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URGENTE!Potreste aiutarmi?(40 punti al migliore)

NON USATE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE,deve essere un testo che si capisce che è stato fatto con l’intelligenza umana (critico,profondo,sincero,etc …),anche perché ci sono tanti siti che rivelano se è stata usata.Grazie mille devo fare il discorso iniziale per l’esame di maturità 2026,come deve essere costruito questo discorso(aiutatemi voi a farlo): una breve riflessione sul tuo percorso scolastico e personale,coerente con il Curriculum dello Studente. La durata ideale è 3-5 minuti. Non deve essere un’autobiografia né l’elenco di tutto ciò che hai studiato. Una struttura efficace è questa:
  1. Introduzione (20-30 secondi)
* Saluto. * Una frase che introduca il significato del percorso.
  1. Chi eri all’inizio dei cinque anni
* Aspettative. * Difficoltà iniziali.
  1. Come sei cresciuto
* Competenze acquisite. * Materie o esperienze che ti hanno formato. * Eventuali attività extrascolastiche, PCTO, progetti, certificazioni.
  1. Il tuo metodo di studio e le qualità sviluppate
* Organizzazione. * Capacità di lavorare in gruppo.(soprattutto grazie a una compagna che abbiamo avuto in classe disabile) * Problem solving. * Autonomia.
  1. Il futuro
* Università, lavoro o altri progetti. * Come la scuola ti ha preparato.
  1. Conclusione
* Una riflessione finale che faccia capire la tua maturità personale. Errori da evitare * raccontare tutta la tua vita; * elencare materia per materia; * parlare più di 5 minuti; * usare frasi troppo costruite Il consiglio dei commissari Il discorso funziona molto meglio se segue questa “formula”: Esperienza → cosa ho imparato → perché è importante per il mio futuro. Ad esempio: * “Durante il PCTO ho capito l’importanza del lavoro di squadra…” * “Lo studio della filosofia mi ha insegnato a sviluppare un pensiero critico…” * “Le difficoltà incontrate mi hanno reso più autonomo…” PS: queste sono le attività che ho fatto per quanto riguarda FSL(ex PCTO): Terzo anno: •Conoscere il Territorio •Corso online sulla Sicurezza - Formazione Generale sui temi della salute e sicurezza sul lavoro •Insieme per capire “C’ero una volta: L’eroe che c’è in ognuno” •Insieme per capire “Le parole sono importanti. Perché parlare (bene) può cambiare la vita” •Insieme per capire: “Liberi dalle mafie” •Orientamento - Linee guida orientamento - Piattaforma Unica - Psicologia •Progetto “Educazione alla salute” - Orientamento: Anoressia e bulimia •Progetto “Tyndaris Agorà Philosophica, festival della Filosofia e della cultura classica per una città” •Progetto PTOF: Dialogo con l’autore - libro: Orgoglio siciliano. Luci e ombre dell’anima siciliana. Quarto anno: •UDA: “A scuola di protezione Civile” •Laboratorio di criminologia e psicologia forense •Progetto “Antenne… puntiamo contro l’azzardo” •Progetto ConsapevolMente •UDA: “A scuola di Emozioni” •economic@mente – METTI IN CONTO IL TUO FUTURO Quinto anno: Celebrazione Giornata Internazionale della disabilità A.S. 2025/2026 Conferenza Change the world Incontro con il Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri Col. Lucio Arcidiacono A.S. 25/26 Incontro con la scrittrice Dacia Maraini A.S. 2025/2026 Insieme per capire - Un pianeta che cambia. Capire il clima per immaginare il futuro A.S. 25 26 Opportunity day Orientamento Corso di Studi in Scienze e Tecnologie Agrarie per la Transizione Ecologica a.s. 25/26 Orientamento in Uscita - Conferenza "Orientamento corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale Orientamento in Uscita Conferenza "Università UniCamillus - Saint Camillus International University Partecipazione al DevFest Mediterranean - Focus AI - A.S. 2025/2026 Professioni in divisa -Orientamento in uscita classi V a.s. 25-26 Rappresentazione teatrale in lingua inglese A.S. 2025/2026 Seminario interattivo "Psicologia del lavoro risorse umane e selezione del personale" A.S. 2025/2026 Sulle orme di Maria Montessori: la donna che rivoluzionò il mondo dell'educazione a.s. 2025/2026 ma dato che di queste attività non ho seguito niente,vorrei concentrarmi su quello che ho fatto in quarto(che ho seguito)(3 giorni alle scuole elementari,in cui abbiamo avuto l’opportunità di fare tre giorni come "maestra" nelle scuole elementari: un esperienza diretta a contatto con i bambini, guidandoli in attività creative e interattive sulle emozioni, Attività pratiche per aiutare i bambini a riconoscere, nominare e cestire le oroorle emozioni attraverso giochi, disegni e momenti di confronto guidato.),che mi hanno fatto capire quello che voglio fare in futuro(mi ha fatto sentire a mio agio stare in classe con i bambini). Io sto concludendo il liceo delle scienze umane,vorrei fare Scienze dell’Educazione
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4 risposte

6 giorni fa
giulia-cocka-avatar
[INTRODUZIONE] Buongiorno a tutti i membri della commissione. Oggi, nel trovarmi qui per concludere questo ciclo, mi rendo conto che questi cinque anni non sono stati semplicemente un elenco di verifiche da superare o di pagine da studiare. Per me, questo percorso ha rappresentato una vera e propria transizione: il passaggio da una fase in cui assorbivo passivamente nozioni a una in cui ho iniziato a dare un senso pratico e umano a ciò che leggevo sui libri. [CHI ERI ALL'INIZIO] Se ripenso a chi ero al primo anno, mi rivedo come una persona disorientata, piena di aspettative ma anche di forti timori. Le Scienze Umane erano una materia totalmente nuova e l'impatto con discipline come la psicologia o la sociologia mi spaventava, perché richiedevano uno sguardo diverso, meno meccanico rispetto alle medie. All'inizio ho fatto fatica a trovare un mio equilibrio e un metodo che non fosse solo memorizzazione, ma comprensione profonda. [COME SEI CRESCIUTO & METODO DI STUDIO] La crescita è arrivata un passo alla volta, parallelamente alla maturazione delle mie competenze. Il liceo mi ha insegnato l'importanza dell'organizzazione, ma soprattutto mi ha dato gli strumenti per sviluppare un pensiero critico e un'autonomia che prima non avevo. Tuttavia, la competenza più grande l'ho sviluppata sul campo, dentro la mia classe. In questi anni abbiamo avuto la fortuna di avere con noi una compagna disabile. Spesso si parla di "inclusione" come di un concetto teorico scritto sui manuali di pedagogia, ma viverla ogni giorno cambia la prospettiva. Collaborare con lei, trovare forme di comunicazione alternative, lavorare in gruppo tenendo conto dei tempi e delle necessità di tutti, mi ha insegnato il vero significato del problem solving e dell'empatia. Mi ha fatto capire che un gruppo funziona solo se nessuno viene lasciato indietro, e questo ha cambiato radicalmente il mio modo di stare con gli altri. [IL FOCUS SULL'ESPERIENZA CHIAVE (PCTO)] Questa sensibilità è diventata una certezza assoluta in quarta superiore, durante un'attività che ha segnato una svolta nel mio percorso. Ho trascorso tre giorni nelle scuole elementari, mettendomi alla prova nei panni di "maestra". Abbiamo guidato i bambini in attività interattive basate sulla gestione e il riconoscimento delle emozioni, attraverso il disegno e il gioco. In quei tre giorni, la teoria studiata sui libri di psicologia dello sviluppo è diventata carne ed ossa. Vedere lo sguardo dei bambini, aiutarli a dare un nome a quello che provavano e accogliere le loro fragilità mi ha fatto provare qualcosa di unico: mi sono sentita profondamente a mio agio. In quell'aula, in mezzo a loro, ho capito che la relazione educativa non è una dinamica unidirezionale dove chi è grande insegna e chi è piccolo impara, ma è uno scambio continuo. [IL FUTURO E CONCLUSIONE] È stata proprio quell'esperienza a fare da bussola per il mio futuro. Fino a quel momento avevo dei dubbi, ma stare in classe con quei bambini mi ha mostrato chiaramente la mia strada. Per questo ho deciso che il mio percorso continuerà con la facoltà di Scienze dell’Educazione. Oggi lascio questo liceo consapevole di non essere più la persona incerta di cinque anni fa. La scuola mi ha dato la base culturale, ma le relazioni umane vissute in questi anni mi hanno dato la direzione. Spero di poter restituire un giorno, nel mio lavoro futuro, la stessa cura, lo stesso ascolto e la stessa accoglienza che questo percorso ha insegnato a me. Grazie per l'attenzione.
4 giorni fa
slim-fat-avatar
Introduzione Buongiorno a tutti. Quando ho iniziato a pensare a questo discorso mi sono chiesto cosa avrei voluto dire davvero di questi cinque anni. Non un elenco di materie o di voti, ma quello che mi è rimasto dentro. E mi sono accorto che il filo che lega tutto è una parola sola: capire. Capire le persone, capire me stesso, e capire cosa voglio fare della mia vita. Chi ero all'inizio Cinque anni fa sono arrivato al liceo delle Scienze Umane con curiosità, ma anche con qualche incertezza. Non sapevo bene cosa significasse studiare la psicologia, la pedagogia, le scienze sociali, e se quella scelta sarebbe stata davvero giusta per me. I primi tempi sono stati fatti di adattamento: nuovi compagni, un metodo di studio diverso, materie che richiedevano non solo memoria ma riflessione. Come sono cresciuto Col tempo quelle materie che all'inizio mi sembravano astratte sono diventate gli strumenti con cui ho imparato a guardare il mondo in modo diverso. Ma se devo dire qual è stato il momento in cui ho capito qualcosa di importante su me stesso, è stata l'esperienza che ho fatto al quarto anno durante il PCTO: tre giorni nelle scuole elementari, in cui ho avuto l'opportunità di stare dall'altra parte della cattedra, come maestro per qualche ora. Ho guidato i bambini in attività sulle emozioni, giochi, disegni, momenti in cui li aiutavo a riconoscere e a dare un nome a quello che sentivano. Sembrava una cosa semplice, ma è stata la prima volta che ho sentito con chiarezza che quel mondo, l'educazione, la relazione con i più piccoli, era un posto in cui mi sentivo a mio agio. Non era una cosa da fare bene per dovere: era qualcosa che mi veniva naturale. Il metodo di studio e le qualità sviluppate In questi anni ho imparato anche a lavorare con gli altri, e qui devo raccontare un'esperienza che mi ha formato profondamente: in classe ho avuto una compagna con disabilità, e il tempo passato insieme a lei mi ha insegnato cose che nessun libro avrebbe potuto insegnarmi. Ho imparato che il lavoro di squadra non significa solo dividersi i compiti, ma adattarsi, ascoltare, trovare modi diversi per comunicare e per includere. Mi ha reso più paziente e più attento ai bisogni degli altri, e pensandoci ora credo sia stata anche quell'esperienza a farmi capire quanto mi interessi davvero il modo in cui le persone imparano, crescono, si relazionano tra loro. Insieme a questo ho sviluppato organizzazione e autonomia nello studio, e una capacità di affrontare i problemi che all'inizio non avevo. Ho imparato che le difficoltà, se affrontate con metodo, si trasformano in occasioni di crescita più che in ostacoli. Il futuro Per questo dopo la maturità vorrei iscrivermi a Scienze dell'Educazione. Non è una scelta improvvisa, è il punto di arrivo di tutto quello che ho vissuto in questi anni: dallo studio della pedagogia e della psicologia in classe, all'esperienza diretta con i bambini, al rapporto con la mia compagna. La scuola non mi ha solo dato conoscenze, mi ha dato la possibilità di scoprire attraverso esperienze concrete cosa voglio fare della mia vita. Conclusione Se devo dire cosa mi porto via da questi cinque anni non è una formula né una definizione. È la consapevolezza che capire gli altri, i loro bisogni, le loro emozioni, i loro modi di essere, è una delle cose più importanti che si possano imparare. E sono convinto che è proprio da lì che voglio partire per costruire il mio futuro. ​