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Letteratura Italiana Contemporanea, narrativa e poesia dal Novecento ad oggi, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Vari scrittori con le loro opere, Pirandello, Svevo, Pasolini, Borgese, Montale, Ungaretti e tanti altri: analisi delle poesie, analisi dei romanzi

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 30/12/2022

mirandaieva
mirandaieva 🇮🇹

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MIRANDA IEVA
Capitolo 1:
Il modernismo storico può essere fissato tra 1904 e 1929, tra il fu mattia
pascal di Pirandello e gli indifferenti di Moravia.
PIRANDELLO:
Dopo il fu mattia pascal prosegue poi con i Quaderni di Serafino Gubbio
operatore del 1915-1925 e Uno, nessuno e centomila.
Il Fu Mattia Pascal è un romanzo che svolge un tema che sarà cruciale x il
modernismo, ovvero l'identità, si distingue per 3 costanti di fondo del
modernismo.
- mutamento antropologico: la figura dell’ex bibliotecario che porta fiori alla sua
tomba è il simbolo del tramonto d'una tradizione letteraria: il solido
personaggio ottocentesco a cui se ne sostituisce uno disgregato.
-mutazione dei paradigmi di conoscenza della fisica e della psiche, del cosmo
e dell'individuo. Da qui il copernicanesimo dell'autore, la presa di coscienza di
una realtà diversa e di un altro universo. Ne consegue una perdita di valore
del romanzo della tradizione.
-rapporto con la letteratura del passato, il narratore modernista si colloca al di
là della tradizione letteraria.
L'ultimo romanzo pubblicato in vita da Pirandello termina oltre percorso
modernista dello scrittore rovesciando la situazione di partenza con il fu mattia
pascal. Da elementi racchiusi in una cornice narrativa di un'opera tradizionale
alla trama del romanzo che si colloca all'insegna del modernismo.
La narrazione è di tipo umoristico, il sottotitolo poi soppresso è infatti
Considerazioni di Vitangelo Moscarda, generali sulla vita degli uomini e
particolari sulla propria, che sembra riprendere in qualche modo Vita e
opinioni di Tristram Shandy gentil uomo del 1756 di Laurence Sterne. c
Esistono però solide differenze tra le due opere: quella sterniana ha continue
digressioni che scompognono l'opera, facendo smarrire il filo del discorso,
disgregando l'architettura narrativa di quei tempi componendo un vero e
proprio antiromanzo, verso un romanzo diverso e moderno a quei tempi.
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Capitolo 1: Il modernismo storico può essere fissato tra 1904 e 1929, tra il fu mattia pascal di Pirandello e gli indifferenti di Moravia. PIRANDELLO: Dopo il fu mattia pascal prosegue poi con i Quaderni di Serafino Gubbio operatore del 1915-1925 e Uno, nessuno e centomila. Il Fu Mattia Pascal è un romanzo che svolge un tema che sarà cruciale x il modernismo, ovvero l'identità, si distingue per 3 costanti di fondo del modernismo.

  • mutamento antropologico: la figura dell’ex bibliotecario che porta fiori alla sua tomba è il simbolo del tramonto d'una tradizione letteraria: il solido personaggio ottocentesco a cui se ne sostituisce uno disgregato.
  • mutazione dei paradigmi di conoscenza della fisica e della psiche, del cosmo e dell'individuo. Da qui il copernicanesimo dell'autore, la presa di coscienza di una realtà diversa e di un altro universo. Ne consegue una perdita di valore del romanzo della tradizione.
  • rapporto con la letteratura del passato, il narratore modernista si colloca al di là della tradizione letteraria. L'ultimo romanzo pubblicato in vita da Pirandello termina oltre percorso modernista dello scrittore rovesciando la situazione di partenza con il fu mattia pascal. Da elementi racchiusi in una cornice narrativa di un'opera tradizionale alla trama del romanzo che si colloca all'insegna del modernismo. La narrazione è di tipo umoristico, il sottotitolo poi soppresso è infatti Considerazioni di Vitangelo Moscarda, generali sulla vita degli uomini e particolari sulla propria, che sembra riprendere in qualche modo Vita e opinioni di Tristram Shandy gentil uomo del 1756 di Laurence Sterne. c Esistono però solide differenze tra le due opere: quella sterniana ha continue digressioni che scompognono l'opera, facendo smarrire il filo del discorso, disgregando l'architettura narrativa di quei tempi componendo un vero e proprio antiromanzo, verso un romanzo diverso e moderno a quei tempi.

Moscarda invece pur occupando varie sezioni del romanzo, sospendono ma non scompongono il racconto. Infatti terminato il discorso di volta in volta riprende il filo del racconto, senza mettere a rischio l'architettura dell'opera. La questione culturale e antropologica costituisce una delle origini di fondo del modernismo: la presa d'atto d'un distacco tra le forme di rappresentazione e la realtà. Sei personaggi in cerca di autore: spazzano via le forme tradizionali di rappresentazione. Moscarda attraversa un percorso di disgregazione, che passa per gli stadi indicati dal titolo: l'uno della presunta individualità, il nessuno che è il corpo individuale, i centomila che lindividuo è per se e per gli altri , infine il nulla, l'anonimato dell'ospizio. Tema dell'identità: da Il Fu Mattia Pascal fino a UnC, ora è il centro della scena senza intervento romanzesco del fato. Tema della figura del padre: accade in UnC, come in Tozzi, Svevo e Borgese, i personaggi sono tutti impegnati a rinnegare gli insegnamenti paterni o a delapidare l'eredità. "Mio padre lavorava, ma io che facevo?": l'anonimato si prefigura come una scelta d'obbligo, il protagonista rinuncia alla propria identità. Svevo i labirinti della psiche: A realizzare la via maestra del modernismo è La coscienza i Zeno, si tratta di un ordine narrativo adeguato alla rivoluzione culturale primonovecentesca e che dialoga coi capolavori di Joyce e Proust. Il romanzo è un manoscritto ritrovato, ciascun capitolo tratta di un evento autobiografico: la morte di mio padre, la storia del mio matrimonio, la moglie e l'amante, storia di un'associazione commerciale, psico-analisi; nell'ultimo, che è un diario intrapeso un anno dopo il termine del manoscritto, Zeno annuncia di abbandonare le cure, registra l'intervento dell'Italia nella Grande Guerra.

Esiste questa duplicità all'interno del romanzo, a partire dalla dialettica tra salute e malattia che percorre il romanzo, si tratta di una polarità culturale che si riflette su una scissione interiore: lotta per la vita, il lavoro, la morale, ovvero lo Zeno amico; dall'altra parte troviamo la malattia dalla quale intende guarire, l'ozio, l'inettitudine, la libertà, ovvero lo Zeno brigante. Coscienza di Zeno simile a Uomo senza qualità di Musil: un personaggio che ha tutte le doti e capacità e qualità fisiche e morali per ottenere ciò che vuole, ma che sceglie di non agire, prendendosi una vacanza dalla vita. Zeno si tiene stretto quei vizi che gli impediscono di prendere parte alla lotta per la vita, la guarda dall'esterno. Capitolo 2 La via maestra del modernismo è tutt'altro che lineare, lo abbiamo notato con le opere del capitolo precedente; il modernismo non è una scuola, bensì una stagione letteraria che alcune opere esprimono, atre invece ne risentono. Appena successiva a Il Fu Mattia Pascal, collochiamo Una donna (1906) di Sibilla Aleramo. Gli aspetti modernisti del romanzo ruotano attorno all'episodio della violenza sessuale, il trauma si colloca al di là dell'epica primitiva; oltre a rappresentare una denuncia della condizione femminile, il libro è anche una vicenda esemplare di ribellione, da qui il rapporto col modernismo, più adatto a raccontare il male di vivere. Una seconda via modernista, come nel caso dell'Aleramo, si individua in Con gli occhi chiusi di Tozzi, e Rubè di Borgese. Nei due romanzi ricorrono infatti tutte le costanti delineate in precedenza ma il rapporto col modernismo è diverso: condizione esistenziale novecentesca, sviluppo del tema dell'inetto, analisi storico-politica. Tozzi, Con gli occhi chiusi: narrato in terza persona si può suddividere in due parti;

  • la prima si concentra sulla vita interiore dell'adolescente e sull'amore;
  • la seconda parte racconta con una focalizzazione sulla realtà esterna, i mesi di fidanzamento fino all'infedeltà. Il nucleo modernista si può riconoscere nella prima metà del romanzo, dove si delinea la condizione esistenziale del protagonista, tra un mondo oppressivo e un'interiorità soffocante, un personaggio schiacciato tra la brusca realtà e le forti astrazioni. C'è la volontà nel personaggio di restare confinato nella propria condizione, il protagonista sembra assumere l'identità dell'inetto tardo ottocentesca. Il racconto abbandona la sponda modernista e sposta il fuoco della narrazione sulla realtà esterna per seguire l'educazione sentimentale del protagonista. Rubè di Borgese: Il modernismo risulta meno evidente, il personaggio Rubè partecipa alla grande guerra, ci saranno un intreccio di storie.

opere: i miei quadri, le mie poesie, le mie sculture sono equiparate a tutte le altre merci? Devono perciò guadagnarsi da vivere anche loro vendendo ciò che producono; per vendere e guadagnare devono conoscere piacere ad un pubblico di fruitori più ampio, ovvero quei borghesi che tanto cominciavano a controllare il mercato. Alfabetizzazione dei borghesi: esclusivamente per compilare e leggere le fatture, orientati perciò al profitto, non perchè erano interessati alla poesia. Ci sarà una condizione di disagio degli scrittori, non riusciranno ad identificarsi col pubblico per il quale si ritrovano a scrivere che tratterà l'arte come una qualsiasi merce. Verranno evidenziati due tipi di scrittori: chi venderà le opere senza problemi e chi invece si ritroverà nella condizionedi disagio, lo scrittore d'avanguardia è di questo secondo tipo. Lo scrittore d'avanguardia porrà una sfida verso quel pubblico i borghesi, attraverso il linguaggio: sarà uindi un problema generale, gli scrittori si esprimono attraverso la parola, la loro crisi si manifesterà dunque nella lingua. Si avranno due effetti sulla lingua ltteraria dopo l'avento del capitalismo: da un lato verrà semplificata la forma, per andare incontro ad un pubblico non necessariamente intellettuale si abbandona il linguaggio colto per uno diretto. O si scriveva così oppure si veniva emarginati e condannati all'incomprensione, quindi il borghese stesso stabilisce il valore delle opere e la norma linguistica vigente; ormai gli scrittori e artisti dipendevano da qualcun altro. Con l'avvento del capitalismo moderlo il linguaggio subisce lo stesso destino della merce: come un nuovo modello di prodotto si impone sul mercato e presto verrà sostituito da quello nuovo successivo, aanche il linguaggio e la forma letteraria subiscono lo stesso cambiamento: compaiono nel panorama artistico e guidano la produzione dei testi fino a quando non diventano vecchi e non rispondono più alle esigenze di rinnovamento. La Voce: esempio di letteratura che si muove tra avanguardia e modernismo, fondata nel 1908 da Prezzolini, non si occupava solo di letteratura ma anche di questioni sociali e politihe (questione del Mezzogiorno, analfabetizzazione, suffragio universale), dal 1914 al 1916 si dedicò esclusivamente alla letteratura (sotto la direzione di De Robertis).

Tutti mossi dal rifiuto del positivismo e vicini all'idealismo, il giornale pubblicava anche Quaderni a parte, che seguivano autori e movimenti letterari o artistici fuori penisola contribuendo a sprovincializzare la cultura. I narratori vociani non seguono una linea di condotta programmatica o un manifesto (come Marinetti col fuurismo) ma presentano la rottura della linearità del racconto: si parla di POETICA DEL FRAMMENTISMO, il discorso procede a blocchi, la cronologia salta e si passa dal passato al presente o viceversa. Così accade nel libro "Il mio Carso" di Slataper, 1912 pubblicato nei Quaderni della Voce, si presenta come una biografia lirica. Testo: Slataper parla di se in terza persona in alcune parti, in prima persona in altre, cambiando i tempi verbli e muovenosi tra passato e presente. A livello di macrostruttura invece il libro segue un ordine: affronta prima l'infanzia, poi la giovinezza e inine la maturità dello scrittore. Con Slataper ricordiamo anche Boine con "il peccato e altre cose" e Jahier con "Ragazzo", "Con me e con gli alpini" Il futurismo: Il futurismo rappresenta il primo movimento artistico e letterario d'avanguardia del 900, cn organizzazione precisa quindi ufficio stampa, leader, casa editrice e tutti gli organi preposti al suo funzionamento. Fautore dell'impresa fu Marinetti, poté dedicarsi allo sviluppo e alla promozione del futurismo in Italia e all'estero, rendendo il movimento un modello anche polemico per tutti i successivi movimenti d'avanguardia. Inaugurato nel 1909 con la pubblicazione del manifesto di fondazione sulla prima pagina del quotidiano francese Le Figaro, il futurismo fin da subito si caratterizza come movimento moderno: se il mondo moderno è basato sul progresso, su velocità e tecnologia, il futurismo crea un'arte fondata sugli stessi valori: esaltazione delle macchine, rapidità di movimento, impatto e violenza. Il futurismo propugna un'arte maschia, diretta, lineare, proiettata all'esterno. Regole del futurismo:

Andrea Savinio (De Chirico), a Parigi negli anni dieci frequenta gli esponenti di punta del modernismo, tra cui il gruppo di quelli che diventeranno i surrealisti, pubblica Les Chants de la mi-mort sulla rivista fondata da Apollinaire. A Firenze invece pubblica Hermaphrodito che uscì sulla Voce e altre riviste. Savinio rifiuta l'attacco frontale alla lingua proposto dai futuristi di Marinetti, gli sembra un ingenuo slancio, che finirà solo per infastidire i borghesi conservatori. Ogni artista ha il sentimento della propria unicità, l'artista d’avanguardia sete la sua unicità nella forma di un'opposizione: è contro qualcosa, si vuole distinguere apertamente dal gusto dominante. Tra gli scrittori dell'avanguardia primonovecentesca italiana Savino è stato forse quello che ha espresso questo sentimento. Nati per contrastare una retorica dominante, avanguardia e modernismo rischiano di perdere di autenticità se vengono percepiti solo per il loro essere contro qualcosa: per Savinio la cosa più importante rimane il senso della propria indipendenza. In Hermaphrodito, immaginandosi novello argonauta mentre viaggia da soldato in ferrovia lungo la costa adriatica, Savinio è in attesa dell'aspettato e immagina di deragliare con la fantasia. Una decina di anni più tardi in Angelica o La Notte di Maggio, Savinio ci tuffa direttamente nel surreale; la deformazione della realtà semplicemente accade, non è preparata Capitolo 4 Si nota che alla stagione modernista, che trova il suo baricentro in Svevo e Pirandello succede una nuova fase all'insegna del realismo: una fase che prende avvio cn Gli Inifferenti di Moravia, si sviluppa negli anni Trenta e conosce poi una crescita con il romanzo esistenziale, trovando i suoi ultimi momenti aurei nella narrativa degli anni Cinquanta e i primi del Sessanta;

questa è la lunga fase del neorealismo italiano, non quella che indicava la narrativa di guerra, il romanzo degli anni Trenta si contrappone alle sperimentazioni narrative di inizio secolo, che deve dunqu reinventare strumenti di narrazione. La necessità di un romanzo di qualità e alta leggibilità è esignza diffusa a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta, mentre il grande assente è proprio il romanzo istituzionale, colto e popolare al contempo la sa mancanza è talmente evidente da indurre più di un critico a parlre già di "crisi del romanzo". La posizione di Moravia è chiara: l'analisi psicologica è divenuta debordante e occorre abbandonare l'errante flusso di pensieri per tornare alla consueta trama romanzesca, ossia una vicenda articolata per azioni che vengono compiute da personaggi memorabili. Ciò che propone Moravia è un recupero di forme ottocentesche ma anche un rinnovamento del genere sulla scia di quello che è accaduto fino agli anni Venti. La trasformazione di ritorno al realismo sarà attuata da una nuova generazione di narratori nati nel primo decennio del Novecento: Moravia, Brancati, Silone, Alvaro, Vittorini e Pavese (questi ultimi due accoglieranno elementi simbolici e legati al folklore). Il ricambio generazione per il genere romanzesco è determinato da questioni accidentali, culturali e politiche: si realizza perchè gli scrittori cambiano, alcuni non ci sono più e altri non si occupano più di quel genere (Pirandello si dedicherà prevalentemente al teatro) D'Annunzio perderà ogni seduzione a causa anche del suo sfortunato incidente. Proprio nel momento in cui il modernismo raggiunge i suoi risultati più alti, Moravia esordisce invece con un'opera di chiaro impianto lineare, on una trama ricca di eventi più che desideri, con personaggi che cozzano gli uni contro gli altri fuoriuscendo da quel solipsismo autoreferenziale di inizio secolo. Si assiste ad un ritorno del romanzo tradizionale, ma la stagione modernista non viene totalmente dimenticata. Ne Gli Indifferenti Moravia scrive della decadenza di una famiglia dell'alta borghesia, composta da una madre dai suoi due figli, la decadenza non è solo economica ma anche morale; la figlia Carla cede alle avances dell'amante della mamma e lui ha in mente di riscattare la villa ipotecata e di sfrattarli:

dl romanzo. Carla ha deciso che la sua sorte è segnata, che accetterà l'invito di Leo, nell'economia del romanzo è il passaggio che rende possibile l'evento tragico. Un narratore modernista avrebbe dedicato molte pagine a questa risoluzione, Moravia invece si limita a riportare le fasi interiori che Carla dice. La tecnica è di tipo tradizionale, con un narratore in terza persona, onnisciente, che riporta attraverso l'indiretto libero il monologo interiore di Carla. Ma il personaggio, così propenso ad interpretarsi anziché ad agire, è di chiaro stampo modernista: in questo incrocio il modernismo diventa tradizione e una nuova stagione ha inizio: la stagione neorealistica, quella di Moravia, di Brancati, di Alvaro, di Silone e di tanti alti. Vittorini e Pavese seguono la strada dell'attenzione folclorica; negli anni Trenta Vittorini e Pavese fanno proprio questo, cercano di descrivere il loro mondo non solo attraverso la dimensione materiale, ma anche recuperando quelle abitudini folcloriche e mitiche, che si tramandano di generazione in generazione. Nelle loro pagine gli autori resistono al gusto dell'oscuro: il dato folclorico e primitivo da un lato assolve ad una funzione prettamente descrittivo-realistica e dall'altro lato rimanda ad un significato remoto. 19 33: Vittorini pubblica sul Solaria "Il Garofano Rosso"; l'eroe affronta il suo percorso di formazione orale e psicologica e anche qui il protagonista è l'opposto del modello proposto dal regime. Infatti la censura bloccherà la pubblicazione dell'opera che verrà poi pubblicata 15 anni più tardi. Con Pavese siamo proiettati in una narrativa che racconta anche la guerra, la Resistenza, l'opposizione politica, entriamo nella fase del romanzo esistenziale che del neorealismo rappresenta una specifica stagione, che inizia dagli anni Trenta. Capitolo 5: La fine della guerra (di liberazione e guerra mondiale) ha un effetto visibile e immediato sulla produzione narrativa della seconda metà degli anni 40: molti di coloro che avevano vissuto la Resistenza da partigiani sentivano il bisogno di mettere su carta le loro parole, le loro testimonianze, dei fatti accaduti l'

settembre 1943 ovvero data dell'armistizio. Come dopo la prima guerra mondiale un'enorme mole di testi di carattere memorialistico si diffonde rapidamente. La scrittura diventa uno spazio di espressione veridica che non tollera alcuna retorica, nè adattamenti della verità storica alle leggi dell'espressione letteraria e artistica in genere. Carlo Levi il suo non-romanzo: Aderì al movimento antifascista giustizia e libertà, con la caduta del fascismo lui fa uscire "Cristo si è fermato ad Eboli": non è un romanzo ma si presenta come una narrazione in prima persona in cui narratore e protagonista coincidono con la persona dell'autore e al tempo stesso si collocano a stadi diversi della sua vita. Come lui stesso dice, lo stile incarna il continuo rischio di morte legato al tempo della stesura, era uno sguardo rivolto a quel mondo immobile, il sud contadino: questo non è affatto un testo puramente memorialistico o testimoniale, presenta una struttura narrativa raffinata, piegata alle esigenze della ricostruzione autobiografica, a quelle del romanzo i formazione, e a quelle del saggio antropologico. Si tratta di un non-romanzo che si può leggere come un romanzo in prima persona, come memoria autobiografica, come saggio sul mondo arcaico e l'Italia fascista. Primo Levi Se questo è un uomo: Italo calvino si accorse del libro del suo valore letterario recensendolo sull'unità del 1948 indicandolo come il più bello di tutti i libri di memorie il sul lager nazisti Pubblicati fino a quel momento. Siamo in presenza di un libro la cui materia è un vissuto prossimo ed estremamente traumatico ma che non rinuncia a un trattamento letterario di esso, l'autore chiarisce subito di essere un ex deportato e pone l'accento sulle ragioni puramente casuali della sua sopravvivenza, L'autore aggiunge che per quanto riguardi particolari atroci dell'esperienza del lager il suo libro non aggiungere niente che non fosse già noto L’intento dichiarato è quello di fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti della dell'animo umano.

degli ebrei, come emerge ne volume di racconti Cinque storie ferraresi e nl successivo il giardino dei finzi-contini, aspramente attaccato dai militanti dell'avanguadia. Lui ebbe anche un ruolo importante come direttore editoriale della Feltrinelli, fu artefice della pubblicazione di un best seller di risonanza mondiale: Il gattopardo di Giuseppe Tomasi d Lampedusa. Il Gattopardo: il libro uscì dopo la morte dell'autore, un nobile palermitano che non fu mai scrittore, la storia osserva le esistenze dei componenti di una famiglia dell'aristocrazia siciliana sullo sfondo delle vicende della spedizione dei mille guidati da Garibaldi, della riunificazione e dell'Italia post-unitaria. Il libro si inscrive nella tradizione del romanzo familiare europeo, in cui ci sono come tematiche centrali l'avvicendari delle generazioni e la dialettica dolorosa tra individuo e organismo familiare. Il gattopardo è stato letto come un libro attardato e ottocentesco, mentre sul piano ieologico le origini sociali dell0autore e il tema della disillusione post risorgimentlale hanno conferito al libro l'etichetta di conservatore e reazionario; ultimo punto è il successo di vendite enorme e di dimensioni planetarie che contribuì a rendere Tomasi fondamentale per la letteratura commerciale. Elementi di svalutazione (forma narrativa, ideologia e ricezione presso il pubblico) che illuminano con chiarezza questioni fondamentali all'interno del campo letterario degli anni 50: il campo è ancora politicizzato. Capitolo 6: APPUNTI Gadda Quer Pasticciaccio Brutto de via Merulana Uscirà in volume nel 1957 presso Garzanti: appare come un'assoluta anomalia nel panorama della narrativa nel secondo dopoguerra, è un giallo psicoanalitico in cui il colpevole non viene individuato, dialetti diversi si mescolano, così come stile tragico-sublime, comico-grottesco, la trama si espande in direzioni diverse, si sfrangia in tante digressioni, si complica in un groviglio di personaggi che sembrano diventare l'uno il doppio dell'altro. La struttura comincia a sdoppiarsi: due delitti, due spazi e due squadre investigative, la protagonista è la vittima; ne ricaviamo per frammenti un

quadro psichico e patologico, lacerato e tragico; lo stesso protagonista, l'investigatore Ingravallo, eroe intellettuale, non riesce a reprimere del tutto il desiderio e l'attrazione nei confronti del cadavere. L'uso stravolto del romanzesco, la costruzione dei personaggi abitati da pulsioni indicibili, il ruolo centrale anche a livello di retorica del racconto e delle figure dell'inconscio, colloca il libro agli antipodi del neorealismo. Gadda recepisce con disagio la politicizzazione del campo letterario reagendo ad essa con il rifiuto dell'egemonia della cultura di sinistra, al contempo non rinuncia ad assumere una posizione decisa sul fascismo. Il romanzo prende di mira la morale sessuale del ventennio fascista (sessualità deviante, sterilità, omosessualità da parte della vittima). Lo scandalo maggiore della storia è la contiguità implicita tra vittima e carnefice, nessuno è innocente o assolto se è la legge stessa (fascista) ad essere aberrante. Il libro può essere letto come una reazione furiosa sia alla caduta del fascismo quanto alla diffusione di un gusto estetico del tutto alieno a Gadda. Comparazione con La cognizione del dolore: non ha ancora una struttura policentrica come il Pasticciaccio, ma sperimenta già la mescolanza del tragico-sublime, satira e grottesco, moltiplicazione delle trame, scavo irrisolto dell'interiorità dei personaggi; è un romanzo modernista a tutti gli effetti ma viene recepito solo come uno straordinario esercizio stilistico privo di forza narrativa: la slogatura delle strutture del racconto viene scambiata per frammentismo, l'obliquità della voce narrante come sfogo umorale, la materia psicoanalitica come autobiografismo malcelato, il trattamento della temporalità del racconto bloccata, come incapacità di raccontare. In pratica, un antiromanzo. Le comparazioni con Menzogna e sortilegio di Elsa Morante: il libro occupa una posizione di aperto rifiuto del paradigma realista egemonico nell'immediato dopoguerra; il romanzo di Morante Si affida a un intreccio plurale policentrico e intensamente Romanzesco in cui codici generi differenti in conflitto si trovano a coesistere.

umane; il comico nasce dal contrasto fra universo banalità della vita, fra rigore scentifico e imprevedibilità dei sentimenti umani; Calvino sembra volerci far intendere che la storia del mondo è la storia del nostro essere fuori posto, nemmeno la scienza con le sue apparenti certezze, riesce a spiegare la nostra condizione o ad alleviare la malinconia che è alla base. Comico in senso letterale: i personaggi delle cosmicomiche ricordano sia le comiche del cinema muto, che i personaggi bidimensionali dei fumetti. 1984: calvino pubblica le Cosmicomiche vecchie e nuove; storie statiche. 1967: Calvino si trasferì a Parigi, nel 1972 viene coinvolto attivamente nell'OULIPO (opificio di letteratura potenziale). Un gruppo di intellettuali interessati ad applicare alla scrittura le regole della combinatoria, branca della matematica. L'idea di fondo era di lavorare a partire da una serie di contraintes, vincoli strutturali che ci scrive si impone. Nonostante avesse partecipato attivamente all'OULIPO dell’antologia che raccoglie parte dei lavori di gruppo, viene citata solamente un'opera di Calvino; il castello dei destini incrociati. Venne inizialmente pubblicato come parte di un atro volume cioè Tarocchi, nl 1973 lo ripubblica come volume a sé stante, con l'aggiunta di due racconti e soprattutto, di una seconda parte: la taverna dei destini incrociati. Il tempo e lo spazio sono imprecisati, un personaggio smarrisce la via si ritrova nel primo caso in un castello, nel secondo in una taverna, una volta entrato si rese conto di non aver la facoltà di parlare, stessa sorte per i viandanti che erano giunti lì prima di lui, l'unico modo di comunicare era utilizzare dei tarocchi e disporli in modo da far intuire la propria storia. I testi che compongono il libro sono quindi le storie raccontate dai viandanti tramite i tarocchi a disposizione. Essendo i tarocchi i medesimi per ognuno, questo dà vita ad un intreccio complesso. Le città invisibili: nel 1972 venne pubblicato e la trama è il resoconto che Marco Polo fa a Kublai Kan di 55 città che avrebbe visitato. I testi raccolti nel libro sono suddivisi in 9 capitoli

Se una notte d'inverno un viaggiatore: metaromanzo, un romanzo che riflette su sé stesso. Capitolo 8 Manganelli si colloca all'opposto rispetto a Sanguineti, per Manganelli la letteratura è infatti un esercizio di retorica, tramute il quale la scrittura esibisce la propria artificiosità, la statuaria autonomia della realtà; per lui è menzogna, artificio, ma proprio per questo capace di porsi come scandalo nel cuore della realtà. Malerba: Il Serpente, l'antiromanzo assume la forma di un anti modello, anti genere, il narratore dichiara apertamente la propria inaffidabilità, presenta menzogne e fantasticherie, più che fatti. Pasolini e D'Arrigo: sono molti gli autori protagonisti dello sperimentalismo romanzesco che scardinano le forme mimetico realistiche, pur seguendo strade diverse da quelle date dalle neoavanguardie. Horcynus Orca: ideato tra 56-57 pubblicato inizialmente col titolo "i fatti della fera" Storia: un reduce della SGM, Ndria Cambria, che riorna al suo paese d'origine in Sicilia; molti sono i riferimenti all'Odissea(a cominciare dal tema del ritorno, con l'arrivo a casa del personaggio vhe appare come il ritorno a un mondo mitico delle origini). L'orca(che compare nell'ultima parte) è l'emblema del testo che da' il titolo anche alla storia; rimanda al capolavoro di Melville, Moby Dick, tanto quanto al Leviatano biblico. Il racconto sembra seguire i moduli del realismo, ma compare anche il carttere sperimentale del lavoro di D'Arrigo. Petrolio: dal 72, incompiuto per l'assassinio dell'autore stesso, Pasolini; pubblicato nel 92. Considerato "un romanzo mostro", (a partire dalla mole di pagine che sono 500, a differenza delle 2000 che voleva attuare), anche per il carattere composito del testo, che sembra anche in questo caso un'interpretazione dello sperimentalismo romanzesco.