernista deve tornare ad essere balzac, no zola, perchè deve narrare, è implicato nelle vicende storiche -rappresentazione del tipico, per quanto riguarda i personaggi e le situazioni narrate, il personaggio tipico deve sintetizzare in se la particolarita della propria esperienza e l'universalità del mondo in cui vive, per ottenere questo l'autore deve fornire una caratterizzazione completa, relazioni pubbliche e private, evoluzione, origini, formazione, attraverso il racconto delle

Metello ha grandissimo successo e sollecita un enorme dibattito sulle riviste, dibattito critico e anche politico: aveva tutte le caratteristiche per poter dichiarare realizzato il passaggio da neorealismo a realismo. Tuttavia, in verità Metello divide in due gli scrittori, gli intellettuali e i critici che gravitavano nell’ala progressista.

  • Carlo Salinari ne Il Contemporaneo 1955 recensisce il Metello molto positivamente. Vede in questo romanzo la fase di sviluppo da neorealismo in realismo. In Metello è tutto risolto nella narrazione; le aspirazioni sociali e l’antifascismo sono seguiti nel loro sorgere e svilupparsi.
  • Carlo Muscetta in Società , insieme a Fortini e Cases, stronca Metello : lo trova deludente, ingenuamente populista, portatore di un’idea fiabesca e ingenua, non realistica del socialismo delle origini, affidata a un personaggio del tutto privo dello spessore intellettuale e ideologico per compiere quella maturazione Ci si scontra sulla possibilità o impossibilità di imporre un’idea di realismo così rigidamente codificata come stava cercando di fare il PCI, un’idea di realismo basata su schemi superati e inadeguati a rispondere alle esigenze di una società che cambiava. Pratolini entrerà in crisi dopo questo dibattito con un lungo periodo di silenzio; nessuno seguirà la sua strada. Non si può canonizzare una corrente senza un bagaglio di testi.

lezione 3 16 novembre 2022 le neoavanguardie: ANNI 50: in questo periodo entrano in crisi le principali tendenze letterarie del decennio post-bellico: -il neorealismo -l'ermetismo: esso promuove un tipo di poesia assoluta, stilisticamente e linguisticamente molto alta, ultimo approdo della poesia simbolita europea, che comincia con Baudelarie, Rimbaud, Pascoli e UNgaretti basata su parametri e criteri pposti aquelli del neorealismo: basso tasso di comunicatività, concezione della poesia elitaria, scelte e opzioi linguistiche che tendono verso l'alto, basata sulla ricerca dell'io e della trascendenza, dominante negli anni '30 aveva mantenuto il suo privilegio nel dopoguerra a età degli anni 50 entra in crisi e diventa uno stereotipo perdendo la capacità di rinnovarsi. I primi anni '60 sono gli anni del miracolo economico trasforma un paese agricolo in un paese industrializzato: esplode la teza fase del capotalismo maturo: dimensione globale del mercato, esplosione dei consumi di massa che non riguardano soltanto gli ogetti ma anche i consumi culturali (tv, riviste), ciò cambia lo stile di vita degli italiani e cambia anche la fisionomia degli intellettuai: vengono indicati nel mercato come dei tecnici d'apparato; democratizzazione del campo intellettuale anche a persone che non avrebbero potuto accedervi prima, c'è una sorta di alienzione, l'intellettuale entra nella macchina

La proposta è formulata da Pasolini in un articolo del 1957, che si intitola La libertà stilistica, un articolo complesso, involuto, in cui sostiene che la sperimentazione neorealista e la sperimentazione post-ermetica che si erano proposte come sovversive e innovative, in realtà non avevano innovato niente: anzi, avevano lasciato intatti gli istituti stilistici precedenti. La libertà stilistica nel ventennio fascista era stata l’unica libertà concessa agli scrittori, una libertà formale, individuale, interiore, in un contesto storico-politico caratterizzato dalla privazione di tutte le altre libertà. Gli scrittori avevano usato questa libertà stilistica per portare tutta la lingua letteraria al livello della poesia: era quindi avvenuto un innalzamento lessicale, sintattico, stilistico, formale. Secondo Pasolini, è il momento di compiere il percorso inverso, di portare tutta la lingua al livello della prosa - esattamente quello che stava cercando di fare nei suoi lavori (infatti proprio in quell’anno, 1957, esce la raccolta Le ceneri di Gramsci )- partendo dalla consapevolezza che lo stile è un privilegio di classe. Pasolini invita a portare dentro la ricerca formale un’inquietudine storico-etica-civile, una sensibilità indipendente da qualsiasi chiesa politica. Tutto quello che non restituisce una tensione formale e una tensione storico-morale secondo Pasolini è epigonismo, cioè un modo di ripetere le sperimentazioni dei secoli precedenti che ormai non hanno più niente di sperimentale, ma sarebbe solo manierismo, imitazione. Questa proposta è in realtà un autoritratto, difficile da tradurre in un manifesto programmatico.

Da qui nasce la prima frattura all’interno di Officina: esce, nello stesso numero su cui Pasolini pubblica La libertà stilistica , una piccola Antologia neosperimentale dove Officina presenta testi di un gruppo di scrittori più giovani (Sanguineti, Arbasino, Pagliarani). Nel presentare questa analogia Pasolini distingue tra il proprio neosperimentalismo (caratterizzato da impegno formale mai separato da un atteggiamento di attenzione e dialettica nei confronti della storia) e presenta questi testi come invece epigoni, imitatori degli sperimentalismi dei generi precedenti, sminuendone di fatto la portata. Sul numero successivo, uno di questi giovani, Edoardo Sanguineti, risponde a Pasolini con un articolo, Una polemica in prosa, scritto in terzine di endecasillabi perfettamente regolari. Discute con Pasolini (che nelle Ceneri Pasolini recupera la terzina in endecasillabi forzandola dal punto di vista metrico: non c’è un solo endecasillabo regolare; quella di Sanguineti è quindi una presa in giro) contestandolo e rivendicando la novità della sua innovazione, della sua poesia. Notiamo la prima spaccatura generazionale e di posizionamento in campo letterario tra il neosperimentalismo di Officine e questo gruppo di giovani che si sta costituendo in una nuova avanguardia. Il Menabò