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ellade.pietro1
più di 13 anni fa

Gli studi di settore nascono come strumento di controllo dei ricavi,finalizzati al miglioramento dell’attività accertatrice e come strumento in alternativa all’accertamento presuntivo incentrato su elementi esteriori,nella consapevolezza che lo scarto tra i ricavi dichiarati e quelli calcolati attraverso gli studi di settore non può di per se costituire valido elemento per giustificare l’accertamento se non anche in presenza di gravi incongruenze.Sono approvati con decreto del Ministro delle finanze e possono essere revisionati periodicamente.l’attività accertatrice può anche essere fondata sulla esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi,i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli derivanti dagli studi di settore.i soggetti interessati da tale meccanismo sono i soggetti di piccole dimensione.gli studi di settore non trovano applicazione per i soggetti con ricavi superiori a 7,5 milioni di euro.Sono esclusi dagli studi i soggetti che hanno iniziato o cessato l’attività nel periodo d’imposta e coloro che versano in un non normale periodo di svolgimento dell’attività.Portando alla determinazione di un certo ricavo,esprimono una sorta di normalità economica.Gli strumenti per raggiungere tale obiettivo prendono in primo luogo le mosse dalle risposte a dai questionari inviati dall’amministrazione finanziaria ai contribuenti,integrati successivamente dall’utilizzo dei dati provenienti dalle dichiarazione dei redditi.La raccolta di tali dati ha permesso la formazione di un archivio che ha consentito di individuare un modello omogeneo di soggetti,attraverso i quali sono stati identificati gruppi di contribuenti rappresentativi dei modelli organizzativi del proprio settore,tale attività prende il nome di cluster analysis.
giando90
più di 13 anni fa
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