
Per la valutazione del comfort termo-igrometrico esistono diversi modelli basati sia su aspetti fisiologici e comportamentali, sia su analisi statistiche, in modo da coprire anche le diverse sensibilità dei soggetti.
I modelli più utilizzati per valutare il comfort termico sono:
- modello di Fanger
- modello adattivo

Gli indici maggiormente utilizzati derivano da un approccio teorico basato sull’applicazione dell’equazione di bilancio termico al corpo umano, cercando di stabilire una relazione tra la sensazione termica ed i 6 parametri fondamentali. La condizione di benessere microclimatico coincide con la sensazione di neutralità termica (omeotermia = temperatura interna costante). Scostamenti dalla condizione di omeotermia producono sensazioni crescenti di discomfort. L’indice più utilizzato è il Predicted Mean Vote (PMV) che deriva dagli studi che Ole Fanger (1934–2006) condusse nella seconda metà degli anni ‘60. Fanger creò un modello predittivo confrontando i risultati ottenuti applicando l’equazione di bilancio termico al corpo umano con i voti di sensazione termica ottenuti dal campione di studenti del college che espose in camera climatica per 3 ore, facendogli eseguire attività standardizzate. Gli indici PMV e PPD Il PMV rappresenta il giudizio medio previsto che verrebbe espresso da un ampio gruppo di persone esposte alle medesime condizioni microclimatiche in esame, in una scala di sensazione termica a 7 punti. +3 molto caldo, +2 caldo, +1 leggermente caldo 0 neutro -1 leggermente freddo -2 freddo -3 molto freddo L’indice PMV è ritenuto un indicatore affidabile quando assume valori compresi nell’intervallo tra -2 e +2.
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